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L’ebook al Salone del Libro di Torino

LibriSenzaCarta aveva precorso i tempi: già nel novembre del 2006, pochi mesi dopo l’apertura di questo blog, che ha tra i suoi scopi principali proprio quello di promuovere la lettura “senza carta”, organizzammo, grazie alla collaborazione del Centro Sociale Saline di Senigallia, un incontro sui lettori di libri elettronici.

Tra i relatori e più entusiasti sostenitori dei nuovi supporti elettronici, c’era Antonio Tombolini, con l’allora neonata Simplicissimus Book Farm prima azienda in Italia a distribuire i lettori di e-book (e-reader).
Tombolini ci spiegò le caratteristiche dell’e-ink, l’inchiostro elettronico, la tecnologia che sta alla base dei lettori di e-book.

Nei giorni scorsi Antonio Tombolini è stato intervistato da Anna Masera della Stampa al Salone del Libro di Torino.
Pubblichiamo l’intervista video.

Anna Masera del quotidiano La Stampa intervista Antonio Tombolini

2 Risposte a “L’ebook al Salone del Libro di Torino”


  1. 1 dario petrolati Mag 29th, 2010 at 9:06 am

    forse è impreparazione
    può darsi
    forse è anche mancanza di mezzi chiamati euro non so proprio cosa sia questa carenza di serenità che possa dirmi e darmi forse la giusta obiettività per giudicare vedere le file-corse che in tanti fanno per comprare questi gadget elettronici ed in mezzo non per essere cattivo o invidioso ci ficco anche gli e-book

    si è cominciato qualche anno fa quando ancora si vedevano libri accatastati come fossero sacchi di farina o mattoni pronti per edificare

    ora basta parlare di velocità fografare leggere specchiarsi da tokio a roma qualsiasi sia il prezzo e subito basta fare pubblicità
    che subito anche se siamo in crisi a livello mondiale chè il capitale grezzo ormai ha vinto la sua guerra tutti ed i più giovani arrivano per primi mostrano luccicanti “oggetti” anche doppioni o triploni
    no è che io sono sorpassato e non mi consola la compagnia di qualche umberto eco nemmeno romantiche menti che provano a ricordare il fascino discreto educato del lapis o degli oggetti che si tenevano per mano singolarmente anche i pennelli ed i colori coi tubetti o i pastelli-
    vero che la velocità è il simbolo di questa civiltà almeno uno dei tanti ma c’è sempre qualcuno che si ferma e pensa ha dubbi e forse più di uno-

    espressioni e solitudini odori di pagine sfogliate suvvia perchè siamo ormai liberi di essere prigionieri di scoperte con nomi che hanno radici dai nomi stranieri-

    era così bella la filosofia concepita e combattuta da menti che anche al buio o in luce accecante arrivava facendoci paura-

    ora è vincente il lucido cavallo di acciaio che brilla e senza sentimenti brucia aria causa duelli con fumi e in nome della libertà nuova giustifica ogni azione.

    “cose”

    dario.

  2. 2 Valeria Giu 3rd, 2010 at 9:28 pm

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