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Non aveva la faccia

Sergio Cardinali, “Non aveva la faccia”, Edizioni Creativa, Napoli 2010

“Non aveva la faccia” è l’ultimo romanzo si Sergio Cardinali, nato a Jesi, musicista, insegnate e direttore artistico della scuola musicale “G. B. Pergolesi”, con già due romanzi all’attivo: “Fiori primaverili” e “Le ragazze entrano gratis”.

Il libro verrà presentato sabato 4 dicembre a “Più libri più liberi”, 9^ Fiera nazionale della piccola e media editoria, Roma.

Il romanzo ha le caratteristiche per poter diventare un “romanzo generazionale”. Per i temi trattati, la modalità con cui sono descritti i personaggi e per tutti gli aspetti che accompagnano la narrazione (come l’importanza centrale della musica e la vita degli eterni adolescenti), l’opera è da considerarsi come uno specchio dell’epoca contemporanea.

Mauro Berardi è un musicista che accompagna sul palco e scrive le canzoni per un noto cantante rock. Dopo aver sfiorato il successo personale si accontenta, arrivato alla soglia dei quarantacinque anni, di vivere una vita da artista libero, condivisa soltanto con la sua compagna Sara, con cui vive un rapporto molto contraddittorio.
La sua vita cambia quando, al termine di un suo concerto, incontra Francesco un ragazzo di sedici anni che scoprirà essere suo figlio… un figlio che non sapeva di avere.
Le sue sicurezze di uomo maturo crollano, il passato e in particolare la storia d’amore giovanile con Raffaella, ritornano più vivi che mai.
Mauro “non aveva la faccia” da padre, così gli disse Raffaella prima di comunicargli la decisione di interrompere una gravidanza.

La storia mette in risalto la fragilità umana e la finta sicurezza indossata dai protagonisti. Il racconto parla di rapporti affettivi difficili che lottano e si snodano per assumere la forma di una vera “famiglia”, e soprattutto della difficoltà di un figlio di accettare e corrispondere l’amore di un padre ritrovato dopo sedici anni.
Mauro, da parte sua, dopo un primo momento di difficoltà emotiva, lotterà per conquistarsi la fiducia di suo figlio e per inventarsi quella “faccia da padre” che pensava di non possedere.

PREFAZIONE

Una delle ragioni per cui la narrativa non ha perso attraverso gli anni la sua fascinazione, sta anche nel proporsi periodico di nuovi autori che rivelano un’inattesa maturità del segno e un lavoro di tessitura del racconto capaci di spiazzarti fin dai primi testi di esordio letterario. Scrittori a lungo ingiustamente ignorati dalla renitenza della critica militante e che più di altri pagano il prezzo di un esiguo pubblico di lettori. O che qualche talent-scout decide che non valga la pena di pubblicarli, fino al giorno in cui, grazie al coraggio di una casa editrice minore, acquistano immediata visibilità. A questa categoria appartiene Sergio Cardinali, valente musicista e direttore artistico di una prestigiosa scuola musicale, ma in grado di scrivere anche testi poetici e romanzi con altrettanta capacità. Perché la scrittura ce l’ha nel sangue, è chiaro, visto come le sue pagine riescono a coinvolgere il lettore su un piano di largo fascino. La sua scrittura scorre limpida e fluida come un ritmo continuo, senza indulgere in inutili digressioni, eppure con uno scandaglio sempre vigile ai sentimenti, alle pulsioni, alle inconfessabili pieghe dell’animo umano. Né vanno sottovalutate certe sue concessioni al gusto lirico con cui si sofferma, in maniera delicata ed efficace, nella raffigurazione dei fenomeni naturali o nella descrizione degli scenari che fanno da sfondo alla narrazione.

Dopo “Fiori primaverili” e “Le ragazze entrano gratis”, a soli due anni di distanza, ecco che Sergio Cardinali torna in libreria con questo romanzo generazionale, e insieme di formazione. Un’opera di forte impatto emotivo e sentimentale, i cui veri protagonisti sono la paternità, l’amicizia e l’amore, assieme alle città di Bologna e di Spoleto.

La storia è quella di un musicista rock, dall’adolescenza fino all’età adulta e della sua scelta di sacrificare sull’altare della propria carriera artistica l’amore per Raffaella e la nascita di un figlio. Di una giovane donna che, attraverso il proprio sacrificio e la decisione di mettere comunque al mondo Francesco tenendone nascosta l’esistenza, riuscirà a illuminare a distanza di anni il grigiore della vita del suo ex fidanzato. Raffaella, vittima di una disgrazia, prende congedo anticipatamente da quel mondo in cui viveva rassegnatamente in disparte, proprio nel momento in cui Francesco entra nell’orbita del padre. Ora a Mauro, divenuto nel frattempo un professionista del rock conosciuto con il nome d’arte Sbass, il destino offre una nuova possibilità. Conquistare quel figlio dal fisico gracile e vulnerabile, legato a un sottile e fragile filo esistenziale, ritrovando la strada smarrita nella voluttà di un sogno giovanile.

Gian Paolo Grattarola

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