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Incontro con Giulia Corsalini e “La lettrice di Čechov”

Secondo appuntamento con “le Marche tra le righe” sabato 22 giugno alle ore 21.30 presso la libreria IoBook: la docente e scrittrice Giulia Cosalini, già autrice di diversi saggi (“Il silenzio poetico leopardiano”, “La notte consumata indarno. Leopardi e i traduttori dell’Eneide”) presenterà il suo fortunato romanzo d’esordio “La lettrice di Čechov”, edito da nottetempo.

“La lettrice di Čechov” ha già vinto numerosi premi, tra cui la XXXV edizione del Premio Nazionale di Narrativa Bergamo e il Premio letterario internazionale Mondello, mentre è ancora in corsa per il Premio Viadana in cui è inserita nella cinquina finalista.

Così recita la bandella:

Nina ha quarant’anni e una figlia, è ucraina, ha studiato ma non ha soldi per mantenere la famiglia. Deve abbandonare il suo paese e il marito malato. Cosa può fare in Italia se non i lavori domestici? Ma Nina è anche una lettrice appassionata, e nel tempo libero frequenta la biblioteca dell’università della cittadina in cui si è trasferita. Una piccola svolta del destino, ed eccole aprirsi una possibilità insperata: collaborare col carismatico professore che dirige l’Istituto di Slavistica. Ma quale futuro le si offre? Ripartire, rimanere, recuperare un rapporto con la figlia, chiarire la sua relazione col professor Giulio De Felice, pensare prima agli altri o a sé? Alternative importanti in un’esistenza minima come quella di noi tutti, scelte che possono costare tutto quello che ha da dare: felicità, senso di sé, l’amore degli altri, l’amore per se stessa. Con passo discretamente cechoviano, Corsalini mette in scena una storia esemplare, un teatro privato fatto di passioni silenziose, di coraggio senza testimoni, dello stoicismo e della dignità senza pretese degli uomini e soprattutto delle donne che ogni giorno mandano avanti il mondo.

Con Giulia Corsalini dialogherà Andrea Bacianini.

‘le Marche tra le righe’ inizia con Giulia Ciarapica e il suo libro “Una volta è abbastanza”

Inizia con questo sabato di giugno una rassegna letteraria organizzata dalla libreria Iobook a cui abbiamo contribuito e contribuiremo in vario modo insieme a tanti amici: si tratta di ‘le Marche tra le righe’, una serie di presentazioni, incontri ed appuntamenti dedicato ad autori e a letteratura marchigiani o a storie ambientate nelle Marche. La rassegna si svolgerà con cadenza all’incirca settimanale durante l’estate, ma vorrebbe diventare un filo rosso degli appuntamenti  della libreria. Il primo è con la scrittrice e blogger culturale Giulia Ciarapica (collaboratrice dell’Huffington Post per la rubrica Food&Book, in cui abbina ad ogni libro una ricetta, e di diverse testate tra cui IlMessaggero e Il Foglio: qui il suo blog) che ci introdurrà al suo romanzo “Una volta è abbastanza” edito da Rizzoli.

Questa la bandella del libro:

L’Italia è appena uscita dalla guerra. A Casette d’Ete, un borgo sperduto dell’entroterra marchigiano, la vita è scandita da albe silenziose e da tramonti che nessuno vede perché a quell’ora sono tutti nei laboratori ad attaccare suole, togliere chiodi, passare il mastice. A cucire scarpe.

Annetta e Giuliana sono sorelle: tanto è eccentrica e spavalda la maggiore – capelli alla maschietta e rossetti vistosi, una che fiuta sempre l’occasione giusta – quanto è acerba e inesperta la minore, timorosa di uscire allo scoperto e allo stesso tempo inquieta come un cucciolo che scalpita nella tana, in attesa di scoprire il mondo. Nonostante siano così diverse, l’amore che le unisce è viscerale.

A metterlo a dura prova però è Valentino: non supera il metro e sessantacinque, ha profondi occhi scuri e non si lascia mai intimidire. Attirato dall’esplosività di Annetta, finisce per innamorarsi e sposare Giuliana. Insieme si lanciano nell’industria calzaturiera, dirigendo una fabbrica destinata ad avere sempre più successo. Dopo anni, nonostante la guerra silenziosa tra Annetta e Giuliana continui, le due sorelle non sono mai riuscite a mettere a tacere la forza del loro legame, che urla e aggredisce lo stomaco.

In queste pagine che scorrono veloci come solo nei migliori romanzi, Giulia Ciarapica ci apre le porte di una comunità della provincia profonda: tra quelle colline si combatte per il riscatto e tutti lottano per un futuro diverso. Non sanno dove li porterà, ma hanno bisogno di credere e di andare.

Con Giulia Ciarapica dialogherà Antonio Maddamma.

L’appuntamento è per sabato 15 giugno alle ore 21.30 presso la libreria IoBook.

Leggendo “Morfina” di Michail Bulgakov

“Morfina”, di Michail Bulgakov (prima ed. 1927 – ed. italiana Passigli 1999, trad. S. Sichel, pp. 64, € 7,50)

di Silvia Argentati

Bello e terribile.

Andateci piano con i cristalli bianchi, solubili in venticinque parti d’acqua. Io sono ricorso troppe volte a loro, e quelli mi hanno rovinato.

Ebbene sì, Bulgakov era un morfinomane.

O per lo meno lo è stato per un periodo della sua vita. Quando lo scoprii, durante i miei studi universitari, ne rimasi sbalordita, anche perché la genesi del lungo travaglio è legata ad un particolare episodio della sua vita.

Nel 1917, mentre esercitava la professione di medico, Bulgakov succhiò, attraverso una cannula, le membrane difteriche dalla gola di un bambino malato e si ammalò; per lenire i dolori si fece fare iniezioni di morfina e ne rimase stregato. Lo splendido racconto “Morfina”, scritto nel 1927, è il riflesso di questa esperienza da tossicomane.

Il ritmo del racconto è incalzante, quasi febbrile. Si tratta del diario, o meglio “l’anamnesi di una malattia”, del medico suicida Sergei Poljakov. Il fatto di essere dottore ha permesso a Bulgakov di descrivere con precisione scientifica gli effetti dell’uso e dell’abuso del “demone in flacone”. All’inizio del diario c’è, da parte del protagonista, compiacimento ed entusiasmo: (… continua a leggere ‘Leggendo “Morfina” di Michail Bulgakov’)

Su “La musica del caso” di Paul Auster

“La musica del caso”, di Paul Auster (prima ed. 1990 – ed. italiana Einaudi 2014, trad. M. Birrattari, pp. 224, € 11,00)

di Silvia Argentati

 

Sfugge ad ogni etichetta e ad un genere preciso, e questa molto probabilmente è la sua forza. “La musica del caso”, scritto dall’autore americano nel 1990, inizia come un romanzo on the road – i motel, le strade infinite da percorre con una Saab 900 rossa, il viaggio senza meta, il fascino dell’ignoto, la libertà assoluta – per poi stringersi come un imbuto in una storia claustrofobica, asfissiante e surreale che tiene incollato il lettore fino all’ultima pagina. Un cambiamento di registro che nel giro di 200 pagine passa, volendo fare un paragone letterario, da J. Kerouac ad E. A. Poe.

Pochi i personaggi in campo in questa storia dalle simmetrie perfette: i due protagonisti Jim Nashe e Jack Pozzi (ex vigile del fuoco il primo e giocatore di poker il secondo), Stone e Flower (eccentrici milionari con hobby maniacali), Murks e Floyd (i guardiani) e, unico personaggio femminile, la prostituta Tiffany. Qui, come non mai – forse in Italia solo Tommaso Landolfi fu maestro in questo – il normale e il quotidiano si aprono alla dimensione del mistero. In tutta la seconda parte del libro domina qualcosa di insolito, di perfido e di ossessivo.

L’atmosfera cupa prende il via da una partita di poker in cui in palio c’è la libertà dei protagonisti. (… continua a leggere ‘Su “La musica del caso” di Paul Auster’)

Vite di carta: presentazione a Senigallia

È uscito il libro di Simone PancottiVite di Carta” (BookaBook, 2019). Il libro verrà presentato sabato 13 aprile alle ore 18.30, alla libreria IoBook di Senigallia.

Interverrà l’autore, presentato da Valeria Bellagamba.

“Ho scritto questo libro per superare un periodo buio della mia vita e per dare voce a emozioni che erano rimaste silenziose per troppo tempo”, si legge nella presentazione di “Vite di carta“. Il libro racconta una storia d’amore che nasce da una situazione di dolore e si trova ad affrontare difficoltà inattese, insieme ai fantasmi di un passato che non se vuole andare. Come lascia intendere l’autore, però, l’amore vince tutto, Omnia vincit amor diceva Virgilio.

Vi ricordiamo anche la nostra intervista a Simone Pancotti.

“Le opinioni di un clown” di Heinrich Böll

“Le opinioni di un clown”, di Heinrich Böll (prima ed. 1963 – ed. italiana Mondadori 2016, trad. A. Pandolfi, pp. 232, € 11,00)

di Silvia Argentati

Perdente, disilluso, con la testa incastrata nel passato, senza donna, senza soldi e senza lavoro, con il vizio dell’alcol e del fumo. Le sue uniche forze: l’ironia e il pensiero libero. Questo è Hans, protagonista indiscusso di questo romanzo scritto dal premio Nobel tedesco Heinrich Böll nel 1963. Il romanzo è una lunga riflessione interiore di Hans Schnier, clown in declino che insegue idealmente una donna che non c’è più; una donna che lo ha lasciato per sposare un cattolico e condurre una vita perbene.

I due mali da cui sono afflitto per natura: malinconia e mal di testa. Da quando Maria è passata ai cattolici, la violenza di questi due mali è aumentata.

Il libro è una fervente critica contro le convenzioni sociali e religiose e, al tempo stesso, è una profonda dedica d’amore.

La trama è costruita con un intreccio di flashback che permette al lettore di ricomporre, in modo non lineare, le tappe più significative della vita di Hans e della sua famiglia. La vicenda si svolge nell’arco di poche ore e viene narrata attraverso telefonate in cui Hans, con il mistico dono di afferrare gli odori tramite il telefono, chiede disperatamente soldi ad amici, conoscenti e familiari.

La sua è una ricca famiglia di industriali del carbone; la madre, donna fredda e avara, è presidentessa del Comitato centrale della Società per la conciliazione dei contrasti razziali, ma si circonda di ex nazisti ed antisemiti che dopo la Seconda Guerra Mondiale hanno semplicemente indossato una nuova maschera da portare in società e  (… continua a leggere ‘“Le opinioni di un clown” di Heinrich Böll’)

Tre Donne a Senigallia

“Tre Donne”. Reading e musica a cura dell’Asssociazione Amàrantos sul libro omonimo di Dacia Maraini. Senigallia, mercoledì 27 marzo ore 21.00, Auditorium San Rocco

Tre Donne, parole, musica e canto. Delicate sono le sfumature delle età della vita che si snodano, in opposizione a tempi di sciatta velocità, nella lentezza del pensiero, della parola, della scrittura.
Con Dacia Maraini vi parleremo della forza della parola quando diventa musica e pensiero e si fa struggente e commovente strategia di sopravvivenza. Conoscerete tre generazioni, in un fragile equilibrio di quotidianità. Tre donne: Gesuina, la nonna, Maria, la madre, Lori, la figlia, che vivono in una casa stregata dall’assenza prolungata di un uomo. Rimangono queste tre donne provate dalle scelte di libertà con una consapevolezza diversa, la vita le ha attraversate, si è fatta albero, frutto, respiro!

Il reading dell’Associazione Amàrantos propone come ogni anno spunti di riflessione sulla condizione femminile, accompagnati da momenti di spettacolo, con musica e canto.

Interventi musicali a cura di: Miriam Cenerelli, Laura Pesaresi, Ernesto Talacchia e Pietro Viconi.

“Tre Donne” si inserisce nel cartellone delle iniziative del Comune di Senigallia, Assessorato alle Pari Opportunità, per celebrare la Giornata Internazionale della Donna: “Donne di futuro”. Il reading si terrà mercoledì 27 marzo alle ore 21.00 all’auditorium San Rocco di piazza Garibaldi. L’ingresso è libero.

Associazione Amàrantos: www.facebook.com/cerchioamarantos

A proposito de “Il valzer degli addii” di Milan Kundera

Iniziamo oggi una nuova serie di corrispondenze con l’amica Silvia Argentati, che ringraziamo per la disponibilità.

 

“Il valzer degli addii”, di Milan Kundera (Bompiani 1977 – Adelphi 1989, trad. Serena Vitale; pp. 246 € 24,00)

di Silvia Argentati

 

Intelligente, ironico, divertente e profondo, questo romanzo del 1972  ha tutte le caratteristiche della commedia nera. Con uno stile fluido ed elegante Milan Kundera racconta le vicende di otto personaggi invischiati in una cittadina termale, meta privilegiata di donne presumibilmente infeconde. Nell’arco temporale di sole cinque giornate si intrecciano paradossalmente tra loro le vite del trombettista Klima, reo di aver tradito la moglie (di cui è tra l’altro innamoratissimo) in una notte di festeggiamenti e bagordi post concerto, Kamila, la bellissima moglie del musicista accecata dalla gelosia, Sketa, il medico ginecologo “impollinatore” che elargisce il proprio seme a insaputa delle sue pazienti con difficoltà procreative, Ruzena, la giovane e gravida infermiera dello stabilimento termale incerta sulla paternità del proprio figlio ma che ha già scelto il padre a lei più congeniale, Jakub, lo pseudo psicologo prossimo a lasciare il Paese dopo un passato di turbolenze politiche, Bertelf, ricco villeggiante americano nonché saggio predicatore, fervente religioso e donnaiolo, Olga, figlia di un rivoluzionario condannato a morte e Frantisek, ingenuo ragazzo sedotto e abbandonato trasformatosi in stalker.

A dominare su tutto è la maestria e lo sguardo profondamente ironico dello scrittore ceco che indaga il rapporto dell’individuo con gli altri e con se stesso, in un turbinio di eventi che lascia spazio a tutte le voci (per questo è un grande romanzo polifonico). Come ebbe modo di scrivere Italo Calvino: “tra tanti scrittori di romanzi, Kundera è un romanziere vero, nel senso che le storie dei personaggi sono il suo primo interesse: storie private, soprattutto storie di coppie, nella loro singolarità e imprevedibilità. Il suo modo di raccontare procede a ondate successive e attraverso divagazioni e commenti che trasformano il problema privato in problema universale, dunque anche nostro”.

Infatti Kundera, con la “leggerezza” che gli è congeniale, ne “Il valzer degli adii” affronta temi come l’infedeltà, l’aborto, la procreazione, la paternità, i progetti eugenetici, la bellezza e il delitto. Sì, il delitto, perché le circostanze e il caso (… continua a leggere ‘A proposito de “Il valzer degli addii” di Milan Kundera’)