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Anastasi a Senigallia: la prefazione

[Prefazione al libro Giovanni Anastasi a Senigallia, di Flavio Solazzi, Gabriela Solazzi ed Antonio Maddamma, edito da LibriSenzaCarta.it (2006). Scaricalo qui in formato PDF, 48 pagine, 637 KB]

Mia moglie Gabriela ed io siamo stati fortunati; le nostre rispettive famiglie ci hanno portato fin da bambini per musei, e la consuetudine con l’Arte e la Musica fa parte della nostra struttura. Abbiamo presto appreso che non di necessità i grandi autori erano i nostri preferiti: lo sguardo birichino di un personaggio, l’aggettare di un fiore, l’impennarsi di un cavallo in un dipinto non celeberrimo potevano attrarci più della perfezione raffaellesca.Abituati alla compagnia di un angioletto birichino che ad un estatico Apostolo porge le insegne del martirio, abbiamo avuto un fremito quando l’amore per i due suddetti amici ci ha fatto riconoscere, nella pinacoteca diocesana di Senigallia, tanti fratelli dell’angioletto in una tela dell’Anastasi. Ci siamo sorpresi che il pittore Senigalliese fosse pressoché ignoto anche tra i concittadini più colti, e ci siamo sentiti investiti del dovere di dissotterrarlo dall’indebito oblio. Ma quando si ama si vuole conoscere di più sulla persona amata, andare oltre a quello che gli altri ne hanno scritto.

È per amore che Gabriela ha identificato dei mastini sotto gli stemmi comitali in quelle cassapanche Mastai fino ad allora catalogate come “Arte Marchigiana”, e sulle quali generazioni di senigalliesi incuranti si erano sedute; che abbiamo sentito che le due Adorazioni di Scapezzano erano del nostro pittore e non di un copista; che nella Chiesa della Maddalena, tanto citata e frequentata per i della Rovere, i Mastai e i Fagnani, oltre la grata del coro, quasi a richiedere aiuto, occhieggiava una tela del nostro, forse la sua più importante, là dimenticata dagli anni del dopoguerra.

È non certo per fare i Soloni al momento degli infiocchettamenti che abbiamo dedicato intensamente oltre due anni della nostra vita ad approfondire le scarse notizie sul vissuto dell’Anastasi, della sua famiglia, della sua vita e persino della sua abitazione senigalliese, nonché sui rapporti con i Baviera e i Mastai e la Confraternita della Croce e del SS. Sacramento.

Ed è per amore verso il nostro pittore e verso i nostri concittadini e come incitamento per i giovani che ci hanno aiutato a formulare questo blog, che ad esso abbiamo affidato queste ricerche, perché non finissero in quella specie di “blob” che si è verificato a Palazzo Mastai.

[Prefazione al libro Giovanni Anastasi a Senigallia, di Flavio Solazzi, Gabriela Solazzi ed Antonio Maddamma, edito da LibriSenzaCarta.it (2006). Scaricalo qui in formato PDF, 48 pagine, 637 KB]

Flavio e Gabriela Solazzi
Giovanni Anastasi a Senigallia

Giovanni Anastasi - Il Santone
Scarica gratis il libro

2 Risposte a “Anastasi a Senigallia: la prefazione”


  1. 1 don Giuseppe Bartera Lug 5th, 2006 at 7:35 pm

    Complimenti per questa meravigliosa iniziativa……… vi auguro un proficuo lavoro.
    Sarei contento di essere aggiornato sulle vostre iniziative.
    Un augurio sincero
    don Giuseppe

  1. 1 Giovanni Anastasi e le committenze del Comune di Senigallia at LibriSenzaCarta Pingback su Giu 24th, 2008 at 1:20 pm

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