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“I segreti delle nuvole” di Matteo Cellini a Senigallia

Martedì 13 agosto alle ore 21,30 cominceremo a conoscere “I segreti delle nuvole“: ce li racconterà alla libreria IoBook di Senigallia lo scrittore durantino Matteo Cellini, che li ha pubblicati per la casa editrice Bollati Boringhieri.

Il penultimo incontro della rassegna ‘le Marche tra le righe’ ci propone ancora con uno scrittore marchigiano che ha ricevuto diversi riconoscimenti per le sue opere, in particolare per il suo romanzo d’esordio “Cate, io” (Fazi) vincitore del Campiello Opera Prima e selezionato tra i 12 dello Strega nel 2013.

Fa’ attenzione a ciò che sto per dire: le nuvole non sono quello che pensi. O almeno non sono soltanto quello che pensi.
Sopra le nuvole è pieno di bambini, pienissimo. È pieno di bambini che aspettano di essere chiamati alla vita, che aspettano di nascere. Come in comode, soffici, bianchissime, sale d’attesa. Non stupirti, ci sei stato anche tu anche se l’hai dimenticato. Ci siamo stati tutti. Nessuno ricorda di esserci stato, di essersi affacciato, da lassù, e di avere tifato perché i propri possibili genitori si incontrassero, si conoscessero, si innamorassero e decidessero di metterlo al mondo. Ma è successo, altrimenti non saresti qui, non staresti leggendo queste righe.

I segreti delle nuvole racconta la storia di Tommaso e della famiglia Sili. Tra le nuvole e la piccola cittadina di Urbania, tra il cielo e le verdi colline delle Marche. Racconta la vita dolce e spericolata di questo bambino prima di nascere, a diecimila metri dal suolo, e quella che l’aspetta, in una famiglia felice come tante, infelice come tante. Racconta l’attesa, insieme a migliaia di altri bambini, e poi la discesa sulla terra.
Questo libro è una fiaba che fa ridere e commuove. Ha la fantasia e l’universalità del Piccolo Principe e un linguaggio che sa toccare il cuore. Ha la magia delle immagini di Valerio Berruti.
Insieme, parole e immagini, raccontano i piccoli abitanti delle nuvole – i loro segreti – che rincorrono senza tregua desideri irraggiungibili, che si esaltano e disperano e disperandosi rovesciano sulla terra pioggia e grandine.
E quando ridono è perché laggiù, quaggiù, due persone si sono innamorate.

Dialogherà con l’autore Andrea Bacianini.

 

Arenaria di Paolo Teobaldi a Senigallia

Sabato 27 luglio alle 21.30, incontro con lo scrittore pesarese Paolo Teobaldi per la presentazione del suo libro “Arenaria” (EO Edizioni, 2019) presso la libreria Iobook Liberilibri di via Cavour 32, a Senigallia.

L’evento è inserito nella rassegna ‘le Marche tra le righe’, una serie di presentazioni e appuntamenti dedicati alla letteratura marchigiana che rappresenta un elemento caratteristico della libreria iobook e si svolge con cadenza settimanale durante l’estate.

L’intento è quello di conoscere attraverso il racconto degli scrittori marchigiani un po’ più di noi stessi, della nostra identità, della nostra memoria, dei nostri luoghi: scoprire, attraverso la narrazione degli autori, quegli elementi difficili da penetrare e percepire, ma sicuramente presenti nel racconto. Affidarsi, quindi, alla letteratura per raccontare piccole e grandi storie, per descrivere l’animo umano, ma anche il territorio, la natura, gli usi, i costumi e il carattere di una regione da scoprire nella propria molteplicità.  In questo senso si inquadra la letteratura di Paolo Teobaldi.

Scrive di lui Domenico Starnone nel candidare ‘Arenaria’ al Premio Strega

«È la più recente creazione di uno scrittore straordinario, definizione questa che potrà sembrare eccessiva solo a chi non abbia letto almeno una delle sue opere: Scala di Giocca, Finte, La discarica, Il padre dei nomi, La badante, Il mio manicomio, Macadàm, libri appunto fuori dell’ordinario. Teobaldi è nato a Pesaro, è vissuto quasi sempre a Pesaro e il mondo al quale ha dato una forma letteraria memorabile ha fondamenta solidissime in quella città e nel suo territorio. Arenaria è un tassello molto importante di questa costruzione pluridecennale, abilissima e insieme appassionata. A raccontare è un nonno benemerito che sa tutto ma proprio tutto sull’altura d’arenaria – altura modesta: 200 metri sul livello del mare il punto più alto – in cui ci si imbatte scendendo dalla pianura padana lungo l’Adriatico, prima del monte Conero. Il racconto è costruito apposta per la nipotina Julie, bimba di pochi mesi, poi di pochissimi anni, francesina anglo-italiana di nascita, e con una vita futura pronta ad accogliere chissà quante lingue. In poche pagine il nonno si tira dietro la nipote per l’intero Novecento tenendosi sempre, saldamente, a piccole-grandi storie di avi e parenti e amici miserabili, tutte da ridere e che però, se le smuovi un po’, vengono le lacrime…».

L’altura di arenaria è il colle San Bartolo: la bellezza del luogo e dei suoi abitanti viene descritta con un linguaggio sorprendente, in cui a tratti emerge un umorismo tenero in cui l’uso della lingua, delle parole, del dialetto è fondamentale.

«Teobaldi non scrive parole: le adotta, le alleva e le accudisce così quando viene il momento di impiegarne una risponderà docilmente alla chiamata dello scrittore». Stefano Bartezzaghi

«Per Teobaldi la realtà che ci circonda è piena di miracoli. Per nutrirsene, bisogna tenere i sensi all’erta e imparare le parole giuste per “dirli”. Così come bisogna saper nominare la vita della gente umile e anonima, che svolge al meglio il proprio dovere e sopporta in silenzio le peggiori disgrazie». Franco Marcoaldi

Paolo Teobaldi è nato nel 1947 a Pesaro, dove vive. Ha fatto il traduttore, il copywriter e l’insegnante d’italiano. Come narratore ha pubblicato: Scala di Giocca (Edes, Cagliari, 1984) e per le Edizioni e/o Finte. Tredici modi per sopravvivere ai morti; La discarica; Il padre dei nomi (Premio Frontino-Montefeltro 2002); La badante. Un amore involontario, candidato al premio Strega nel 2005; Il mio manicomio e Macadàm. I suoi libri sono stati tradotti in diverse lingue.

Arenaria è stato selezionato per il premio Strega 2019

Paolo sarà intervistato da Valeria Bellagamba

Presentazione del volume “Marche d’autore”

In questo fine settimana ricco di eventi per noi e per la libreria IoBook (ricordiamo venerdì 19 luglio l’incontro con Davide Sapienza introdotto da Valeria Bellagamba alle ore 19), si inserisce anche un nuovo appuntamento con la rassegna “Marche tra le righe”: sabato 20 luglio alle ore 21.30 sarà presentato il volume “Marche d’autore“, l’antologia di scrittori marchigiani impreziosita dalla copertina del premio Oscar Dante Ferretti e da 5 disegni di altrettanti maestri del nostro territorio come Enzo Cucchi, Tullio Pericoli, Eliseo Mattiacci, Ubaldo Bartolini e Silvio Craia.

“Marche d’Autore” è un’antologia che racconta le Marche attraverso le opere di 31 tra gli autori marchigiani più conosciuti e significativi, avvalendosi del dialogo tra le parole e le immagini realizzate da grandi artisti marchigiani.

Un libro di grande qualità che esalta la bellezza della nostra Regione

ha dichiarato Moreno Pieroni, assessore regionale alla cultura, alla presentazione al Salone del libro di Torino, dove le Marche erano quest’anno la regione ospite. In quell’occasione il maestro Silvio Craia ha deliziato il pubblico con un live painting.

Il progetto è stato concepito da Jonathan Arpetti e David Miliozzi ed è stato prodotto con la collaborazione della Confesercenti Macerata.

Questi i nomi degli autori: Christina B. Assouad, Andrea Bacianini, Luca Bellezze, Adrian N. Bravi, Valentina Capecci, Cesare Catà, Nuela Celli, Pierluigi Cuccitto, Eliana Enne, Valentino Eugeni, Alessandro Forlani, Matteo Gattafoni, Patrizia Geminiani, Franco Giacoia, Francesco Gradozzi, Roberto Livi, Marco Lombardozzi, Piero Massimo Macchini, Patrisha Mar, Mauro Mogliani, Alessandro Morbidelli, Paolo Pagnini, Alessia Racci Chini, Marco Ricci, Donatella Rosetti, Lucrezia Sarnari, Corinne Savarese, Lucia Tancredi, Alessia Tripaldi, Eleonora Vagnoni, Nicoletta Vallorani.

Insieme ad alcuni degli autori saranno presenti i curatori dell’antologia Jonathan Arpetti e David Miliozzi.

Davide Sapienza torna a Senigallia con Il Geopoeta

Il nostro amico scrittore Davide Sapienza torna a Senigallia per presentare il suo ultimo libro, uscito lo scorso marzo per Bolis Edizioni, “Il Geopoeta – Avventure nelle terre della percezione“. Il volume è il frutto di oltre 20 anni di andar selvatico e scrittura, incontro, riflessione, soprattutto confronto: auspicio al ricongiungimento con la “scrittura della Terra” – la geografia; della poesia che portiamo dentro come canone di comunicazione universale e del quale facciamo parte.

La presentazione si terrà alla libreria Iobook LiberiLibri di via Cavour 32 a Senigallia, venerdì 19 luglio alle ore 19.00. Introdurrà l’autore Valeria Bellagamba.

Prima di Senigallia, Davide Sapienza sarà a Smerillo per il festival Le Parole della Montagna, mercoledì 17 luglio alle 19.00.

In attesa dell’incontro i venerdì abbiamo intervistato Davide Sapienza, con qualche anticipazione sui temi della presentazione.

Davide Sapienza

Dove eravamo rimasti? Davide Sapienza, torna a Senigallia dopo 9 anni, l’ultima volta era stata per la rassegna Sognalibro del Comune di Senigallia, quando presentò l’originale “La strada era l’acqua”, il racconto di un viaggio in kayak dalle sorgenti del Danubio al Mar Nero. In questa occasione Davide torna con un nuovo libro in cui gli elementi della natura e il territorio continuano ad avere un ruolo fondamentale per la scrittura e l’ispirazione poetica. Chi è il Geopoeta?

Non so esattamente dire “chi” è Il Geopoeta, però posso affermare – visto che da alcuni mesi il libro sta girando bene tra lettrici e lettori – che molti hanno colto un messaggio di fondo: “il geopoeta, alla fine sei tu”. Il/la geopoeta/geopoetessa, è una persona che “pratica” con gioia e stupore la relazione con la vita. Vita che si esprime nel territorio di ogni giorno, nella geografia, la prima poesia che apprendiamo nella vita, osservando, percependo, imparando con la pratica dell’esistere come entrarci in relazione. La poiesis, come già scrisse Chatwin, è “creazione”. Noi abbiamo il privilegio di poterci creare da soli un territorio interiore, specchiandoci in quello esteriore. Ecco perché la percezione. E come disse Aldo Leopold, l’ecologia è un’educazione della percezione, atta a portarci sempre più vicini alla comprensione di quanto sia importante la natura con le sue forze universali, nelle quali siamo inclusi anche noi.

(… continua a leggere ‘Davide Sapienza torna a Senigallia con Il Geopoeta’)

Incontro con Adrian Bravi e “L’idioma di Casilda Moreira”.

Proseguono gli incontri della rassegna “Marche tra le righe” organizzata dalla libreria IoBook di Senigallia: venerdì 12 luglio alle ore 21.30 il gradito ospite sarà Adrian N. Bravi con il suo libro “L’idioma di Casilda Moreira” edito da Exorma.

Di seguito la presentazione editoriale del volume, segnalato dalla Giuria Tecnica del Premio Comisso 2019.

Il racconto, sospeso nella luce della sconfinata pianura argentina, prende la forma di un viaggio, ed è un viaggio verso una lingua più che verso un luogo, anche se il luogo c’è ed è lontanissimo.

Un professore di etnolinguistica, Giuseppe Montefiori, da qualche tempo ha un’ossessione che non lo lascia dormire. Racconta ai suoi allievi che in una zona remota tra la Patagonia e la pampa argentina vivono gli ultimi due parlanti di un’antica lingua che si credeva scomparsa (l’idioma degli indios günün a künä). I due custodi di quella lingua però, Bartolo e Casilda, non si rivolgono la parola da tanti anni, per via di una lite amorosa che hanno avuto da giovani. Da allora quella lingua se la tengono stretta nella testa. Come fare per impedire che si perda per sempre? Annibale, allievo del professor Montefiori, decide allora di raggiungere Kahualkan, un piccolo villaggio in mezzo alla pampa, alla ricerca dei due indios. Proverà a metterli insieme, registrare una loro conversazione e recuperare così quel che si può di quell’idioma magico e ancestrale.

Dialogherà con l’autore lo scrittore Daniele Garbuglia.

“Rovi” di Alma Spina

Rovi, Alma Spina (Eretica Edizioni, 2018)

di Frank Iodice

 

Rovi si apre con un incipit scandito dal verbo-chiave “ricordare”. “Mi ricordo” ripete l’autrice, “mi ricordo della casa in via Torino”, “della faccia della maestra”, “di quel giorno che andammo a castagne”, “del cavallino a dondolo”. Il ricordo rappresenterà la chiave di lettura per entrare nell’universo emozionale di queste eleganti e sontuose poesie.

Gli elementi che si alternano sono vari e di varia natura, ora religiosi, ora naturali, ora, ma un po’ meno, psicologici. Alma Spina crea una raccolta di poesie dal suono onomatopeico, che sembrano imitare o affrontare lo stesso nome dell’autrice, nemiche o figlie di chi le ha create: i rovi sono fatti di spine, la spina ha generato il rovo o ne è parte inscindibile. Se la stacchiamo dal suo cespuglio morirà, eppure da sola è capace di pungere, fare male. Come fare dunque ad avvicinarsi così tanto da sentire l’odore di quest’opera senza farsi almeno un po’ male? Come tutte le opere letterarie, Rovi deve far male per far stare bene, deve attingere ai ricordi di ognuno di noi per aiutarci a risolverli. La poesia serve a questo, non a intrattenere.

C’è un verso che invoca un amore “tremendo, tremendissimo” che si presenta a noi con “le mani bucate”, imitazione in terra di Cristo che rende immortali queste righe, le benedice o le disprezza dal luogo in cui si trova e in cui andiamo a stuzzicarlo, noi poeti, curiosi esseri multiformi che non sanno stare in un posto senza pensare ad un altro, “nemmeno per poco”. E questo accade perché apparteniamo a un’altra dimensione, eterea, celeste, parafrasando l’autrice, “noi non ci apparteniamo”.

E così che un essere umano, un essere amato talvolta, può assumere sembianze sacre e dissacranti, mentre la sua “bocca di biancospino” ci fa stare bene o ci fa soffrire, ci “porta in croce”. Per queste ragioni, io non so come definire la poesia di Alma Spina, non oso definirla perché sarebbe come metterle dei titoli, titoli che l’autrice bada bene a non usare: non si può incanalare un flusso così spirituale, forse finanche definirle “poesia” sarebbe eresia perché Cristo e la cristianità di noi tutti, quella della nostra cultura a prescindere dalla scelta di professarla o meno, sono così presenti e sviscerati in ogni riga, che si bastano, non hanno bisogno della nostra lettura, come bellissimi paesaggi che starebbero dove stanno anche senza la nostra auto che si ferma in folle lassù sulla collinetta dell’autostrada tentando di non far rumore per non disturbare.

Ringraziamo per la corrispondenza l’amico Frank Iodice

La Punta della Lingua 2019

Come all’incirca tutti gli anni dal 2006 a oggi guardiamo con molta attenzione al festival di poesia “La punta della lingua” e ci prepariamo a gustarlo con gli amici anconetani. Tra gli oltre 50 autori italiani e stranieri ospitati nei luoghi più caratteristici della città, ricordiamo almeno Carol Ann Duffy, Marco Paolini, Fabio Pusterla e Silvio Raffo con la sua pièce su Emily Dickinson, di cui è traduttore nell’edizione dei Meridiani Mondadori. Segnaliamo, inoltre, la presenza del nostro Antonio Maddamma tra i poeti neodialettali marchigiani giovedì 4 alle ore 18 presso l’anfiteatro romano.

Il programma inizia con un’anteprima online domenica 30 giugno e si svolgerà dal 1 al 7 luglio con le modalità che vi riportiamo.

 

30 giugno

Facebook Poetry XI edizione

30 Giugno ore 17:00
online

lunedi 1 luglio

Apertura Spazio Poesia MultiVerso

1 Luglio ore 17:00
Mole Vanvitelliana | MultiVerso Spazio Poesia

Intimi Ritratti
Inaugurazione mostra Dino Ignani

1 Luglio ore 17:00
Mole Vanvitelliana | MultiVerso Spazio Poesia

Fabio Orecchini in TerraeMotus

1 Luglio ore 18:0020:00
Mole Vanvitelliana | MultiVerso Spazio Poesia

Poe3D

1 Luglio ore 18:30
Mole Vanvitelliana | MultiVerso Spazio Poesia

Le “parole orrende” di Vincenzo Ostuni

1 Luglio ore 19:00
Mole Vanvitelliana | MultiVerso Spazio Poesia

Poesie elettroniche di Fabrizio Venerandi

1 Luglio ore 19:30
Mole Vanvitelliana | MultiVerso Spazio Poesia

Reading di Fabio Orecchini | Vincenzo Ostuni | Fabrizio Venerandi

1 Luglio ore 21:30
Mole Vanvitelliana | Lazzabaretto

Motopoiesis. Multimedia Performance by Orbìta (Lettonia)

1 Luglio ore 22:00
Mole Vanvitelliana | Lazzabaretto

(… continua a leggere ‘La Punta della Lingua 2019’)

Incontro con Marica Petrolati e “L’accolita dei contisani”

Domenica 30 giugno alle ore 21.30 presso la libreria IoBook di Senigallia avrà luogo il terzo incontro di “Marche tra le righe”: Marica Petrolati ci presenterà il suo ultimo romanzo “L’accolita dei contisani”.

La storia è ambientata nel 2011 a Contise, un luogo che non esiste nella realtà, ma che è il doppio letterario di Serra dei Conti paese dove la scrittrice vive. La sonnolenta quotidianità di Contise viene fracassata dal susseguirsi di episodi inquietanti che ruotano intorno a suor Angela Ranzi, una suora di clausura da poco venuta a mancare… Nel racconto è forte il legame della scrittrice con il suo territorio: insieme ai personaggi che il pubblico impara a conoscere sulla scena, è anche il contesto territoriale ad avere un ruolo chiave nello sviluppo della storia. La missione letteraria di Marica Petrolati , infatti, sembra i consistere nell’idea che la noiosa e anonima provincia non ha nulla da invidiare ai luoghi eccellenti delle città e che anche un territorio sottostimato piccolo , nell’entroterra marchigiano nasconde potenzialità narrative e fatti o eventi che vale la pena raccontare.

Dialogherà con l’autrice lo scrittore Luca Rachetta.