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“La giusta scelta” di Giancarlo Trapanese

403077_10200926667437287_510044547_nDomenica prossima, il 12 maggio 2013, Giancarlo Trapanese presenterà per la prima volta al pubblico il suo nuovo romanzo “La giusta scelta” (Italic – PeQuod) uscito in libreria questa settimana. L’appuntamento è ad Ancona presso la Sala conferenze della FIGC in via Schiavoni (davanti all’Auchan) alle ore 17,45. Ecco il comunicato-stampa:

“Un onesto bancario, ingegnere informatico, tartassato dalla malasorte, penalizzato nella sua carriera dalla mancanza delle giuste conoscenze; uno straordinario talento da hacker che non è mai riuscito ad esprimere. Sauro Rocchi due divorzi alle spalle,un figlio, che lo considera un fallito, si trova improvvisamente, innanzi ad una scelta esistenziale: continuare ad attendere ancora (a 45 anni) giustizia, amore vero e rapporti umani autentici, o fare il grande salto ordendo una clamorosa truffa informatica ai danni del suo istituto e fuggire poi in qualche paradiso fiscale chiudendo con il suo passato? Ma la vita da ricco è poi davvero così facile come sembra? Basterà , soprattutto, come dice la sua bella psicologa, ad aiutarlo a trovare la parte autentica e positiva di se stesso? Da una parte le Cayman, la ricchezza, il lusso, le belle ragazze attratte non da lui ma da quello che possiede, dall’altra la lotta quotidiana per conquistare il rispetto, per affermare il merito, e ritrovare l’amore di un figlio e di una donna.
Una scelta difficile e complessa che la vita propone a Sauro, probabilmente senza appello. L’originale romanzo di Giancarlo Trapanese, ironico, graffiante, divertente e nello stesso tempo in grado di affrontare temi di straordinaria attualità e serietà, ci propone un viaggio nella psiche umana, nella amarezza dei nostri tempi di chi avverte l’ingiustizia di una società poco incline al riconoscimento del merito. E assieme le peripezie di un bancario da sempre bersagliato dalla sfortuna al quale succede veramente di tutto ( tutti episodi, assicura l’autore, realmente accaduti a qualcuno) e in cerca di un clamoroso riscatto.”

Il vincitore del Calvino 2013 e le menzioni speciali della giuria

COMUNICATO DELLA GIURIA

La Giuria decide di assegnare il Premio Calvino 2013 a Cartongesso di Francesco Maino per la sua natura felicemente ibrida (non è un romanzo né un saggio né un pamphlet) ‒ un difficile azzardo che nulla toglie alla sua capacità di coinvolgimento ‒ e per la straordinaria potenza inventiva della lingua. Un’invettiva contro il disfacimento del Veneto (e, per sineddoche, dell’intera nazione) e la sua trasformazione in un non-luogo di consumi banali, di vite perse in una generale omologazione, di cui è emblema la corruzione della parola. Il libro è un bilancio insieme personale e collettivo, nel quale la disperazione di un individuo e il suo intenso e inquieto disagio diventano una foto di gruppo antropologicamente esatta ed espressivamente efficace.

Una menzione speciale della Giuria va al romanzo I costruttori di ponti di Simona Rondolini per l’originalità della struttura, per la competenza con cui affronta complessi temi musicali, psicanalitici e animalistici, per il pregio di dare voce a un sentimento lacerato della vita, per l’eccellenza della scrittura. Rara è la sensibilità con cui l’autrice riesce a restituire la bellezza impervia delle sinfonie di Mahler come cruda e incisiva è la resa dello squallore della vita di fabbrica nell’atroce cornice di un macello. Tutto ciò è fuso in un intreccio che partendo da un triangolo famigliare tormentato (padre, madre, figlia) perviene a una riconciliazione finale della protagonista con se stessa.

Una seconda menzione va a Come fossi solo di Marco Magini, un esempio di letteratura di testimonianza che affronta con coraggio e in maniera attentamente documentata una pagina vergognosa e rimossa dell’Occidente, il massacro di Srebrenica. Notevole è la forza evocativa di alcune scene come suggestivo è l’impianto a tre voci della narrazione ‒ un giudice internazionale, un soldato delle forze di interposizione Nato, un miliziano serbo-bosniaco ‒ ciascuna con la sua grana e la sua peculiare prospettiva.

LA GIURIA

Irene Bignardi
Maria Teresa Carbone

Matteo Di Gesù

Ernesto Ferrero

Evelina Santangelo

NOTIZIE BIOGRAFICHE DEGLI AUTORI

Francesco Maino

Francesco Maino è nato nel 1972 a Motta di Livenza, nella “Marca Trevigiana”. Oggi risiede a San Donà di Piave e fa l’avvocato penalista a Venezia. Insegna diritto, alcune ore la settimana, ad un corso regionale per estetiste e si occupa di turismo sostenibile  nella sua regione.

 

Simona Rondolini

Simona Rondolini è nata nel 1970 a Perugia, dove vive. Nel 1995 ha conseguito presso l’Università di Perugia la Laurea in Filosofia. Fino al dicembre 2010 ha lavorato nell’azienda commerciale di proprietà della sua famiglia. Da allora ha ripreso a scrivere racconti e ha portato a termine “I costruttori di ponti”, che è il suo primo romanzo.

 

Marco Magini

Marco Magini è nato ad Arezzo 28 anni fa. Si è laureato in Politica Economica Internazionale alla London School of Economics. Per motivi di studio e di lavoro ha vissuto in Canada, Stati Uniti, Belgio, Turchia e India. Oggi vive e lavora a Zurigo dove si occupa di cambiamento climatico ed economia sostenibile.

8° Concorso di Poesia “Cesare Vedovelli”

Il circolo A.C.L.I. di San Silvestro organizza l’8° Concorso di Poesia “Cesare Vedovelli”.

Il concorso si articola in tre sezioni:

1 – Poesia in lingua italiana
2 – Poesia in dialetto
3 – Sezione speciale autori stranieri

 

Sezioni 1 e 2

Ogni partecipante può concorrere a entrambe le sezioni, con una sola poesia per sezione; non sono ammesse opere, edite o inedite, che siano già state premiate ai primi tre posti in altri concorsi.

Scadenza di iscrizione

I lavori dovranno essere inviati entro e non oltre il 30 giugno 2013 (farà fede il timbro postale) a:

Circolo A.C.L.I. San Silvestro c/o Anna Maria Bernardini
Via Intercomunale, 12/b – San Silvestro 60019 Senigallia (AN)

(… continua a leggere ’8° Concorso di Poesia “Cesare Vedovelli”’)

‘Le oscure presenze’ a IoBook

Cop_Oscure_presenze_per_web“Le oscure presenze” (Edizioni Creativa, 2012), l’ultimo romanzo di Luca Rachetta, scrittore senigalliese, verrà presentato domenica 7 aprile, ore 18.30, alla libreria IoBook di Senigallia, in Via F.lli Bandiera.

L’incontro, alla presenza dell’autore, sarà condotto da Gian Paolo Grattarola. Leggerà alcuni brani del libro l’attore Mauro Pierfederici.

E Papa Pio IX rivide la sua Senigallia

E Papa Pio IX rivide la sua Senigallia

di Alessandro Casavola

(articolo già pubblicato su “Marche Domani”, 29 settembre 2000)

Un prete può tornare al suo paese per rivederlo, un vescovo pure, un Papa difficilmente. Eppure Pio IX, nel 1857, ad undici anni dalla incoronazione una rimpatriata la fece in Senigallia. Si trattò, veramente, di una sosta di due giorni e mezzo di un lungo viaggio, che aveva un movente più politico che pastorale. Verificare le “maldicenze” di Cavour, al Congresso di Parigi, l’anno prima, sulle condizioni delle sue popolazioni inquiete, misere anelanti alla libertà. Le tappe precedenti erano state Perugia, Foligno, Camerino, Fermo, Loreto, Ancona; le successive sarebbero state Pesaro e le città della Romagna e poi Bologna, che lo preoccupava non poco per la presenza di uomini aperti alle riforme. Il 28 maggio Senigallia gli fece festa gioendo nel rivederlo per niente invecchiato, nonostante i suoi 65 anni, grazie alla vivacità e al sorriso che avevano i suoi occhi. I pescatori tentarono di sciogliere i cavalli della carrozza, per trascinarla con le loro braccia, come si era fatto a Loreto. I suoi coloni gli parlarono con semplicità sul sagrato della chiesa della Maddalena, dove aveva celebrato una messa in suffragio dei suoi genitori. Una marea di gente con il naso all’insù o in ginocchio lo guardò affacciarsi da un balcone su piazza Duomo. Il Papa si emozionò, come gli capitava dinanzi alle folle oranti o alle dimostrazioni popolari, e non seppe dire che “cari fratelli, miei concittadini”. Senigallia meritava tanta emozione? (… continua a leggere ‘E Papa Pio IX rivide la sua Senigallia’)

A viso coperto

Esce oggi nelle librerie per Einaudi (Stile Libero Big) “A viso coperto”, il romanzo di esordio di Riccardo Gazzaniga vincitore del Premio Calvino 2012.

Nel cuore della lotta ogni uomo è costretto a scegliere.
Tra vendetta e giustizia.
Tra lealtà e tradimento.

a_viso_copertoRiccardo Gazzaniga è un poliziotto. Sa che cosa significa trovarsi in mezzo ai corpi che combattono e conosce la ferocia degli scontri allo stadio. Ma solo un vero scrittore, e lui lo è, poteva restituirci la frenesia convulsa di quegli attimi con esattezza disarmante e dare a questa materia il respiro e la forza di un romanzo.
Vincitore del Premio Calvino 2012, Gazzaniga ci inchioda dentro i personaggi, nelle loro vite comuni dove i desideri si trasformano in delusioni e la fedeltà al gruppo può diventare cappio al collo. Attraverso i loro occhi di ultrà e celerini ci racconta il miscuglio di paura ed esaltazione, di odio e istinto di sopravvivenza che nella battaglia acceca ogni uomo.

Il sito web di Riccardo Gazzaniga

Il paese degli artisti

Il paese degli artisti

Racconto di Manuela Merli

C’era una volta una bambina di nome Agnese che sognava di emigrare nel Paese degli Artisti.
Fin da piccola i suoi genitori le avevano trasmesso l’amore per le varie forme dell’arte.
Il musicista preferito di Agnese era il Signor SiBemolle che Agnese aveva ammirato in televisione al Festival del Piffero dove aveva presentato La Signorina Sederona, un inno al sentimento al di là dell’esteriorità.
Sarai il fiore che per me sboccerà ogni mattina, e non baderò alla tua chioma leonina… Sarai per me come incantevoli rose, e non baderò alle tue forme generose”. Un uomo con un animo tanto delicato avrebbe dovuto essere di esempio a tutti i maschi, che spesso non sapevano vedere al di là del proprio naso. Agnese sognava di incontrare il Signor SiBemolle che abitava nel Paese degli Artisti, in Via dei Cantori numero 1520.
«Mamma, come faccio a trovare il Signor SiBemolle?» chiedeva Agnese.
«Se ascolterai la buona musica, e sarai sensibile con le persone e con il mondo, un giorno arriverai nel Paese degli Artisti».
Agnese cantava a squarciagola la sua canzone preferita mentre andava a scuola, e tutti quelli che incontrava le urlavano quanto fosse matta. Ma Agnese sapeva che un giorno sarebbe emigrata nel Paese degli Artisti, dove le persone l’avrebbero capita.
Lo scrittore preferito di Agnese era il Signor Ossimoro, che nel suo libro Imprescindibili inutilità aveva scritto uno tra i versi che la bambina amava di più: “Dolore e felicità abitano nella medesima casa, basta avere il coraggio di abitarci”.
Agnese sognava di incontrare il Signor Ossimoro che viveva nel Paese degli Artisti in Via delle Figure Retoriche al numero 0.
A scuola la bambina, durante la ricreazione, recitava a memoria le frasi dei libri che più la colpivano, i versi del Signor Ossimoro e degli altri scrittori: le coetanee la guardavano come si guarda un alieno, e poi riprendevano a digitare col BlackBerry o a disquisire sugli accessori per i capelli. Ma Agnese sapeva che un giorno sarebbe emigrata nel Paese degli Artisti, e laggiù sarebbe stata capita da tutti.
«Mamma, come faccio a incontrare il Signor Ossimoro?».
«Se leggerai dei buoni libri, e sarai sensibile con le persone e con il mondo, un giorno arriverai nel Paese degli Artisti».
La ballerina preferita di Agnese si chiamava Signorina Marta Plié: era un incanto vederla volteggiare libera col suo tutù bianchissimo. Agnese sognava di incontrare la Signorina Marta Pliè che abitava nel Paese degli Artisti in Via degli Arebesque_Senza_Numero.
Quando Agnese era al parco e imitava le movenze di Marta Plié, le sue amichette ridevano di lei. Ma sapeva che un giorno sarebbe emigrata nel Paese degli Artisti, e laggiù sarebbe stata capita da tutti.
«Mamma, come faccio a incontrare la Signorina Marta Plié?».
«Se seguirai il buon ballo, e sarai sensibile con le persone e con il mondo, un giorno arriverai nel Paese degli Artisti».

(… continua a leggere ‘Il paese degli artisti’)

Il gabinetto del dottor Kafka

Il gabinetto del dottor Kafka_Francesco PermunianIl gabinetto del dottor Kafka non è lo studiolo privato del grande scrittore praghese. È un cesso della stazione ferroviaria di Desenzano, un orinatoio che nelle pagine dell’ultima prova letteraria di Francesco Permunian, Il gabinetto del dottor Kafka appunto (Nutrimenti, euro 15), diventa il fulcro d’una serie di storie vergate con impietosa e grottesca ironia. Quella della latrina kafkiana intanto: pare che di lì ci fosse passato, arrivando da Verona, l’autore delle Metamorfosi – stando almeno a quel che dice Winfried Georg Sebald in Vertigini: e così, con un frizzo impudico, quasi senza che il lettore se ne avveda, il narratore (ma direi pure l’autore medesimo) tira le somme di un’ascendenza artistica ideale: da Kafka, appunto, allo scrittore tedesco ossessionato dal tema del ricordo e di una memoria innervata da caustici umorismi. Anche questo di Permunian, come recita il sottotitolo, è un Piccolo memoriale illustrato di ombre e fantasmi nel quale ‘lo scrittore di bambole’ rievoca, facendo della rimembranza un pastiches a volte farsesco, i volti e le movenze di amici cari, di apprezzati artisti (Pasolini e Zanzotto, a esempio, o il fotografo senigalliese Mario Giacomelli), di parenti e conoscenti.

(… continua a leggere ‘Il gabinetto del dottor Kafka’)




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