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Giuseppe Di Mauro recita “La morte” da “La vicenda umana di Giacomo Leopardi”-5

Dopo il tramonto definitivo dell’estrema illusione dell’amore la vicenda umana di Giacomo Leopardi si avvia alla conclusione. Il poeta recanatese trascorse gli ultimi anni della sua vita ospite del generoso amico napoletano Antonio Ranieri e Giuseppe Di Mauro recita il commovente racconto che questi fece degli ultimi istanti di vita del poeta nel suo libretto “Sette anni di sodalizio con Giacomo Leopardi”, scritto nel 1880 a distanza di oltre quarant’anni dalle vicende rievocate.

“Più leggevo le lettere e i testi meno frequentati di Giacomo e più mi convincevo che quest’uomo amava profondamente la vita, nonostante avesse invocato più volte la morte anche nelle sue poesie. Quando ho potuto leggere i “Sette anni di sodalizio con Giacomo Leopardi” del suo amico Antonio Ranieri ho trovato la conferma definitiva di questa contraddizione tra i suoi ragionamenti teorici e la realtà impellente del suo desiderio di vivere.”

“E infatti chi più di altri ha testimoniato la ricerca della felicità?”

“No, egli la invocava, ma non la voleva, la morte. Dal racconto di Ranieri emerge questo rifiuto nel momento estremo, una irriducibile volontà di credere e di illudersi di non essere di fronte alla fine della sua esperienza terrena, di cercare di affrontarla come se fossero i soliti patimenti, l’asma o i nervi, che andassero bene i soliti rimedi con cui li curava, come se ingannando se stesso potesse ingannare anche la morte.”

“Prestando il tuo corpo al poeta, ci fai conoscere un altro momento molto emozionante”.

“Chissà perchè spesso sono trascurati dei lati così importanti della vita. Quando ebbi l’opportunità di recitarlo a Recanati, l’originalità di questo lavoro piacque molto all’allora presidente del Centro Studi Nazionali Leopardiani Franco Foschi. Nel lungo dialogo che ne seguì, si complimentò per l’approfondita della conoscenza degli scritti leopardiani, che a me era stato necessario e naturale per costruire lo spettacolo, ma che solitamente viene trascurato per recital più tradizionali.”

3 Risposte a “Giuseppe Di Mauro recita “La morte” da “La vicenda umana di Giacomo Leopardi”-5”


  1. 1 matilde avenali Ago 10th, 2012 at 1:07 am

    Dopo gli ascolti a cui ci ha abituati Giuseppe, attraverso lo scrupoloso lavoro fatto riguardo a Leopardi, guidando alla conoscenza del poeta e dell’uomo,sembra intervenire un gran vuoto…
    E’ una percezione sostanziale, che veramente fa sentire la perdita di una così grande sensibilità ed intelligenza e di un grande uomo, insieme alla sua estrema fragilità che ne intesifica il valore.
    Risalta, infine, e prevale la permanenza dell’opera sua, la ricchezza del dono.
    Ugualmente preziosa resta la presenza di cui è capace Giuseppe Di Mauro, nello scavare e portare ad evidenza opere d’arte che sono patrimonio dell’umanità, in ogni loro aspetto e in uno stile di connubio inscindibile tra artista ed opera.
    Grazie infine a LibrisenzaCarta, ad Andrea Bacianini, per aver accolto questo complesso lavoro, che permette , a chi lo volesse, di tornare a rivedere, riascoltare… riaprire una connessione preziosa.

  2. 2 maria grazia boccolini Ago 30th, 2012 at 6:26 pm

    Straordinaria interpretazione dell’ attore Giuseppe di Mauro.
    E’ con meravigliato stupore mi accorgo della grandezza e della
    affascinante sensibilita’ di Giacomo Leopardi.
    Un piccolo uomo di grande talento, incompreso, durante la sua breve esistenza. Ma subito apprezzato ed elevato , meritevolmente,
    nella storia della letteratura Italiana.
    Con grande affetto e stima.
    Maria Grazia Boccolini
    micro cellula della poesia.

  3. 3 giuseppe di mauro Set 5th, 2012 at 8:26 am

    cara Maria Grazia…grazie per la sensibilità con hai colto il sentire del grande Poeta…le tue parole mi aiutano!…nel lungo periodo che ho camminato con Lui…ho cercato di entrare nella sua Anima…di violentarla…anche nel momento della Morte…che poi, in fondo, è la Sorella dell’Amore…però!…credimi!…o se preferisci credi a Cardarelli…quando scrive ad una donna che lo aveva lasciato…”ti porto in me come il mare un tesoro affondato”…la Poesia è come l’amore…è sempre grande per chi la vive…è come un tesoro affondato nel mare…le microcellule appartengono al corpo non all’Anima…e tanto meno alla poesia…raccogli anche tu il mio affetto e la mia stima …e un grande abbraccio…beppe

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