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Lu Sprufunnu a Corridonia

Mercoledì 16 Settembre, alle 21:30, a Corridonia (MC), nella bellissima cornice del Parco di Villa Fermani, all’interno delle manifestazioni per la 3° Festa Regionale di Liberazione, torna in scena lo spettacolo di teatro e musica popolare “Lu Sprufunnu”.
Ingresso gratuito.

Lu Sprufunnu

Uno spettacolo di Stefano Fabbroni e con Francesca Zenobi.
Le musiche sono curate ed eseguite da Danilo Donninelli, Gianni Donnini, Mauro Mazzarantani, Marco Meo e Katiuscia Merlini.

Lu Sprufunnu è un progetto teatrale, nato nel 2008, con l’intento di saldare il mondo della musica tradizionale marchigiana con forme di teatro popolare.

Il progetto raccoglie un corpus di episodi e canzoni popolari, raccontati col ritmo del ricordo e la memoria, riproponendo idealmente il lavoro di ricerca etnoantropologica che accompagna la raccolta di testi e melodie della musica tradizionale.

La storie e la Storia vengono rimescolate dalla memoria della voce narrante, Tofolo, che ripercorre la propria esistenza, vissuta a margine de Lu Sprufunnu.

Lu Sprufunnu è una voragine che misteriosamente compare una notte nel campo di tale Peppe de Carella, all’indomani della fine della Seconda Guerra Mondiale.

Questa frana, all’interno della narrazione, viene interpretata non soltanto come una buca, ma piuttosto come un’emergenza, come un vuoto, e scandisce i momenti in cui le decisioni dei personaggi, sorpresi dagli eventi, imprimono alla trama svolte cruciali.

Lu Sprufunnu è quindi, allo stesso tempo, paura e curiosità, chiacchiericcio e occasioni d’affari; debiti non saldati e impegni mai onorati.

Ecco così che il nulla diviene principio di tutto.
Il vuoto è il pretesto per raccontare storie popolari, che nascono a margine de Lu Sprufunnu e insieme alle storie gli stornelli cantati al ritmo di saltarello e le canzonette.

Le storie del merlo confessore e del prete polacco, de lu sinnecu e de li sardarelli che fa gli l’acqua per l’inzù, Petruccio e i Mazzamurelli, l’inverno del ‘44 e le fate della Sibilla, Lu cognatu e le carte e Chi non sa potà le piante non pò taglià le ciammelle, diventano al tempo stesso racconti popolari divertenti e metafore di una realtà attuale, in perenne stato d’emergenza.

La storia è ambientata nel 1944 e negli anni ‘70 e oggi, spaziando però lontano nei racconti, che rappresentano un vero e proprio corpus, assemblabile modularmente di volta in volta: i briganti del ‘700, leggende paesane, partigiani e rifugiati, credenze e superstizioni, riti e magie de le strolleche e le fate de la Sibilla, radicati da secoli nella cultura popolare, danno corpo e forma agli snodi della trama e agli spettri che animano e sconvolgono i sogni e la memoria.

Questo spettacolo, nelle intenzioni dell’autore, porta in scena anche due modi d’intendere progresso e sviluppo: da una parte una visione legata allo sviluppo economico inteso come cemento e opere, soldi e debiti e l’olio che brucia; dall’altra un modo di vivere legato alla fatica, al lavoro, alla campagna, alla reciprocità dei rapporti sociali, ai ritmi delle stagioni.

Per Info
Tel: 3407351972
Mail: lusprufunnu@email.it
Web: www.myspace.com/tamburodilatta