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I luoghi persi di Umberto Piersanti a Senigallia

Umberto Piersanti torna a Senigallia per l’attesa presentazione della nuova edizione del libro di poesie “I luoghi persi“. La prima edizione era uscita per la “collana bianca” di Einaudi nel 1994. La nuova è pubblicata da Crocetti Editore, con l’aggiunta di alcuni inediti.

L’appuntamento è per mercoledì 22 giugno, alle 21.30, nella centrale Piazza Roma. L’evento è organizzato dalla libreria Iobook di Senigallia.

Dialogheranno con l’autore la giornalista Valeria Bellagamba e Riccardo Bravi, giovane intellettuale marchigiano. L’incontro sarà introdotto da Roberto Marconi.

Tempus fugit, si sa, senza apparente rimedio: ma Umberto Piersanti, con l’ostinazione dell’amore, nel suo libro forse più compiuto e commovente, insiste con tenacia a cantare – per dirla con Carlo Bo – le sue personali Georgiche (per nulla elegiache), celebrando con la forza della poesia i “luoghi” delle origini, nel tentativo di salvare le umili “cose” della campagna delle Cesane (e le persone amate, la memoria della nonna su tutte) dalla furia devastatrice del tempo.

Come il miglior Pascoli, anche Piersanti, narrando di sé e delle sue esperienze familiari, parla in realtà di tutti noi, almeno in parte: il percorso poetico alla ricerca delle origini appenniniche e contadine dispiegato nei Luoghi persi con passione e vitalità per nulla idillica, mira a ricordare (e ricordarci) la speranza che le cose, per quanto inevitabilmente travolte dall’inesorabile scorrere dei giorni, se recuperate dall’esercizio della memoria poetica, non siano semplicemente state, ma restino incise nel nostro sangue oltre che nel ricordo, non come semplici fantasmi ma in qualche modo immortali.

L’ingresso è gratuito; si consiglia la prenotazione presso la Libreria Iobook chiamando lo 0717928887, scrivendo a ordini@iobook.it o inviando un messaggio WhatsApp al 3534283415.

Giovanni Agnoloni a Senigallia con il libro ‘Da luoghi lontani’

A distanza di quasi due anni dall’ultima presentazione, torna a Senigallia lo scrittore e traduttore Giovanni Agnoloni. Amico di LibriSenzaCarta.

Giovanni sarà alla libreria Iobook di Senigallia mercoledì 11 maggio alle 18.30 per presentare il libro di racconti “Da luoghi lontani” (Arkadia Editore), scritto con Sandra Salvato e Carlo Cuppini. Un viaggio in nove racconti che tracciano tra tempo e spazio un dialogo interiore, attraverso luoghi, momenti ed esperienze dei tre autori.

L’incontro si terrà nella sede della libreria, in via Cavour 32 a Senigallia (centro storico). Presenterà e dialogherà con l’autore Valeria Bellagamba.

Abbiamo intervistato Giovanni Agnoloni per avere un anticipo sulla presentazione del libro.

(… continua a leggere ‘Giovanni Agnoloni a Senigallia con il libro ‘Da luoghi lontani’’)

Nota di lettura a tre poesie di Antonio Maddamma da B’stiulin

In occasione della “Giornata nazionale del dialetto e delle lingue locali” che si è tenuta lo scorso 17 gennaio, il poeta Nevio Spadoni ha scritto una nota di lettura a tre poesie della raccolta inedita di Antonio Maddamma in dialetto senigalliese “B’stiulin” (2021), che ha ottenuto il terzo posto al Premio Nazionale Ischitella-Pietro Giannone XVIII edizione.

Con le parole struggenti di una silloge Antonio Maddamma pennella le dinamiche del vivere nel contrasto tra slanci e strette che la vita impone. I sogni sono come voli di una zizza che per un attimo s’illude di essere libera, ma ben presto si accorge dei lacci che la vita tesse. Così la falena ubriaca inconsapevole di luce si brucia nel bagliore del suo sogno. L’inanellarsi di figure simboliche conducono il poeta ad una disanima, a un bilancio della esistenza che ormai non si nutre più di illusioni e sogni, ma può solo affidarli alle generazioni future.

Viene spontaneo un riferimento al suo corregionale Leopardi là dove il pessimismo si fa radicale tanto da gridare: “O natura, o natura/ perché non rendi poi/ quel che prometti allor? Perché di tanto /inganni i figli tuoi?” La poesia di Maddamma che si nutre di una veste esistenziale, presenta un’alta e raffinata liricità che si esprime con una misura classica, nell’intreccio prevalente di settenari, quinari, endecasillabi. Una voce sicura che si aggiunge alla schiera dei poeti marchigiani, sulle tracce del lirico anconetano Franco Scataglini.

In nom d’ l’amor

In nom d’ l’amor
o p’r amor d’n nom
l’om duenta com
na bendula n-t-l lum,
n’ucèl senza l’ pium
for d’ la cova,
ndo va
‘n buratell d’ fium,
ch’l pesc’ a la ruersa,
annima persa,
ch lassa ‘l dolc’ p’l sal.
Cuscì duenta qual
nun vuria ess ma vol,
prenc’p d’ l’ fol,
e ‘n po’ campa e ‘n po’ mor,
sol p’r amor d’n nom
o in nom d’ l’amor.

In nome dell’amore

In nome dell’amore / o per amor di un nome / l’uomo diventa come / una falena dentro un lume, / un uccello senza le piume / fuori del nido, / dove va / un buratello di fiume, / quel pesce all’incontrario, / anima persa, / che lascia l’acqua dolce per quella salata. / Così diventa come / non vorrebbe essere, ma in fondo vuole, / principe delle favole, / e un po’ vive e un po’ muore, / solo per amor di un nome / o in nome dell’amore.

La bendula e ‘l lum

La bendula n-t-l regn
d’n lum ch’ s’ spegn
ch’ vurìa fa’ la vaga
d’l lum e s’imbriaga
e coc’ le lal e mor
n-t quel ch dic’ amor,
ma me m’ par cumpagna
ma l’annima ch bagna,
ma l’annima ch molla
‘l corp n-t-la pescolla
d’l fium d’ la mort
sa n’occhi apert e stort
e bocca drent’al fum
com si foss ‘n lum.

La falena e il lume

La falena nel regno / di un lume che si spegne, / che vorrebbe fare la vaga / del lume e s’ubriaca / e si brucia le ali e muore / in ciò che lei dice amore, / a me sembra simile / all’anima che bagna, / all’anima che ammolla / il corpo nella pozza / del fiume della morte / con un occhio aperto e storto / ed entra dentro quel fumo / come se fosse un lume.

L’ zizz

Quant’era fiol giugava sa l’ zizz
Co’ en l’ zizz? Ch’l’ b’stiulin rar’
ch’artrovi tra le ros’ a primavera
sa ch la coccia verdulina e dora.
Piava ‘n fil da cug’ da mi zia
e feva ‘n nod d’intorn la t’stulina
d’ ch’la b’stiulina e n’antr d’ intorn
a ‘n deta. E quella, com na frezza, via!
girava su p’l’aria apesa a ‘l fil.
Po’ s’ straccava e si nun la sl’gavi
muriva ancò, ch’i s’ sp’zava ‘l cor.
Adè ch’ so più grand v’ diggh davera
ch’ i sogni en com l’ zizz d’ l’ort, ch’ stracchi,
si nun li lassi vulà via dal cor. E donca
i hai da lassà. Cuscì vol’n ancora
a fà cuntent ‘l cor d’ n’antr fiol.

Le zizze (Le cetonie dorate)

Quando ero bambino giocavo con le zizze. / Cosa sono le zizze? Quelle bestioline rare / che trovi tra le rose a primavera / con la corazza verdolina e dorata. / Prendevo un filo da cucito da mia zia / e facevo un nodo intorno alla testolina / di quella bestiolina e un altro intorno / a un dito. E quella come una fionda, via! / girava su nell’aria appesa al filo. / Poi si stancava e se non la slegavi / poteva anche morire, ché le si spezzava il cuore. // Adesso che sono grande posso dirvi davvero / che i sogni sono come le zizze del giardino, che tu stanchi, / se non li lasci volar via dal cuore. Dunque / li devi lasciare. Così voleranno ancora / a fare contento il cuore di un altro bambino.

Dante e le Donne della Commedia

Domenica 19 dicembre alle ore 18.00, all’Auditorium San Rocco Senigallia si terrà il reading-spettacolo di chiusura del decennale dell’Associazione Amarantos – Cerchio Interculturale Donne per la Pace di Senigallia. L’evento letterario, dedicato a “Dante e le Donne della Commedia“, vede come interpreti le donne del Cerchio Amarantos con la partecipazione dello scrittore Antonio Maddamma e dell’attore Roberto Rossini. Alla regia la prof.ssa Mara Marinelli.
Il reading presenta un Dante inedito attraverso la rielaborazione del romanzo di Matteo Strukul “Dante Enigma” (Newton Compton Editori, 2021). Le donne della Commedia indimenticabili quali Francesca da Rimini, Pia dei Tolomei e Beatrice saranno tratteggiate attraverso la poesia di Dante. Sarà uno spettacolo vario, ricco di umanità e con un sapore di interculturalità portato dal gruppo di danza ginnica Tai Chi.
Ingresso gratuito, con green pass.

Mal’Anconìa di Fabio Serpilli

Il nuovo libro del poeta anconetano Fabio Maria Serpilli si intitola “Mal’Anconìa” ed è un atto di amore per la città di Ancona, la sua storia e la sua lingua.

Il volume è frutto di 40 anni di ricerca dell’autore sul dialetto, sulla città di Ancona e sulla vita.

«La Città – spiega Serpilli – viene vista come corpo vivente che nasce e si corrompe. Ancona è anche figura della donna nelle dimensioni di Madre, donna amata e figlia. I luoghi non sono illustrazioni da cartolina, ma assurgono a icone interiori. Ancona, con le sue scoscese vie e l’orizzontalità del mare, suggerisce la verticalità delle domande e consente uno sguardo alla quotidianità dove le persone vivono il loro destino. In base ai contenuti il dialetto diversifica i registri espressivi.»

«Mal’Anconìa è un bellissimo canzoniere d’amore per Ancona, la città dell’anima… Quasi un teatro con tutti i registri del tragico, del lirico, dell’epico, del comico e ironico, di figure e figuranti di una rappresentazione di piazza bruegheliana, in lampi di giudizio racchiusi in mirabili, fulminanti clausole aforismatiche. Serpilli un autore tra i più certi della scena letteraria dialettale, a tutt’oggi il più notevole neodialettale delle Marche, ha restituito un affresco corale, mosso e pulsante di un mondo creaturale, urbano e naturale. Restano memorabili i versi dedicati alla città di Ancona, consegnandola alla poesia» (Manuel Cohen)

Il libro “Mal’Anconìa” sarà presentato giovedì 16 dicembre ad Ancona alla Biblioteca del Consiglio, Palazzo delle Marche, in piazza Cavour 23, alle ore 16.00. Sarà presente l’autore e interverrà il critico letterario Manuel Cohen.

Per partecipare è consigliabile prenotarsi al numero 335 – 8193657

La rotta de Senegaglia

Il nostro Antonio Maddamma ha scritto un libro che racconta le vicende e i protagonisti della grande battaglia che si tenne nella notte fra il 12 e il 13 agosto del 1462 a Cesano di Senigallia.

Nella battaglia si fronteggiarono Sigismondo Pandolfo Malatesta e Federico da Montefeltro, che ebbe la meglio.

Il libro, pubblicato da Ventura Edizioni, si intitola “La rotta de Senegaglia“, il nome che alla battaglia del Cesano diede Giovanni Santi, padre di Raffaello Sanzio, pittore e poeta.

Sigismondo Pandolfo Malatesta, sconfitto nella battaglia, fu definito il miglior perdente della storia, “the best loser in all history“, dal poeta americano Ezra Pound.

Il libro di Antonio, già finalista la scorsa estate al Premio Nazionale Ischitella per la poesia in dialetto, ha fatto il suo debutto con una doppia presentazione a Senigallia il 24 settembre scorso.

Se ve la siete persa, avete l’occasione di recuperare giovedì 21 ottobre alle 17.30 nella Sala Conferenze della Biblioteca Antonelliana di Senigallia. Sarà presente l’autore, intervistato dalla storica dell’arte Marina Mancini.