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Su “La musica del caso” di Paul Auster

“La musica del caso”, di Paul Auster (prima ed. 1990 – ed. italiana Einaudi 2014, trad. M. Birrattari, pp. 224, € 11,00)

di Silvia Argentati

 

Sfugge ad ogni etichetta e ad un genere preciso, e questa molto probabilmente è la sua forza. “La musica del caso”, scritto dall’autore americano nel 1990, inizia come un romanzo on the road – i motel, le strade infinite da percorre con una Saab 900 rossa, il viaggio senza meta, il fascino dell’ignoto, la libertà assoluta – per poi stringersi come un imbuto in una storia claustrofobica, asfissiante e surreale che tiene incollato il lettore fino all’ultima pagina. Un cambiamento di registro che nel giro di 200 pagine passa, volendo fare un paragone letterario, da J. Kerouac ad E. A. Poe.

Pochi i personaggi in campo in questa storia dalle simmetrie perfette: i due protagonisti Jim Nashe e Jack Pozzi (ex vigile del fuoco il primo e giocatore di poker il secondo), Stone e Flower (eccentrici milionari con hobby maniacali), Murks e Floyd (i guardiani) e, unico personaggio femminile, la prostituta Tiffany. Qui, come non mai – forse in Italia solo Tommaso Landolfi fu maestro in questo – il normale e il quotidiano si aprono alla dimensione del mistero. In tutta la seconda parte del libro domina qualcosa di insolito, di perfido e di ossessivo.

L’atmosfera cupa prende il via da una partita di poker in cui in palio c’è la libertà dei protagonisti. (… continua a leggere ‘Su “La musica del caso” di Paul Auster’)

Vite di carta: presentazione a Senigallia

È uscito il libro di Simone PancottiVite di Carta” (BookaBook, 2019). Il libro verrà presentato sabato 13 aprile alle ore 18.30, alla libreria IoBook di Senigallia.

Interverrà l’autore, presentato da Valeria Bellagamba.

“Ho scritto questo libro per superare un periodo buio della mia vita e per dare voce a emozioni che erano rimaste silenziose per troppo tempo”, si legge nella presentazione di “Vite di carta“. Il libro racconta una storia d’amore che nasce da una situazione di dolore e si trova ad affrontare difficoltà inattese, insieme ai fantasmi di un passato che non se vuole andare. Come lascia intendere l’autore, però, l’amore vince tutto, Omnia vincit amor diceva Virgilio.

Vi ricordiamo anche la nostra intervista a Simone Pancotti.

“Le opinioni di un clown” di Heinrich Böll

“Le opinioni di un clown”, di Heinrich Böll (prima ed. 1963 – ed. italiana Mondadori 2016, trad. A. Pandolfi, pp. 232, € 11,00)

di Silvia Argentati

Perdente, disilluso, con la testa incastrata nel passato, senza donna, senza soldi e senza lavoro, con il vizio dell’alcol e del fumo. Le sue uniche forze: l’ironia e il pensiero libero. Questo è Hans, protagonista indiscusso di questo romanzo scritto dal premio Nobel tedesco Heinrich Böll nel 1963. Il romanzo è una lunga riflessione interiore di Hans Schnier, clown in declino che insegue idealmente una donna che non c’è più; una donna che lo ha lasciato per sposare un cattolico e condurre una vita perbene.

I due mali da cui sono afflitto per natura: malinconia e mal di testa. Da quando Maria è passata ai cattolici, la violenza di questi due mali è aumentata.

Il libro è una fervente critica contro le convenzioni sociali e religiose e, al tempo stesso, è una profonda dedica d’amore.

La trama è costruita con un intreccio di flashback che permette al lettore di ricomporre, in modo non lineare, le tappe più significative della vita di Hans e della sua famiglia. La vicenda si svolge nell’arco di poche ore e viene narrata attraverso telefonate in cui Hans, con il mistico dono di afferrare gli odori tramite il telefono, chiede disperatamente soldi ad amici, conoscenti e familiari.

La sua è una ricca famiglia di industriali del carbone; la madre, donna fredda e avara, è presidentessa del Comitato centrale della Società per la conciliazione dei contrasti razziali, ma si circonda di ex nazisti ed antisemiti che dopo la Seconda Guerra Mondiale hanno semplicemente indossato una nuova maschera da portare in società e  (… continua a leggere ‘“Le opinioni di un clown” di Heinrich Böll’)

Tre Donne a Senigallia

“Tre Donne”. Reading e musica a cura dell’Asssociazione Amàrantos sul libro omonimo di Dacia Maraini. Senigallia, mercoledì 27 marzo ore 21.00, Auditorium San Rocco

Tre Donne, parole, musica e canto. Delicate sono le sfumature delle età della vita che si snodano, in opposizione a tempi di sciatta velocità, nella lentezza del pensiero, della parola, della scrittura.
Con Dacia Maraini vi parleremo della forza della parola quando diventa musica e pensiero e si fa struggente e commovente strategia di sopravvivenza. Conoscerete tre generazioni, in un fragile equilibrio di quotidianità. Tre donne: Gesuina, la nonna, Maria, la madre, Lori, la figlia, che vivono in una casa stregata dall’assenza prolungata di un uomo. Rimangono queste tre donne provate dalle scelte di libertà con una consapevolezza diversa, la vita le ha attraversate, si è fatta albero, frutto, respiro!

Il reading dell’Associazione Amàrantos propone come ogni anno spunti di riflessione sulla condizione femminile, accompagnati da momenti di spettacolo, con musica e canto.

Interventi musicali a cura di: Miriam Cenerelli, Laura Pesaresi, Ernesto Talacchia e Pietro Viconi.

“Tre Donne” si inserisce nel cartellone delle iniziative del Comune di Senigallia, Assessorato alle Pari Opportunità, per celebrare la Giornata Internazionale della Donna: “Donne di futuro”. Il reading si terrà mercoledì 27 marzo alle ore 21.00 all’auditorium San Rocco di piazza Garibaldi. L’ingresso è libero.

Associazione Amàrantos: www.facebook.com/cerchioamarantos

A proposito de “Il valzer degli addii” di Milan Kundera

Iniziamo oggi una nuova serie di corrispondenze con l’amica Silvia Argentati, che ringraziamo per la disponibilità.

 

“Il valzer degli addii”, di Milan Kundera (Bompiani 1977 – Adelphi 1989, trad. Serena Vitale; pp. 246 € 24,00)

di Silvia Argentati

 

Intelligente, ironico, divertente e profondo, questo romanzo del 1972  ha tutte le caratteristiche della commedia nera. Con uno stile fluido ed elegante Milan Kundera racconta le vicende di otto personaggi invischiati in una cittadina termale, meta privilegiata di donne presumibilmente infeconde. Nell’arco temporale di sole cinque giornate si intrecciano paradossalmente tra loro le vite del trombettista Klima, reo di aver tradito la moglie (di cui è tra l’altro innamoratissimo) in una notte di festeggiamenti e bagordi post concerto, Kamila, la bellissima moglie del musicista accecata dalla gelosia, Sketa, il medico ginecologo “impollinatore” che elargisce il proprio seme a insaputa delle sue pazienti con difficoltà procreative, Ruzena, la giovane e gravida infermiera dello stabilimento termale incerta sulla paternità del proprio figlio ma che ha già scelto il padre a lei più congeniale, Jakub, lo pseudo psicologo prossimo a lasciare il Paese dopo un passato di turbolenze politiche, Bertelf, ricco villeggiante americano nonché saggio predicatore, fervente religioso e donnaiolo, Olga, figlia di un rivoluzionario condannato a morte e Frantisek, ingenuo ragazzo sedotto e abbandonato trasformatosi in stalker.

A dominare su tutto è la maestria e lo sguardo profondamente ironico dello scrittore ceco che indaga il rapporto dell’individuo con gli altri e con se stesso, in un turbinio di eventi che lascia spazio a tutte le voci (per questo è un grande romanzo polifonico). Come ebbe modo di scrivere Italo Calvino: “tra tanti scrittori di romanzi, Kundera è un romanziere vero, nel senso che le storie dei personaggi sono il suo primo interesse: storie private, soprattutto storie di coppie, nella loro singolarità e imprevedibilità. Il suo modo di raccontare procede a ondate successive e attraverso divagazioni e commenti che trasformano il problema privato in problema universale, dunque anche nostro”.

Infatti Kundera, con la “leggerezza” che gli è congeniale, ne “Il valzer degli adii” affronta temi come l’infedeltà, l’aborto, la procreazione, la paternità, i progetti eugenetici, la bellezza e il delitto. Sì, il delitto, perché le circostanze e il caso (… continua a leggere ‘A proposito de “Il valzer degli addii” di Milan Kundera’)

3° Concorso di Poesia “Francesco Baldoni”

Le A.C.L.I. di zona Senigallia- Ostra – Corinaldo organizzano il 3° Concorso di Poesia “Francesco Baldoni”.

Il concorso si articola in due sezioni:

 

1 – Sezione lingua italiano

2 – Sezione dialetto

 

Sezioni 1 e 2

Ogni partecipante può concorrere a entrambe le sezioni, con una sola poesia per sezione; non sono ammesse opere, edite o inedite, che siano già state premiate ai primi tre posti in altri concorsi.

 

Scadenza di iscrizione

I lavori dovranno essere inviati entro e non oltre il 30 luglio 2019 (farà fede il timbro postale) a:

Circolo A.C.L.I. “U. Ravetta” – Via Cavallotti, 10 – 60019 Senigallia (AN)

 

Quota di partecipazione

Non è prevista quota di partecipazione.

Modalità di partecipazione

Tutti i lavori dovranno essere spediti in numero di 7 copie dattiloscritte su fogli di carta formato A4.
Sei copie dovranno essere completamente anonime, non dovranno cioè indicare l’autore, essere firmate o recare segni particolari che possano permettere l’identificazione del concorrente, mentre una copia (firmata e sigillata in una busta chiusa indicante all’esterno la sezione alla quale si partecipa) dovrà avere allegato un foglio con le seguenti indicazioni:
• generalità del concorrente (nome, cognome, età, indirizzo, numero telefonico, eventuale e-mail)
• dichiarazione dalla quale risulti che il componimento non è stato premiato ai primi tre posti in altri concorsi e che è di propria esclusiva creazione.

Quest’ultima dovrà essere sigillata in una busta chiusa recante all’esterno la sezione cui si partecipa.

Il plico dovrà quindi contenere le sei copie anonime e una busta con all’interno i dati personali, la dichiarazione, la quota di partecipazione e una copia degli elaborati firmata. Sarà gradito anche il file dell’opera su supporto digitale.

Il materiale inviato non sarà restituito.

Selezione delle opere e premiazione

Una giuria qualificata opererà la selezione dei testi ammessi alla finale.

I nomi dei finalisti saranno resi noti sul sito web www.viveresenigallia.it e comunicati, tramite lettera, ai poeti ammessi alla finale.

La cerimonia di premiazione del concorso, alla quale sono tenuti a partecipare tutti i poeti finalisti, con pubblica lettura dei testi ammessi alla finale e proclamazione dei vincitori, si svolgerà il giorno 7 settembre 2019 alle ore 21.00, presso la sede del circolo A.C.L.I. “U. Ravetta”, Via Cavallotti, 10 – Senigallia (AN).

Ognuna delle due sezioni prevede un premio ai primi tre classificati, consistente in creazioni artistiche del laboratorio Orient Express di Senigallia, ed attestati di segnalazione ai poeti ammessi alla finale, i quali potranno essere ritirati personalmente o tramite un proprio delegato.

I partecipanti accettano, senza condizioni, il regolamento del concorso.

I giudizi della giuria sono insindacabili. Per tutto ciò che non è previsto dal regolamento, le decisioni spettano autonomamente al Presidente della giuria.

La composizione della giuria sarà resa nota una settimana prima della premiazione e comunque successivamente all’individuazione dei finalisti e dei premiati.

Per ulteriori informazioni rivolgersi ad Anna Maria Bernardini (cell. 339/2921061, dal lunedì al venerdì, dalle ore 10.00 alle ore 18.00).

Senigallia. Una storia contemporanea 1860-2000

Sabato 26 gennaio – ore 18.15

Senigallia – Auditorium San Rocco

Senigallia. Una storia contemporanea

1860 – 2000

A cura di  Marco Severini

Questo volume sulla Senigallia contemporanea, frutto di un progetto di ricerca scientifica che ha richiesto più di due anni di lavoro, parte da una considerazione che costituisce anche una delle principali chiavi di lettura del testo: la città adriatica ha subìto, tra 1860 e 2000, profonde e significative trasformazioni che hanno plasmato il suo rapporto con la modernità.

Da estremo lembo meridionale del Pesarese, quale ancora era alla vigilia dell’Unità nazionale, Senigallia è diventata una delle città più politicizzate, industriose e vivaci dell’Anconetano, raddoppiando la sua popolazione, svestendo i panni di cittadina decadente legata all’agricoltura e alla fiera franca per diventare un brillante centro di servizi e di spiccata vocazione turistico-balneare, apprezzato e ricercato da una clientela italiana e internazionale; sul piano politico e civile ha spesso anticipato i progressi e le conquiste della contemporaneità, mentre le cesure della storia l’hanno ripetutamente toccata da vicino.

I protagonisti di questa lunga vicenda sono gli uomini e le donne che hanno maggiormente creduto in una volontà di cambiamento, i cittadini che hanno avuto piena consapevolezza di non essere più sudditi e sono stati in grado di anticipare i tempi, i senigalliesi che hanno contribuito a costruire una tradizione di accoglienza e di ospitalità, di dialogo e di confronto, di crescita e partecipazione democratica, difendendo il lavoro ed esportando la creatività espressa nelle arti, nelle scienze, nella cultura come nella quotidianità.

La Senigallia contemporanea molto deve ai suoi amministratori che hanno saputo fronteggiare problemi spinosi e frangenti drammatici: ma ancora di più essa deve alle persone comuni e normali che, senza beneficiare di riflettori, hanno lasciato un’eredità di impegno e di laboriosità, di senso e servizio civico.

Scritti di:

Sara Bacchiocchi, Loredana Bruni, Tiziana Casavecchia, Marco Cassani, Elia Castello, Omar Colombo, Monica Diambra, Paola Donatiello, Benedetta Dui, Roberto Ferretti, Rita Forlini, Lorenzo Franceschini, Giorgio Godi, Maddalena Marchetti, Luca Marconi, Donato Mori, Giorgia Paparelli, Maria Tatiana Papi, Enrico Pergolesi, Mauro Pierfederici, Alessia Pongetti, Andrea Pongetti, Lidia Pupilli, Giovanni Ricciotti, Vanessa Sabbatini, Michele Servadio, Marco Severini, Carlo Vernelli, Maria Giulia Vichi.

Giorno della Memoria 2019