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Falluja con Roberta Biagiarelli

FALLUJA – STUDIO

Giovedì 5 maggio – ore 21.15
Ex Sala Cinema Sferisterio
P.zza Mazzini 10 – Macerata

di Francesco Niccolini
con Roberta Biagiarelli
con la collaborazione di Simona Torretta
produzione Babelia&C


Una donna vestita di nero.
La donna racconta di una sera imprecisata di alcuni anni fa. Una sera qualunque di come si vive e si muore a Falluja, Iraq, 50 chilometri da Baghdad.
Un blindato con quattro marines a bordo: una normale azione di pattugliamento. Normale, se non accadesse l’imprevisto che scatena l’incubo, sangue, morte e una notte tragica.
Eppure una notte e un incidente come ne accadono così tanti in Iraq che non merita neanche un articolo di giornale.
È la cronaca tutt’altro che eroica della lunga notte cui sono destinati una donna irachena, cieca, e un soldato americano, costretti ad attraversarla insieme.
Notte scabrosa, livida, surreale, eppure ormai inarrestabile: parole, preghiere, desideri, un tè d’acqua sporca, passioni, ricordi, rimpianti e una quantità di violenza smisurata, a portata di mano di un uomo e di una donna che, in condizioni di vita meno surreali, mai si macchierebbero delle azioni che si troveranno a compiere in questa notte, fino a un epilogo destinato a lasciare – in tutti – molto amaro in bocca.

Ex Sala Cinema Sferisterio
P.zza Mazzini 10 – Macerata
Ingresso gratuito

Alle ore 18.00 presso il Cortile di Palazzo Buonaccorsi Via Don Minzoni 24 a Macerata si terrà una conversazione pomeridiana con Roberta Biagiarelli e Martina Pignatti docente di Scienze per la Pace all’Università di Pisa. Modera l’incontro Giulia Palego, Campagna Palestina Solidarietà Marche. Il programma completo del Festival è disponibile sul sito www.vivafestival.org

Preghiera laica
Da oltre dieci anni mi occupo di un teatro che racconta di storie e geografie: prima Srebrenica, poi Chernobyl e ora Falluja. Incontro le persone di quei luoghi e raccolgo le testimonianze dalla loro viva voce. Mi ci immergo, sto in apnea, poi risalgo in superficie e applico il mio modo di fare e di intendere il teatro, produco informazioni narrative, lo racconto. Là dove i luoghi non posso attraversarli fisicamente li attraverso con l’immaginazione, il teatro per questo è un buon viatico. L’occasione di “andare” a Falluja si è palesata qualche anno fa e mi è stata proposta da Simona Torretta e da Francesco Niccolini. A novembre 2006 siamo stati ad Amman, in Giordania, non potendo entrare in Iraq, abbiamo incontrato una serie di profughi e rifugiati iracheni, anche fallujani, che ci hanno raccontato le loro esperienze di guerra e di soprusi. Nel 2008 al Festival Vicino Lontano ho debuttato nello spettacolo “Canto per Falluja” prodotto dal CSS di Udine. Oggi sento la necessità di provare a dare una continuità a questo racconto perché la disumana e aberrante storia di Falluja non sia dimenticata, per recitarla ancora, come una preghiera laica, per denunciarla e farla passare di bocca in bocca. Francesco Niccolini ha fatto una riscrittura del testo per me in versione monologo. Simona Torretta ci accompagna in questo viaggio, in mezzo ai mali che ci stanno devastando: la disinformazione, la sopraffazione e l’indifferenza, per cercare di capire insieme, nel rito antico del teatro, se in fondo al buio c’è uno spiraglio di luce.

Roberta Biagiarelli

Per info: www.babelia.org

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