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Discorso della Montagna

Domenica 1 aprile, festività liturgica della domenica delle Palme,  alle ore 18, nella chiesa della Croce di Senigallia l’attore Giuseppe Di Mauro reciterà il “Discorso della Montagna”, accompagnato al flauto traverso dal maestro Mauro Balducci.

Così ne parla l’attore senigalliese: Nel “Discorso della Montagna”, tratto dal Vangelo secondo Matteo, è possibile cogliere la spiritualità più alta che il Cristianesimo abbia saputo esprimere. Nel Vangelo secondo Luca troviamo invece il “Discorso della Pianura”, che tratta più o meno gli stessi argomenti  e che fa pensare che Gesù espose gli stessi temi in più luoghi. Il “Discorso della Montagna” è molto amato dagli attori non solo perché vedono in esso grande spiritualità, ma soprattutto perché interpretare Gesù, dargli la propria voce, è straordinariamente affascinante, è un’esperienza che l’attore vive come unica. Si deve poi tenere presente che il “Discorso della Montagna” ha affascinato anche seguaci di religioni non cristiane. Un esempio per tutti: Mahatma Gandhi, che confessa di non essere riuscito a finire di leggere l’Antico Testamento, ma di avere invece divorato il Nuovo Testamento e di avere grandemente sentito il “Discorso della Montagna”, imparando da esso cos’è la resistenza passiva, dopo aver letto: “Se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu porgigli anche l’altra”. Gandhi diceva anche che il Cristianesimo poteva aggiungere adepti alla sua religione solo facendo leggere e spiegando il “Discorso della Montagna”, nel quale non è difficile vedere il romanzo dei Dieci Comandamenti. Recitare il “Discorso della Montagna”, provoca in me attore un’emozione a dir poco straordinaria. Non a caso Arnoldo Foà, con un certo orgoglio, diceva che la voce più bella era la sua perché aveva dato la voce a Dio.

 

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