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Giovanni Agnoloni a Senigallia con il libro ‘Da luoghi lontani’

A distanza di quasi due anni dall’ultima presentazione, torna a Senigallia lo scrittore e traduttore Giovanni Agnoloni. Amico di LibriSenzaCarta.

Giovanni sarà alla libreria Iobook di Senigallia mercoledì 11 maggio alle 18.30 per presentare il libro di racconti “Da luoghi lontani” (Arkadia Editore), scritto con Sandra Salvato e Carlo Cuppini. Un viaggio in nove racconti che tracciano tra tempo e spazio un dialogo interiore, attraverso luoghi, momenti ed esperienze dei tre autori.

L’incontro si terrà nella sede della libreria, in via Cavour 32 a Senigallia (centro storico). Presenterà e dialogherà con l’autore Valeria Bellagamba.

Abbiamo intervistato Giovanni Agnoloni per avere un anticipo sulla presentazione del libro.

Ciao Giovanni, finalmente di nuovo a Senigallia! Alla libreria Iobook ci parlerai di “Da luoghi lontani”, libro di racconti che hai scritto con Sandra Salvato e Carlo Cuppini. Come è nata l’idea di questa raccolta e come vi siete ritrovati tutti e tre? Avevate già in mente un progetto del genere o è stato un caso?

Sono molto contento di tornare a Senigallia da IoBook per parlare di “Da luoghi lontani”!
Questo nuovo libro è nato da un’idea di collaborazione lanciata da Carlo Cuppini, ma in realtà lo si può definire il frutto spontaneo della nostra amicizia e della nostra consonanza di visioni della vita e di scelte di dedizione artistica e professionale alla scrittura. Poi, via via, l’opera ha preso forma e i racconti sono venuti inanellandosi in modo fluido e armonizzandosi sempre più, pur nella varietà delle nostre voci e degli argomenti trattati.

Quanto sono importanti per te (per voi) i luoghi presenti nel libro? Sia quelli reali che quelli immaginari?

Moltissimo. Noi tutti siamo sempre, non solo fisicamente, ma anche mentalmente ed emozionalmente, in molti luoghi. Ed è proprio il paradossale spazio di lontananza/vicinanza con questo Oltre ciò che fin dall’inizio ci ha affascinati più di ogni altra cosa. Anche perché si ricollega direttamente a quanto nella vita è più importante, perché non si può vincolare a dati scientifici né misurare in alcun modo, ma rimane sempre aperto e collegato con la nostra natura più profonda: la libertà che intrinsecamente ci appartiene e la sua misteriosa radice immateriale. Ecco perché nei nostri racconti i luoghi sono degli autentici protagonisti, che dialogano coi personaggi e interagiscono attivamente con le loro decisioni, accompagnandoli in uno – spesso sorprendente – percorso di scoperta di sé stessi nel mondo.

Con Sandra Salvato e Carlo Cuppini avete altri progetti insieme per il futuro?

Ancora non ne abbiamo parlato, perché adesso la priorità è promuovere al meglio “Da luoghi lontani” insieme ad Arkadia Editore. Stiamo lavorando tutti e tre ad altri progetti personali, ma senza dubbio il nostro canale di comunicazione è così risonante che, se dovesse emergere un’idea seducente, potremmo decidere di seguirla.

Nell’incontro di mercoledì, ci racconterai un po’ anche della tua attività letteraria recente. Tra cui la raccolta di romanzi “Internet. Cronache della fine”, pubblicata nel volume uscito per Gaalad Edizioni nel 2021. Vuoi anticiparci qualcosa?

Internet. Cronache della fine” è la raccolta dei miei tre romanzi + uno spin-off dedicati alla fine di internet. Sono eventi ambientati tra il 2025 e il 2029, e possono definirsi una quadrilogia distopica dalle tinte tra l’avventuroso e il filosofico. Anche questa è fortemente imperniata sui luoghi e sul viaggiare, come del resto “Berretti Erasmus. Peregrinazioni di un ex studente nel Nord Europa” (Fusta Editore, 2020), un diario di viaggio autobiografico con lo spirito dell’eterno “studente Erasmus” alla ricerca della propria vocazione (letteraria e linguistica, le mie). Uno spirito simile a quello del non autobiografico, ma ispirato sempre dai miei viaggi, “Viale dei silenzi“, romanzo edito da Arkadia nel 2019 e basato sulla ricerca attraverso l’Europa di un padre misteriosamente scomparso da parte di uno scrittore fiorentino impegnato in una residenza letteraria a Varsavia.

Grazie mille!

Grazie a voi, a mercoledì 11 alle 18,30 da IoBook!

(… continua a leggere ‘Giovanni Agnoloni a Senigallia con il libro ‘Da luoghi lontani’’)

Nota di lettura a tre poesie di Antonio Maddamma da B’stiulin

In occasione della “Giornata nazionale del dialetto e delle lingue locali” che si è tenuta lo scorso 17 gennaio, il poeta Nevio Spadoni ha scritto una nota di lettura a tre poesie della raccolta inedita di Antonio Maddamma in dialetto senigalliese “B’stiulin” (2021), che ha ottenuto il terzo posto al Premio Nazionale Ischitella-Pietro Giannone XVIII edizione.

Con le parole struggenti di una silloge Antonio Maddamma pennella le dinamiche del vivere nel contrasto tra slanci e strette che la vita impone. I sogni sono come voli di una zizza che per un attimo s’illude di essere libera, ma ben presto si accorge dei lacci che la vita tesse. Così la falena ubriaca inconsapevole di luce si brucia nel bagliore del suo sogno. L’inanellarsi di figure simboliche conducono il poeta ad una disanima, a un bilancio della esistenza che ormai non si nutre più di illusioni e sogni, ma può solo affidarli alle generazioni future.

Viene spontaneo un riferimento al suo corregionale Leopardi là dove il pessimismo si fa radicale tanto da gridare: “O natura, o natura/ perché non rendi poi/ quel che prometti allor? Perché di tanto /inganni i figli tuoi?” La poesia di Maddamma che si nutre di una veste esistenziale, presenta un’alta e raffinata liricità che si esprime con una misura classica, nell’intreccio prevalente di settenari, quinari, endecasillabi. Una voce sicura che si aggiunge alla schiera dei poeti marchigiani, sulle tracce del lirico anconetano Franco Scataglini.

In nom d’ l’amor

In nom d’ l’amor
o p’r amor d’n nom
l’om duenta com
na bendula n-t-l lum,
n’ucèl senza l’ pium
for d’ la cova,
ndo va
‘n buratell d’ fium,
ch’l pesc’ a la ruersa,
annima persa,
ch lassa ‘l dolc’ p’l sal.
Cuscì duenta qual
nun vuria ess ma vol,
prenc’p d’ l’ fol,
e ‘n po’ campa e ‘n po’ mor,
sol p’r amor d’n nom
o in nom d’ l’amor.

In nome dell’amore

In nome dell’amore / o per amor di un nome / l’uomo diventa come / una falena dentro un lume, / un uccello senza le piume / fuori del nido, / dove va / un buratello di fiume, / quel pesce all’incontrario, / anima persa, / che lascia l’acqua dolce per quella salata. / Così diventa come / non vorrebbe essere, ma in fondo vuole, / principe delle favole, / e un po’ vive e un po’ muore, / solo per amor di un nome / o in nome dell’amore.

La bendula e ‘l lum

La bendula n-t-l regn
d’n lum ch’ s’ spegn
ch’ vurìa fa’ la vaga
d’l lum e s’imbriaga
e coc’ le lal e mor
n-t quel ch dic’ amor,
ma me m’ par cumpagna
ma l’annima ch bagna,
ma l’annima ch molla
‘l corp n-t-la pescolla
d’l fium d’ la mort
sa n’occhi apert e stort
e bocca drent’al fum
com si foss ‘n lum.

La falena e il lume

La falena nel regno / di un lume che si spegne, / che vorrebbe fare la vaga / del lume e s’ubriaca / e si brucia le ali e muore / in ciò che lei dice amore, / a me sembra simile / all’anima che bagna, / all’anima che ammolla / il corpo nella pozza / del fiume della morte / con un occhio aperto e storto / ed entra dentro quel fumo / come se fosse un lume.

L’ zizz

Quant’era fiol giugava sa l’ zizz
Co’ en l’ zizz? Ch’l’ b’stiulin rar’
ch’artrovi tra le ros’ a primavera
sa ch la coccia verdulina e dora.
Piava ‘n fil da cug’ da mi zia
e feva ‘n nod d’intorn la t’stulina
d’ ch’la b’stiulina e n’antr d’ intorn
a ‘n deta. E quella, com na frezza, via!
girava su p’l’aria apesa a ‘l fil.
Po’ s’ straccava e si nun la sl’gavi
muriva ancò, ch’i s’ sp’zava ‘l cor.
Adè ch’ so più grand v’ diggh davera
ch’ i sogni en com l’ zizz d’ l’ort, ch’ stracchi,
si nun li lassi vulà via dal cor. E donca
i hai da lassà. Cuscì vol’n ancora
a fà cuntent ‘l cor d’ n’antr fiol.

Le zizze (Le cetonie dorate)

Quando ero bambino giocavo con le zizze. / Cosa sono le zizze? Quelle bestioline rare / che trovi tra le rose a primavera / con la corazza verdolina e dorata. / Prendevo un filo da cucito da mia zia / e facevo un nodo intorno alla testolina / di quella bestiolina e un altro intorno / a un dito. E quella come una fionda, via! / girava su nell’aria appesa al filo. / Poi si stancava e se non la slegavi / poteva anche morire, ché le si spezzava il cuore. // Adesso che sono grande posso dirvi davvero / che i sogni sono come le zizze del giardino, che tu stanchi, / se non li lasci volar via dal cuore. Dunque / li devi lasciare. Così voleranno ancora / a fare contento il cuore di un altro bambino.

Dante e le Donne della Commedia

Domenica 19 dicembre alle ore 18.00, all’Auditorium San Rocco Senigallia si terrà il reading-spettacolo di chiusura del decennale dell’Associazione Amarantos – Cerchio Interculturale Donne per la Pace di Senigallia. L’evento letterario, dedicato a “Dante e le Donne della Commedia“, vede come interpreti le donne del Cerchio Amarantos con la partecipazione dello scrittore Antonio Maddamma e dell’attore Roberto Rossini. Alla regia la prof.ssa Mara Marinelli.
Il reading presenta un Dante inedito attraverso la rielaborazione del romanzo di Matteo Strukul “Dante Enigma” (Newton Compton Editori, 2021). Le donne della Commedia indimenticabili quali Francesca da Rimini, Pia dei Tolomei e Beatrice saranno tratteggiate attraverso la poesia di Dante. Sarà uno spettacolo vario, ricco di umanità e con un sapore di interculturalità portato dal gruppo di danza ginnica Tai Chi.
Ingresso gratuito, con green pass.

Mal’Anconìa di Fabio Serpilli

Il nuovo libro del poeta anconetano Fabio Maria Serpilli si intitola “Mal’Anconìa” ed è un atto di amore per la città di Ancona, la sua storia e la sua lingua.

Il volume è frutto di 40 anni di ricerca dell’autore sul dialetto, sulla città di Ancona e sulla vita.

«La Città – spiega Serpilli – viene vista come corpo vivente che nasce e si corrompe. Ancona è anche figura della donna nelle dimensioni di Madre, donna amata e figlia. I luoghi non sono illustrazioni da cartolina, ma assurgono a icone interiori. Ancona, con le sue scoscese vie e l’orizzontalità del mare, suggerisce la verticalità delle domande e consente uno sguardo alla quotidianità dove le persone vivono il loro destino. In base ai contenuti il dialetto diversifica i registri espressivi.»

«Mal’Anconìa è un bellissimo canzoniere d’amore per Ancona, la città dell’anima… Quasi un teatro con tutti i registri del tragico, del lirico, dell’epico, del comico e ironico, di figure e figuranti di una rappresentazione di piazza bruegheliana, in lampi di giudizio racchiusi in mirabili, fulminanti clausole aforismatiche. Serpilli un autore tra i più certi della scena letteraria dialettale, a tutt’oggi il più notevole neodialettale delle Marche, ha restituito un affresco corale, mosso e pulsante di un mondo creaturale, urbano e naturale. Restano memorabili i versi dedicati alla città di Ancona, consegnandola alla poesia» (Manuel Cohen)

Il libro “Mal’Anconìa” sarà presentato giovedì 16 dicembre ad Ancona alla Biblioteca del Consiglio, Palazzo delle Marche, in piazza Cavour 23, alle ore 16.00. Sarà presente l’autore e interverrà il critico letterario Manuel Cohen.

Per partecipare è consigliabile prenotarsi al numero 335 – 8193657

La rotta de Senegaglia

Il nostro Antonio Maddamma ha scritto un libro che racconta le vicende e i protagonisti della grande battaglia che si tenne nella notte fra il 12 e il 13 agosto del 1462 a Cesano di Senigallia.

Nella battaglia si fronteggiarono Sigismondo Pandolfo Malatesta e Federico da Montefeltro, che ebbe la meglio.

Il libro, pubblicato da Ventura Edizioni, si intitola “La rotta de Senegaglia“, il nome che alla battaglia del Cesano diede Giovanni Santi, padre di Raffaello Sanzio, pittore e poeta.

Sigismondo Pandolfo Malatesta, sconfitto nella battaglia, fu definito il miglior perdente della storia, “the best loser in all history“, dal poeta americano Ezra Pound.

Il libro di Antonio, già finalista la scorsa estate al Premio Nazionale Ischitella per la poesia in dialetto, ha fatto il suo debutto con una doppia presentazione a Senigallia il 24 settembre scorso.

Se ve la siete persa, avete l’occasione di recuperare giovedì 21 ottobre alle 17.30 nella Sala Conferenze della Biblioteca Antonelliana di Senigallia. Sarà presente l’autore, intervistato dalla storica dell’arte Marina Mancini.

Il tocco immortale di Simone Pancotti

Segnaliamo un nuovo appuntamento con le presentazioni della Libreria Iobook di Senigallia, l’ultimo dell’estate 2021.

Sabato 11 settembre alle 19.00, a Palazzetto Baviera di Senigallia, lo scrittore senigalliese Simone Pancotti presenterà il suo ultimo libro: “Il tocco immortale” (edito da Bookabook). Presenterà e dialogherà con l’autore Valeria Bellagamba.

“Quando Nikolaj Kirilenko evade dalla prigione in cui è rinchiuso, su un isolotto in mezzo al mare Artico, ha già una storia di violenza e dolore alle spalle: ha perso tutti gli affetti più cari, è stato deriso e abusato, ha ucciso. A un passo dalla morte viene salvato da Yelena, insieme alla quale intraprende una folle fuga verso la libertà, verso l’unico luogo in cui nessuno oserà dar loro la caccia: Babylon Gorod, teatro di un’esplosione nucleare avvenuta dieci anni prima, ma ancora avvolta nel mistero. Lungo il cammino impareranno a conoscere le rispettive ferite e rischieranno più volte la vita, fino a scontrarsi con una realtà ben più aspra delle aspettative. Portare alla luce la verità costerà carissimo”.

La presentazione si colloca all’interno della rassegna “Le Marche tra le Righe” della Libreria Iobook, un ciclo di incontri e appuntamenti dedicati agli autori e alla letteratura marchigiana.

L’ingresso è gratuito, è necessario essere in possesso del Green Pass; le normative anti-Covid prevedono un numero di posti limitato, pertanto si consiglia la prenotazione presso la Libreria Iobook chiamando lo 071 7928887, scrivendo a ordiniiobook@gmail.com o inviando un messaggio WhatsApp al 353 4283415