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Amleto e Francesco Maria I Della Rovere

Articolo già pubblicato su “L’Eco” di febbraio

Tiziano: Francesco Maria I Della Rovere

Per il duca di Urbino nato a Senigallia nel 1490, Francesco Maria I della Rovere, personalmente siamo stati sempre incerti su dove stesse il giusto mezzo tra i giudizi elogiativi, quali quello di Baldassarre Castiglione che nel Cortegiano lo definisce raro et excellente signore rinascimentale, e le valutazioni critiche come quella di Pompeo Litta: era siccome gli altri di sua casa, sùbito all’ira, orgoglioso, vendicativo.
Quali che siano stati le sue virtù e/o difetti, grande risonanza ebbe certamente la sua morte. A Venezia era stato insignito del supremo comando dell’esercito con il quale la lega stipulata dalla Serenissima con Carlo V e il Papa intendeva fronteggiare il pericolo rappresentato dai Turchi. Francesco Maria, mentre attendeva ai preparativi militari, cominciò ad avvisare dei malori, che lo indussero a farsi portare a Pesaro, dove morì il 20 ottobre del 1538.

Era facile, in quei tempi, ipotizzare che si trattasse di morte da avvelenamento e vasta eco ebbe il processo che mandò a morte un barbiere: egli avrebbe avvelenato il duca versandogli veleno in un orecchio. Si fecero anche i nomi di due possibili mandanti: Cesare Fregoso e Luigi Alessandro Gonzaga. Gli strali continuarono ad appuntarsi soprattutto sul Gonzaga, anche dopo il processo dal quale era risultato innocente.
Secondo vari studiosi nella stesura dell’Amleto teatrale questa storia roveresca era presente al tragediografo, tradizionalmente indicato come lo Shakespeare nato a Stratford nel 1564.

Shakespeare

Nei secoli molti hanno sostenuto che l’autore di tutte le opere a lui attribuite sia di necessità da identificarsi in un personaggio che per educazione (il che voleva dire anche per nascita) fosse dotato di una cultura ampia e profonda e dell’esperienza diretta dei luoghi nei quali i drammi sono ambientati, Venezia in primis.
Ci sembrano ben motivate le argomentazioni di chi pensa che a scrivere le suddette opere sia stato Edward De Vere, 17° conte di Oxford, vissuto alla corte di Elisabetta I d’Inghilterra, uomo di vasta cultura e di molti viaggi.

Nell’intreccio del dramma, una compagnia di teatranti venuti a corte è pregata da Amleto di recitare La morte di Gonzago; questo personaggio, mentre dorme, viene avvelenato con un tossico versatogli in un orecchio. Esiste un collegamento con la morte del duca urbinate?
In realtà l’opera sembra disseminata di tracce che deporrebbero a favore di questa ipotesi, quali il nome Gonzago (numerosi i rapporti tra il nostro duca e i Gonzaga di Mantova), l’affermazione di Amleto secondo cui la storia dell’avvelenamento esiste, scritta in purissimo italiano.
Non ci risulta sia stato finora individuato un ulteriore elemento, che in questo àmbito avrebbe un peso maggiore. Nella rappresentazione voluta da Amleto, Gonzago, prima di essere avvelenato, conversando amorevolmente con la regina sua moglie indica da quanto tempo sono sposati: circa trenta anni. Più che una indicazione a noi sembra una insistita precisazione: in linguaggio colto e fiorito è detto che trenta volte il carro del Sole è girato sopra i mari e la terra, trenta dozzine di viaggi ha fatto la Luna (Atto III). A Francesco Maria era stata data per moglie Eleonora Gonzaga nel 1505, ma il matrimonio era stato stipulato per procura vista l’età giovanissima dei due. Gli sponsali invece avvennero a Mantova nell’agosto del 1509 e a questo secondo momento è rapportabile l’inizio della loro vita coniugale. Il duca morì dopo oltre 29 anni rispetto a tale data.

La durata del loro matrimonio corrisponde a quella dei genitori di Amleto nonché di Gonzago? In caso affermativo questo sarebbe un altro elemento che ricondurrebbe a Francesco Maria, la cui morte pertanto verrebbe ricordata sui palcoscenici di tutto il mondo.

Risorse in rete:
Francesco Maria I Della Rovere su Wikipedia
La tragedia dell’Amleto su Wikipedia
Il testo integrale dell’Amleto su Liber Liber

3 Risposte a “Amleto e Francesco Maria I Della Rovere”


  1. 1 noemi magri Feb 26th, 2008 at 8:07 pm

    Complimenti per il blog.
    A proposito dell’articolo ‘Amleto e Francesco Maria I della Rovere’, tengo a far presente che la profonda conoscenza della storia Roveresca del Dott. Flavio e della Prof. Gabriela Solazzi ha contribuito a fare luce su un punto controverso nell’atto III, sc. ii dell’ Amleto.

    Si tratta della durata, nella storia, del matrimonio fra Francesco Maria I e Eleonora Gonzaga (29/30 anni) e della durata del matrimonio del Re e della Regina (identificati in modo sorprendente – e non spiegato dai commentatori – come ‘Duca’ e ‘Duchessa’ nel primo in-quarto del 1603) nella rappresentazione tenutasi presso la corte del principe Amleto: il numero di anni è lo stesso – 30.

    I commentatori della tragedia fanno sì riferimento al modo in cui l’assassinio di Francesco Maria fu ordito (il veleno), ma nessuno ha prima d’ora chiarito il problema dei 30 anni di matrimonio e spiegano quei versi, per la verità enfatici, come una perifrasi di abbellimento poetico.

    Quindi si deve riconoscere ai Dott.i Solazzi il merito della precisazione di un fatto così rilevante per la esegesi della tragedia.
    Si tratta anche di una ulteriore prova a favore della attribuzione delle opere Shakespeariane a Edward De Vere 17° Conte di Oxford.
    ‘William Shakespeare’ o ‘Shake-speare’ (il trattino è oltremodo significativo) è lo pseudonimo di cui si è servito il Conte per la pubblicazione dei suoi due poemetti, Venere e Adone e Lucrezia, in seguito, tale pseudonimo fu usato dagli editori contemporanei per la pubblicazione dei suoi drammi e sonetti.’

    Questo è, più o meno. quanto avevo scritto. Vorrei aggiungere che, anche se l’articolo è già uscito su ‘L’Eco’ sarebbe una bella cosa se in un futuro non troppo lontano fosse pubblicato anche su una rivista letteraria.
    Come sapete, ‘The Murder of Gonzago’ sarà uno dei miei prossimi lavori e naturalmente citerò il vostro articolo come una delle mie fonti principali.

    Leggere la vostra ricerca è stata per me una gioia della mente.

    Vi saluto con affetto,

    Noemi

  2. 2 DARIO PETROLATI Gen 16th, 2009 at 7:00 am

    La piccola grande intrigante storia appena terminata di leggere e giù a pensare mi ha fatto sentire in colpa.
    IO sempre tanto curioso ficcanaso mi sono fatto sfuggire sto fatto chissà perchè.
    Forse distratto prevenuto
    chissà
    comunque i più vivi sempre complimenti
    per la vostra pulita ricerca storica
    dario

  1. 1 Who’s Gonzago? | Wormwood Scrubs Pingback su Mag 27th, 2014 at 5:00 pm

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