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L'Acqua, Bene Comune

Chiare, fresche et dolci acque…
(Francesco Petrarca)

Purtroppo le acque stanno diventando amare e sempre più a caro prezzo.
Questo a causa di una politica scellerata e pericolosissima del nostro paese che sta cedendo quello che dovrebbe essere un bene comune ai privati e alle logiche del profitto.
Le conseguenze di queste politiche sono un aumento sempre più consistente delle bollette, con esclusione dei più indigenti dall’utilizzo di un bene primario per la vita, a cui non sempre corrisponde un servizio efficiente e sicuro per la salute umana.

Con un decreto del 10 settembre scorso (D.L. 135/09, Art. 15) il Governo regala l’acqua ai privati: sottrae ai cittadini l’acqua potabile, il bene più prezioso, per consegnarlo, a partire dal 2011, agli interessi delle grandi multinazionali e farne un nuovo business per i privati.

L’art 15 del decreto legge n. 135/2009 porta il titolo di “Adeguamento alla disciplina comunitaria in materia di servizi pubblici locali di rilevanza economica”, facendo passare per “adeguamento” alle leggi Comunitarie quella che è invece una vera e propria sottrazione di un bene pubblico come l’acqua ai cittadini, per consegnarlo direttamente al mercato e alle logiche del mero profitto.
Già definire il servizio di gestione dell’acqua pubblica come servizio di “rilevanza economica” la dice lunga sulla concezione che ha il Governo italiano dell’acqua, considerata una merce come un’altra e quindi assoggettabile alle speculazioni di carattere economico.

Come precisato in un articolo pubblicato su La Stampa il 3 novembre scorso:
L’art. 15 della nuova normativa, che modifica l’art. 23Bis della legge 133/2008, appare tassativo. Gli affidamenti diretti alle società a totale capitale pubblico (in house) potranno realizzarsi soltanto in via eccezionale e dietro parere preventivo dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato.

Di contro, il metodo ordinario di conferimento dei servizi pubblici locali è la gara e la società mista. In quest’ultimo caso, comunque, il partner privato, individuato mediante procedura ad evidenza pubblica, dovrà essere socio operativo con una quota di partecipazione non inferiore al 40%.

Secondo il governo il testo in discussione in parlamento rappresenta un mero adeguamento della legge italiana alla disciplina comunitaria. Ma questa interpretazione è fortemente contestata a livello locale.

Giorni fa la regione Puglia proprio richiamandosi alla legislazione europea ha stabilito con una decisione senza precedenti l’avvio del processo di ripubblicizzazione dell’Acquedotto pugliese. A Bari il Presidente Vendola e la Giunta regionale sono convinti che non sia l’Europa ad imporre all’Italia la privatizzazione del servizio idrico.

Anzi, due diverse risoluzioni del Parlamento europeo affermano a chiare lettere il principio che l’acqua è un “bene comune dell’umanità” mentre gli organismi dell’UE hanno a più riprese evidenziato che “alcune categorie di servizi non sono sottoposte al principio comunitario della concorrenza”.

Pertanto, la gestione delle risorse idriche non deve necessariamente sottostare alle regole del mercato interno e le autorità pubbliche competenti (Stato, Regioni, Comuni) hanno la libertà di scegliere “se fornire in prima persona un servizio di interesse generale o se affidare tale compito a un altro ente (pubblico o privato)”… (Continua a leggere “La privatizzazione dell’acqua non si ferma”)

Entro il prossimo 24 novembre, il decreto che privatizza l’acqua potrebbe diventare legge.
Si tratta della definitiva mercificazione di un bene essenziale alla vita.

Si tratta della definitiva consegna al mercato di un diritto umano universale.
Si tratta di un provvedimento inaccettabile!
IMPEDIAMOLO !

Uno degli strumenti per impedirlo è firmare promossa da CAMPAGNA NAZIONALE “SALVA L’ACQUA”, che prevede anche un “mail-bombing”, cioè un invio massiccio di e-mail ai deputati, nei giorni 16 e 17 novembre, contro il provvedimento del Governo che proprio in questi giorni verrà discusso alla Camera.

Importanti inchieste sull’acqua e la gestione dei servizi idrici in Italia sono state svolte dal giornalista Giuseppe Altamore, vice-caporedattore del settimanale Famiglia Cristiana.

In rete:

Mail bombing ai deputati italiani
Forum italiano dei movimenti per l’acqua
L’idroinquistore, sito di Giuseppe Altamore
Risoluzione del Parlamento europeo del 12 marzo 2009 sulle risorse idriche in vista del quinto Forum mondiale dell’acqua a Istanbul dal 16 al 22 marzo 2009

1 Risposta a “L'Acqua, Bene Comune”


  1. 1 DARIO PETROLATI Nov 16th, 2009 at 8:34 am

    Quassù nel veneto ci sono industrie con molti lavoratori che imbottigliano l’acqua sotterranea.
    In bottiglie di plastica con diversi nomi camion pieni vengono spediti in tutto il mondo.
    C’è una speculazione inconcepibile.
    La gente compra l’acqua al supermecato con la vettura
    Eppure quella di rubinetto è buona e sana: la stessa che le industrie con vari nomi vendono
    Non capisco perchè la gente compri l’acqua in bottiglia di plastica creando anche problemi per lo smaltimento rifiuti.
    Tempo fa ho notato e chiesto in dogana di alcuni camion russi che facevano la fila del contenuto : acqua.
    Acqua che dal padovano partiva già venduta per la russia.
    Proprio non capisco.
    Siamo leggeri superficiali e complici.
    Allora non lamentiamoci non giriamoci dall’altra parte fingendo di non vedere.
    dario.

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