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Seconda origine di Manuel de Pedrolo

Seconda origine di Manuel de Pedrolo

di Piergiorgio Zucconi

In tutta sincerità posso dire di essermi avvicinato a questo romanzo con una certa perplessità: un romanzo di fantascienza, di un autore (per me sconosciuto) catalano…
Dalle prime pagine, piano piano, ci si appassiona alla storia: Alba, una ragazza bianca di quattordici anni e Didac, un ragazzino di colore di nove, formano una coppia stranamente assortita dalle circostanze (alieni che distruggono il pianeta per, in futuro, colonizzarlo) che, caparbiamente, con una determinazione inizialmente inconscia, si fanno carico del difficile compito di ripopolare la terra e di salvarne la cultura.
È un romanzo “diverso” dal genere di fantascienza al quale siamo abituati: lontano dagli autori anglosassoni e statunitensi come Dick, Asimov, Shekley, Silveberg, Adams, Pohl, Hoyle; infatti mostra una maggiore sintonia con gli scritti di autori mediterranei come Curtoni, Montanari, Aldani, Brussolo.
Qui gli alieni sono appena accennati, la loro presenza è come “sfocata”, a parte l’incontro con uno di loro che viene prontamente ucciso e sotterrato dalla protagonista femminile.
Interessante la struttura utilizzata: una sorta di diario, con paragrafi brevi, come una sceneggiatura di un film dove episodi concatenati strutturano la trama.
I protagonisti riescono a superare lo shock di un mondo dove quasi tutti gli esseri umani e gli animali mammiferi terrestri sono sterminati: pensano soprattutto a sopravvivere, senza regredire, cercando di mantenere una sorta di normalità, pensando più al futuro che a quanto è successo agli abitanti del pianeta.
Li vediamo intenti a coltivare la terra per procurarsi il cibo, allevare galline, raccogliere libri per ordinarli in un locale adibito a biblioteca di fortuna, poi, dopo l’incontro con l’alieno, avventurarsi per mare alla ricerca di altri eventuali sopravissuti: una specie di pellegrinaggio che, pur mostrando loro una realtà apocalittica, non li scoraggia, ma li rende ancora più determinati nella loro missione.
Apprezzeranno così le bellezze naturali, rimaste intatte, e scopriranno l’amore fino a generare Mar, il loro figlio.
Il finale, inaspettato, lascia comunque nel lettore un sentimento di serenità, facendo intuire che i protagonisti saranno in grado di proseguire nel loro difficile compito.
Manuel de Pedrolo ha definito il suo romanzo «un canto dedicato alla vita e alla speranza».
Unico romanzo a tema fantascientifico dell’autore, ben tradotto in italiano da Patrizio Rigobon, autore anche dell’introduzione, viene considerato il romanzo catalano più diffuso di tutti i tempi: tradotto in molte lingue, arriva in Italia solo trentasette anni dopo la sua prima pubblicazione.
Che il motivo vada ricercato nel fatto che per il 2012 è prevista la versione cinematografica in un lungometraggio 3D diretto da Bigas Luna?

  • Manuel de Pedrolo, Seconda origine, Edizioni Atmosphere Libri, Roma, 2011, 176 pagine, Euro 15,00

Approfondimenti:

Manuel de Pedrolo – Wikipedia (inglese)

Fantascienza – Wikipedia (italiano)

1 Risposta a “Seconda origine di Manuel de Pedrolo”


  1. 1 matilde avenali Gen 20th, 2012 at 1:08 pm

    Sopravvivere ad una vita alienata può rendere molto più vivi di quando si crede di esserlo. Sicuramente più attivamenti presenti alla realtà di sè e del mondo circostante, con attenzione al soccorso che viene da madre natura, al suo valore, all’importanza di una relazione rispettosa piuttosto che utilitaristica e colonialista.
    Quante cose questo libro fa pensare… quante cose, già dal tuo prezioso commento di presentazione, che traccia una direzione di senso. Mi viene da dire che forse il 2012 è anche l’anno dei Maya, ma soprattutto l’anno di una condizione sempre più stringente per l’umanità. Neanch’io pratico la lettura di fantascienza se non raramente. Ma tendo a considerare non solo che non è da sottovalutare, ma da apprezzare, quando è di qualità e sa far emergere la specifica competenza di porre uno sguardo che la sa lunga, che vede oltre, a partire da una posizione di estraneità al mondo reale per immettere una visione del cambiamento che in altre forme della letteratura non sarebbe possibile realizzare.
    Tranne, forse, la poesia? Se ed in quanto consapevole dimensione d’ispirazione… e d’intenti…

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