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La congiura Fornaciari

Assalto alla Rocca

Chi ha letto per la prima volta, o è tornato a leggere “Le Confessioni di un Italiano” di Ippolito Nievo, meraviglia di libro che meriterebbe anche oggi di essere continuamente visitato, ha bene impressa nella mente la vita dentro e intorno al castello di Fratta. Ma non tutti coloro che vivevano in un angolo di uno stato decrepito si rendevano conto di quanto decrepito fosse il loro mondo. Lo stesso poteva succedere, alle soglie della Rivoluzione Francese, in questa provincia dello Stato della Chiesa: soltanto gli spiriti più attenti, o quelli più avventurosi, o quelli più disperati potevano vederla scricchiolare come un divano tarlato. Forse Francesco Fornacciari (o Fornaciari, secondo una dizione più comune confermata su molti documenti) apparteneva a qualcuna di queste classi di persone, forse a tutte, o forse a nessuna; ma è certo che con la sua azione riuscì a imbarazzare i governanti del suo tempo fino a svelare una natura comica delle loro contorsioni.

Occupa la rocca di Senigallia e di lì tiene in scacco nobiltà e civiltà per tre giorni, chiedendo amnistia per le sue personali condanne e un più giusto reggimento per tutta la popolazione.

Il finale, poi, è tipicamente italiano e, prima ancora in ordine di tempo, tipicamente pontificio. Ma sarà meglio lasciare alla lettura il piacere di scoprire come nasce, si sviluppa e viene risolta l’incresciosa situazione.

Questo “libro senza carta” contiene la traduzione in italiano di un opuscolo anonimo, scritto in un dottissimo latino e stampato alla macchia nel dicembre del 1789, l’anno della Bastiglia. Si ritiene generalmente che sotto il lenzuolo dell’anonimato si celi Bernardino Honorati, cardinale e vescovo di Senigallia ai tempi dei fatti narrati.

Licia Badioli, che ne è la curatrice, propone una scrittura letterale ma anche scorrevole, che qui pubblichiamo integralmente con il testo a fronte; e la fornisce di un’introduzione che invece pubblicheremo a puntate all’inizio di ogni settimana, a partire da oggi. Da essa chi legge si farà un’idea di com’era la vita quotidiana a Senigallia negli ultimi anni dell’ancien régime prerivoluzionario, particolarmente in quelle sere in cui qualcuno meditava di buttare tutto all’aria.

Spero che troverete avvincenti entrambi i testi come li ho trovati io. Se poi c’è qualche latinista fra di voi, mandi pure le sue osservazioni sulla traduzione: volentieri la curatrice risponderà o rendendovi ragione delle sue proposte o accogliendo le vostre.

Assalto alla Rocca

La congiura Fornaciari [formato PDF, 129 pagine, 4.5 MB]

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