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Milk and honey to Santiago / XXV

Milk and honey to Santiago

di Sara Moneta Caglio

 

XXV.

32, Brunswick road

 

 
Questo è l’indirizzo del mio nuovo destino, che inizia in una disorganizzazione degna solo di chi ha scombussolato tutti i piani. Non è così facile per una donna ricominciare da qui, iniziare una vita di condivisioni, di suddivisioni di incarichi, di comunità, in una comunità così stravagante.
Questa casa è come un albergo. Tutti entrano, escono, tornano e le ore passano, i giorni, le notti, tutti liberi di fare ciò che vogliono, tutti senza vincoli, tutti stranamente sorridenti, tutti completamente padroni di se stessi, così giovani, ma così sicuri della loro esistenza. Non si formalizzano davanti a niente, non si imbarazzano di vestire la mattina, davanti a me, strane lunghe vestaglie di velluto, da dove posso intravedere strette calzamaglie nere che intuisco sia una sorta di pigiama. Sono tutti ragazzi bellissimi, non ce n’è uno che sia sbagliato, in qualche parte del corpo, è così genuino il loro fascino, non importa la mia età a loro, non importa a nessuno qui, non importa a Samuel e non importa più nemmeno a me. Si vive di relazioni incondizionate, di incontri senza tempo, senza barriere, senza falsità, ognuno è libero di essere quel che è.
Ciò non toglie che per me è una nuova vita a cui mi devo abituare, non capisco niente, non capisco una parola di come parlano, vorrei dire tante cose, vorrei mostrare il mio carattere, la mia ironia, quella che mi aiuterebbe in questa situazione cosi nuova, ma non posso, ho la lingua completamente paralizzata tra i denti e ogni frase che provo ad articolare risulta assolutamente ridicola, fuori luogo e senza senso. Allora imparo a rilassarmi in questa condizione ricordando che a volte non servono molte parole, lo avevo imparato a Santiago, con un sorriso posso comunicare ogni mia sfumatura e loro, i miei nuovi amici, possono interpretare le mie buone intenzioni.
Quale è la prima mossa che posso fare per cominciare a vivere la mia nuova vita?
Come si ricomincia a vivere?
Come si inizia tutto da capo?
Credo che mi concederò del tempo per liberarmi da tutto questo chiedere e sciogliermi da ogni tensione, da ogni preoccupazione. Devo solamente fare il primo passo e quando sarò pronta lo farò, senza fretta, senza ansia, ma con la consapevolezza che, per un po’, posso permettermela questa dolce ricerca di sintonia con me stessa.
La mattina mi lascio svegliare dal cinguettio di uccellini che hanno casa qui, negli alti alberi che fanno ombra sulla mia finestra con le loro fronde.
Ci sono decine di scoiattoli, si rincorrono e giocano nel prato. Li osservo.
Non faccio rumore al di là della mia finestra, non li spavento, non li disturbo, loro non mi vedono e io non smetterò mai di vederli, perché non darò mai più per scontate tutte quelle piccole apparizioni, quei piccoli segni che sfumano la vita, che la rendono, anche nei momenti più difficili, una poesia che addolcisce l’animo.

(Milk and honey to Santiago, capitolo XXV,continua nel capitolo XXVI)

 

 

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