Newsletter

Inserisci il tuo indirizzo email:

Offerto da FeedBurner

LibriSenzaCarta su:

YouTube

Calendario

agosto: 2009
L M M G V S D
« Lug   Set »
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31  

Archivio

Online



Cesare, Fernanda…

questo mese vi riunirà per sempre nella mia memoria.
Il 18 agosto 2009 si è portato via una grande scrittrice: una mente lucidissima, una volontà di diamante, una generosità incommensurabile, un cuore sconfinato. Quel giorno non avevo parole, scrissi. E mi dissi: strano non avere parole per lei che ne ha avute tante, tantissime per i tanti scrittori, poeti e cantautori che ha conosciuto e amato e che anche grazie a lei ho imparato a conoscere ed amare. Seguirono poi per me giorni indicibili, pieni di gioia e di dolore. Una notte sobbalzai dal letto e mi trovai fra le mani quel moderno zibaldone, bello e terribile, che è il “Mestiere di vivere”. Lo lessi avidamente, dalla prima all’ultima pagina, l’ultima davvero, che è già presagio del voluto termine di una vita. “La cosa più segretamente temuta accade sempre. Scrivo: o Tu, abbi pietà. E poi?  Basta un po’ di coraggio. Più il dolore è determinato e preciso, più l’istinto della vita si dibatte, e cade l’idea del suicidio. Sembrava facile, a pensarci. Eppure donnette l’hanno fatto. Ci vuole umiltà, non orgoglio. Tutto questo fa schifo. Non parole. Un gesto. Non scriverò più” 18 agosto 1950. Solo una dolorosa coincidenza, mi dissi. Il mattino seguente diedi un’occhiata alla “Stampa”: 27 agosto 2009. La notte che avevo vegliato sul suo diario era l’anniversario della notte dell’agonia, quella nella quale Cesare Pavese si era disteso su un letto d’albergo tappandosi la bocca con sedici bustine di sonnifero. Per non svegliarsi più. Era il 27 agosto 1950. Sul tavolino accanto al letto era una copia dei “Dialoghi con Leucò” recante sulla prima pagina la frase “Perdono tutti e a tutti chiedo perdono. Va bene? Non fate troppi pettegolezzi”, riecheggiante un passo dell’ultima lettera del poeta russo Vladimir Majakovskij.  Ma il poeta Pavese non c’era già più: testimoni ne sono le poesie trovate nei cassetti dello scrittoio della camera in cui fu trovato morto, fra cui “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi”, dedicate all’attrice Constance Dowling e datate marzo-aprile 1950, che sono il vero epicedio della sua vita. Furono molti a piangere la sua morte: fra gli altri l’ “allegro” Italo Calvino, l’amico scrittore Davide Lajolo, il critico e poeta Carlo Muscetta. E fra le donne amate?  Nulla forse Costance Dowling, poco la pasionaria Tina Pizzardo, molto certo la scrittrice Bianca Garufi. Proprio su quella copia dei “Dialoghi con Leucò” era una dedica del novembre 1947 a Bianca, ma è il frontespizio di un altro libro, “Feria d’agosto”, a dirci a chi ancora Cesare Pavese spezzò il cuore quella notte fra il 26 e il 27 agosto 1950. Era Fernanda Pivano. Il 26 luglio 1940,  dieci anni e un mese prima del suo suicidio, Cesare Pavese le aveva chiesto per la prima volta di sposarlo. La giovane ventitreenne aveva rifiutato, ma non gli aveva negato l’amicizia. Anche per lei Cesare aveva scritto delle poesie. “Mattino”, “Estate”, “Notturno”: versi bellissimi, Fernanda, che saranno per sempre tuoi.

Tu non sei che una nube dolcissima, bianca
impigliata una notte fra i rami antichi

Di certo anche tu, Fernanda, in questo caldo agosto, ti sei ricordata di Cesare. Ti perdoniamo tutti, Cesare. Anche Fernanda ti aveva perdonato.

9 Risposte a “Cesare, Fernanda…”


  1. 1 DARIO PETROLATI Set 1st, 2009 at 9:05 am

    Buon giorno e grazie Maddamma
    Il bel commovente quadro che hai tratteggiato i nomi le circostanze mi hanno riportato ai miei begli anni sognatori colmi com’ora di tanti ideali e “cose”
    Grazie per la lieve piuma che hai osato nel ricordare come foss’ieri il colmo del dolore per la perdita e la dignità che Cesare sempre ci insegnò
    E quei nomi tutti
    Italo bellissimo sempre
    Gli occhi di Constance
    La fresca giovinezza dell’alunna Fernanda
    e non per ultima la postuma Bianca Garufi

    Righe confessioni intime sigillate dalla terribile

    Commentare il tuo sentire elegante-commosso mi fa provare -rinnovare la irrimediabile perdita nel silenzioso dopo guerra cui sarebbe sciocco e pretenzioso aggiungere parole anche inutili.
    Grazie Maddamma
    perdonami la confidenza.

    Con stima pure,
    dario.

  2. 2 Antonio Maddamma Set 1st, 2009 at 9:23 am

    Prego Dario,
    e grazie della stima. Chiamami pure Antonio…

  3. 3 Valeria Bellagamba Set 1st, 2009 at 2:53 pm

    Complimenti Antonio.
    Davvero una toccante testimonianza…

  4. 4 DARIO PETROLATI Set 3rd, 2009 at 10:25 am

    Sarà per caso o per fortuna-
    In questi giorni i ragazzi del Maldura fanno quasi la fila per chiedere a prestito i libri di Pavese che noi teniamo nella nostra biblioteca-
    Dalla Casa in Collina a Dialoghi con Leucò-Verrà la morte ed avrà i tuoi occhi-ogni possibile libro di Pavese pare abbia preso la corsa verso un conoscere per sapere e confrontare gli scritti dei nostri intellettuali che credettero in un futuro diverso e moralmente sopportato da una libertà di pensiero sempre sognata in contrasto all’allora insopportabile regime.
    Sono fatti piccoli e grandi coincidenze che recano gioia anche a chi crede nella cultura che sempre vince.
    Ho creduto opportuno tenervi informati.
    cordialità.
    dario.

  5. 5 matilde Set 24th, 2009 at 11:29 am

    Che cosa così tanto colpisce, di questo tuo articolo, Antonio? L’incrocio tra evento personale e storia.
    E’ veramente prezioso farne motivo di pratica e di testimonianza. Tutto prende rilievo, una trama si srotola sotto gli occhi di chi legge, e la partecipazione intensa di chi scrive del suo leggere alimenta una uguale intensità in chi ti ascolta.
    Ecco cosa accade ed appare: la lettura diventa ascolto, interrogazione, ed anche stupore per ciò che muove nell’attivarsi di una speciale attenzione alla realtà, alla presenza.
    Sia l’incontro che la testimonianza, sia la condivisione che la differenza, sia la comunione che l’irriducibile alterità, tutto diventa vivo ed interamente contemporaneo.
    Molto spesso i destini sono ridotti alla fatalità.
    Anche sicuramente, ma non solo questo è il reale della vita. E’ piuttosto la lettura, come la vita, un cammino di identità.
    Leggere non è senza conseguenze, a meno di non assumere la misura più consumistica e di superficie di un gesto e di un’azione comunque intenzionale.
    Leggere è una “esperienza”.
    Il tuo “vegliare” su una storia “altra”, che ha nutrito anche la tua come pure quella di tanti altri ed altre, è la chiave che apre all’azione, o meglio all’interazione con un testo e che ne produce la sua più elevata significazione.
    E’ questo insieme che trasforma, a mio avviso, le coincidenze in una piena contemporaneità. Spesso accade che coincidenze come quelle da te raccontate passino inosservate, ed in ogni caso è un pò come perdere il filo, appunto, di una storia. Ed anche, come tu testimoni, il filo di un amore.
    Mi chiedo cosa sarebbe la realtà come esito di una lettura capace dell’universale.
    Grazie Antonio, con affetto.
    Matilde

  6. 6 Antonio Maddamma Set 24th, 2009 at 3:01 pm

    Grazie a te per il commento, Matilde. Ricambio di cuore il tuo affetto.

  7. 7 sonia Set 24th, 2009 at 4:27 pm

    Credevo di essere sola a notare le “coincidenze”, a riprendere in mano i vecchi libri di Pavese, di Lajolo, di Fernanda Pivano, a rileggere lettere e diario emozionandomi come la prima volta. Mi sono ritrovata, alle cinque del
    mattino con le lacrime agli occhi, pensando di essere sola
    e di essere anche una sciocca sentimentale. Evidentemente
    mi sbagliavo. Sonia

  8. 8 Valeria Bellagamba Set 24th, 2009 at 5:06 pm

    Grazie Sonia, per la toccante testimonianza…

  9. 9 giuseppe di mauro Dic 13th, 2011 at 4:27 pm

    …Caro Antonio,amo molto Pavese e mi sono commosso…ricordi!,quando passeggiando, parlammo di Vladmir e di Cesare…del non fare pettegolezzi …la morte non li vuole…so prattutto se te la dai…e poi le sue telefonate prima di suicidarsi…anche a Fernanda…e la risposta cattiva della ragazza della sala gai…Lui scrive:”bisogna fermare una donna e parlarle e deciderla a vivere insieme,altrimenti uno parla da solo”…sai,Antonio!…l’ho semmpre considerato il Poeta piu’ solo della mia vita…e’ stato cosi’ anche all’albergo Italia… grazie!..davvero grazie…giuseppe

Lascia un commento