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La primavera di Gordon Copperny Jr (di Matteo Cellini)

Domenica 25 giugno alle ore 21.30 presso la libreria IoBook di Senigallia lo scrittore Matteo Cellini dialogherà con Andrea Bacianini sul suo ultimo romanzo “La primavera di Gordon Copperny jr” (Bompiani, 2016). Di seguito la presentazione nella bandella del libro.

Gordon Copperny jr a undici anni è l’erede di una dinastia di costruttori di attaccapanni: uomini a loro modo geniali e grandi affaristi, ma così avidi e gretti da provare interesse solo per il loro lavoro. Lui è diverso. E proprio per questo si è fatalmente allontanato dal padre che non ha tempo e sguardi per lui. Così, quando nel corso di una rapina viene preso come ostaggio da due bruti, legge nell’accaduto un’occasione imperdibile per andar via di casa, complice il signor McCboom, un venditore di tagliaerba strapazzato dalla vita che passava di lì per caso e ha deciso di proteggerlo. La strana coppia, giocati almeno per il momento i rapinatori, parte per un viaggio su una Plymouth dal fiato corto: per Gordon è una vacanza insperata, per McCboom l’ennesima fuga da sé – almeno finché l’affetto del bambino e la sua bizzarra sensibilità non lo costringeranno a fare i conti con troppe faccende lasciate in sospeso. È per tutti e due l’avventura di una vita, finché non bisogna invertire la rotta e tornare a patteggiare con la realtà. Dopo la storia fuori misura di “Cate, io” Matteo Cellini ci porta sulla strada, sotto cieli grandi, attraverso città fatte di mille luci, per raccontare un ragazzino che sa perdonare e un vecchio che non sa perdonarsi uniti per qualche giorno da una stravaganza del destino.

Matteo Cellini è nato a Urbino nel 1978, vive a Urbania e insegna Lettere nella Scuola Secondaria di Primo Grado. Il suo primo romanzo, “Cate, io” (Fazi, 2013), ha vinto il Premio Campiello Opera Prima ed è stato selezionato tra i primi 12 libri nella fase finale del Premio Strega.

Dei complotti o delle congiunzioni astrali

“Dice adunque che, al primo parlar che si fece di peste, don Ferrante fu uno de’ più risoluti a negarla, e che sostenne costantemente fino all’ultimo, quell’opinione; non già con ischiamazzi, come il popolo; ma con ragionamenti, ai quali nessuno potrà dire almeno che mancasse la concatenazione”. (Alessandro Manzoni, I Promessi Sposi)

L’insicurezza è un segno dei nostri tempi. Travolti da un vortice di continui cambiamenti, in un mondo dove sembrano perduti tutti i punti di riferimento, vaghiamo sperduti tra sgomento e paura. Le crisi economiche che hanno sconvolto le nostre vite, e ancora le sconvolgeranno, cambiando profondamente il lavoro se non addirittura cancellandolo. La fine delle ideologie storiche e la crisi della politica. La società liquida ancora più evanescente. Il relativismo culturale per cui è bello ciò che piace e non più ciò che è bello. Tutto congiura per lasciarci nell’incertezza. Dubitiamo di tutto, di un dubbio insano impregnato di angosciante diffidenza. E mentre vaghiamo nella nebbia, nuove forme di ignoranza si fanno strada con violenza. Cacce alle streghe e grida agli untori tornano a levarsi dal popolo, evocando tempi oscuri, come mai ci saremmo immaginati. Non solo, raffinate elucubrazioni, fondate sul nulla, hanno la presunzione di scardinare conquiste del sapere che davamo per scontate, ottenute dopo secoli di studi e di lotte epocali. Un mondo che sembra piombare in una sorta di neo Medioevo, dove al pensiero ponderato e razionale si sovrappone un’emotività isterica e distruttiva. Un vortice pericoloso al quale sembra impossibile sfuggire.

In questo clima irrazionale in preda alla sfiducia, prendono campo iperboliche teorie del complotto, in cui parole come logica, verosimiglianza, coerenza e sensatezza non hanno più alcun valore. Non si tratta solo di un male dei nostri tempi, corsi e ricorsi storici ci avvertono che periodicamente gli esseri umani impazziscono, vanno fuori di senno, fino ad arrivare all’autodistruzione. Forse non siamo ancora arrivati a questo punto, ma alcuni segnali preoccupanti già ci sono.

La diffusione dell’ignoranza alimenta le teorie del complotto, ma anche una cultura malintesa, che si nutre di equivoci e massimalismi, conduce allo stesso risultato. Si ammette tutto e il contrario di tutto e si finisce per sposare, spesso in modo cieco e fideistico, idee assurde. È una realtà che ci appartiene e che è stata diffusamente ed efficacemente raccontata in letteratura, in epoche e in contesti differenti. Alcuni di questi racconti appaiono straordinariamente attuali.

Don Ferrante, I Promessi Sposi

(… continua a leggere ‘Dei complotti o delle congiunzioni astrali’)

Le storie luminose e amare di Edna O’Brien

“Oggetto d’amore”, di Edna O’Brien (Einaudi 2016, pp. 376, € 18,50)

di Alessandro Cartoni

 

Sono racconti struggenti, pezzi di autobiografia, ma anche meravigliose short stories questi testi brevi raccolti nel titolo “Oggetto d’amore” di Edna O’ Brien che Einaudi ha da poco selezionato da quarant’anni di attività della scrittrice irlandese. Tutti più o meno conosciuti dal pubblico italiano, ma riproposti nella nuova traduzione di Giovanna Granato. Un piccolo tesoro da compulsare con attenzione e fervore sia per le caratteristiche tecniche della narrazione sia per i luoghi e temi affrontati che ci riportano all’Irlanda degli anni ‘50 e ’60 in piccole comunità di provincia, sotto l’occhio vigile e ossessivo della chiesa cattolica, in ambienti di campagna dove la miseria e la violenza, fisica, psicologica, sociale, rimangono gli elementi costanti. Protagoniste sempre e comunque donne che cercano di farcela, di sfuggire ad un’atmosfera asfissiante, ad un amore finito, oppure che credono in nuovi amori e che tentano di uscire dal ghetto del loro ambiente, del villaggio, della scuola, del collegio.

Quando il vento ruggisce, quando i ganci delle persiane sbatacchiano, quando anche i vetri delle finestre sembrano rabbrividire, allora vento e mare si mischiano, allora i cani cominciano a ululare e la tempesta in arrivo ha un sentore soprannaturale. Che cosa fai, che cosa fa una delle tante signore Reinhardt? Allunghi la mano verso il viso che hai di fronte, che ami, che odi, che temi, che ti ha tradito, che conosci a metà, che desideri toccare e avere di nuovo con te, almeno per la durata di una notte di vento. E la mattina chissà. Tanto non si sa comunque.

La narrazione a focalizzazione interna procede spesso per densi monologhi interiori dove immagini, affetti e ricordi si mescolano in un crescendo emotivo, a volte però la densa continuità del vissuto è interrotta da brevi dialoghi folgoranti, pieni di vita, grotteschi, colmi di realismo. Anche il sesso è presente come una ossessione, ovunque, nascosto, vissuto in modo trasgressivo oppure dirompente.  Ogni racconto è una specie di immersione in un ambiente sociale visto dal di dentro di una individualità angosciata, ansiosa, innamorata, in fuga, oppure disperata. (… continua a leggere ‘Le storie luminose e amare di Edna O’Brien’)

Chi mi ha ucciso? Di Giancarlo Trapanese

Al Teatro La Vittoria di Ostra andrà in scena domenica 7 maggio “Chi mi ha ucciso?“, opera teatrale tratta dall’ultimo romanzo di Giancarlo Trapanese.

Giornalista della TgR Marche e scrittore anconetano, Giancarlo Trapanese da anni scrive romanzi su temi di attualità e cronaca nera. “Chi mi ha ucciso?” (Italic-Pequod) è il suo ultimo romanzo.

Diciannove personaggi, uomini e donne, di età e provenienza diverse, si ritrovano in una misteriosa villa settecentesca, situata in un luogo indefinito; sono stati invitati a trascorrervi un breve soggiorno da un chimerico personaggio: “L’Autore”. Nessuno di loro è riuscito a rifiutare l’invito, pur non conoscendone il motivo. Ma prima della cena rivelatrice di verità annunciate, in un clima ai confini della realtà, un delitto oscuro sconvolge le esistenze di tutti e provoca drammatici interrogativi. Saranno il maresciallo Luigi Braschi e il suo amico giornalista Giorgio Catanese a condurre le indagini, mentre gli altri personaggi intrecciano trame d’amore e di risentimento: una lotta per la verità, che porta alla consapevolezza dell’inconsistenza e della mancanza di senso di ogni rigida distinzione tra realtà e irrealtà, e in generale tra piani dimensionali diversi (la villa stessa sembra essere una sorta di “stargate” tra universi paralleli).

L’adattamento teatrale è a cura della compagnia “Teatro del Sorriso”. Una commedia in 3 atti, per la regia di Giampiero Piantadosi.

Dopo il debutto al Teatro Sperimentale di Ancona, l’opera va in scena al Teatro La Vittoria di Ostra, domenica 7 maggio alle 17.30.

Vivere con, la festa delle Consulte di Senigallia

Venerdì 28 aprile, alle 21.00, al Teatro La Fenice di Senigallia si terrà “Vivere Con“, l’evento che riunirà tutte insieme le sei Consulte Comunali di Senigallia.

Le stesse Consulte hanno intanto individuato, ciascuna al proprio interno, i progetti che le rappresenteranno nel corso della serata, e dei quali verranno raccontati dai diretti responsabili gli aspetti salienti e le motivazioni dalle quali si sono sviluppate: la Consulta della Cultura presieduta da Remo Morpurgo presenterà la festa della scienza “Fosforo” organizzata dall’Associazione “Next”, la Consulta dei Gemellaggi e delle Relazioni Europee, della quale è presidente Elisabetta Paolozzi, i trent’anni di gemellaggio delle scuole “Fagnani” e “Mercantini” con Loerrach, la Consulta dei Giovani della presidente Francesca Maria Berardi il progetto “Vivere SANIgallia”, la Consulta degli Immigrati presieduta da Mohamed Malih la “Festa dei Popoli” organizzata dall’Associazione “Migrantes”, la Consulta dello Sport, di cui è presidente Domenico Ubaldi, il progetto “Giochiamo a ping pong” della onlus “La Casa di Omero”, mentre la Consulta del Volontariato della presidente Anna Maria Magi presenterà la Fiaccolata contro la violenza e lo sportello di accoglienza dell’Associazione “Dalla parte delle Donne”.

Sei progetti di indubbio spessore, dunque, con altrettante storie esemplari di cittadinanza attiva e dell’impegno sociale che le associazioni – attraverso le persone che le compongono – svolgono quotidianamente a beneficio della Città.

(… continua a leggere ‘Vivere con, la festa delle Consulte di Senigallia’)

1° Concorso di poesia “Francesco Baldoni”

Le A.C.L.I. di zona Senigallia – Ostra – Corinaldo organizzano il 1° Concorso di Poesia “Francesco Baldoni”.

Il concorso si articola in due sezioni:

1 – Sezione lingua italiano
2 – Sezione dialetto

Sezioni 1 e 2

Ogni partecipante può concorrere a entrambe le sezioni, con una sola poesia per sezione; non sono ammesse opere, edite o inedite, che siano già state premiate ai primi tre posti in altri concorsi.

Scadenza di iscrizione

I lavori dovranno essere inviati entro e non oltre il 30 luglio 2017 (farà fede il timbro postale) a:
Circolo A.C.L.I. “U. Ravetta” – Via Cavallotti, 10 – 60019 Senigallia (AN)

Quota di partecipazione

La quota di partecipazione è di Euro 5,00 per ogni poesia, da inserire nella busta contenente i dati anagrafici.

Modalità di partecipazione

Tutti i lavori dovranno essere spediti in numero di 7 copie dattiloscritte su fogli di carta formato A4.
Sei copie dovranno essere completamente anonime, non dovranno cioè indicare l’autore, essere firmate o recare segni particolari che possano permettere l’identificazione del concorrente, mentre una copia (firmata e sigillata in una busta chiusa indicante all’esterno la sezione alla quale si partecipa) dovrà avere allegato un foglio con le seguenti indicazioni:
• generalità del concorrente (nome, cognome, età, indirizzo, numero telefonico, eventuale e-mail)
• dichiarazione dalla quale risulti che il componimento non è stato premiato ai primi tre posti in altri concorsi e che è di propria esclusiva creazione.
Quest’ultima dovrà essere sigillata in una busta chiusa recante all’esterno la sezione cui si partecipa.
Il plico dovrà quindi contenere le sei copie anonime e una busta con all’interno i dati personali, la dichiarazione, la quota di partecipazione e una copia degli elaborati firmata. Sarà gradito anche il file dell’opera su supporto digitale.
Il materiale inviato non sarà restituito.

Selezione delle opere e premiazione

Una giuria qualificata opererà la selezione dei testi ammessi alla finale.
I nomi dei finalisti saranno resi noti sul sito web www.viveresenigallia.it e comunicati, tramite lettera, ai poeti ammessi alla finale.
La cerimonia di premiazione del concorso, alla quale sono tenuti a partecipare tutti i poeti finalisti, con pubblica lettura dei testi ammessi alla finale e proclamazione dei vincitori, si svolgerà il giorno 9 settembre 2017 alle ore 21.00, presso la sede del circolo A.C.L.I. “U. Ravetta”, Via Cavallotti, 10 – Senigallia (AN).
Ognuna delle due sezioni prevede un premio ai primi tre classificati, consistente in creazioni artistiche del laboratorio Orient Express di Senigallia, ed attestati di segnalazione ai poeti ammessi alla finale, i quali potranno essere ritirati personalmente o tramite un proprio delegato.
I partecipanti accettano, senza condizioni, il regolamento del concorso.
I giudizi della giuria sono insindacabili. Per tutto ciò che non è previsto dal regolamento, le decisioni spettano autonomamente al Presidente della giuria.
La composizione della giuria sarà resa nota una settimana prima della premiazione e comunque successivamente all’individuazione dei finalisti e dei premiati.

Per ulteriori informazioni rivolgersi ad Anna Maria Bernardini (cell. 339/2921061, dal lunedì al venerdì, dalle ore 10.00 alle ore 18.00).

 

Donne, un reading di Amàrantos

Nell’ambito delle iniziative dell’Assessorato Pari Opportunità del Comune di Senigallia per il mese di marzo 2017, “Donne tra le righe”, l’Associazione Interculturale Amàrantos Donne per la Pace organizza il reading musicale “Donne”, con brani tratti dall’omonima raccolta di racconti di Andrea Camilleri. L’evento è in programma per venerdì 31 marzo alle 21.00 all’Auditorium San Rocco di Senigallia, ad ingresso libero, e prevede un vero e proprio spettacolo di musica, letture, danza e fotografia.

Alle letture del gruppo Amàrantos, tratte dal libro di Camilleri, si affiancheranno quelle degli studenti della classe 3^B del Liceo Perticari indirizzo Scienze Umane, guidati dalla professoressa Patrizia Pasquali, che leggeranno poesie di Nazim Hikmet e liriche di Bob Dylan.

Il reading sarà accompagnato dai brani musicali eseguiti dal duo pianistico Miriam Cenerelli – Laura Pesaresi e dalla proiezione di fotografie realizzate sempre dagli studenti della classe 3^B del Liceo Perticari, nell’ambito del laboratorio “L’Occhio Magico” diretto da Vito Maria Carfì.

Tra letture e proiezioni ci sarà anche un momento dedicato alla danza, con l’espressione artistica di Alessia Verdini.

Leggeranno per Amàrantos: Valeria Bellagamba, Lalla Guxiang, Francesco Imparato, Rosaria Leonardi Cenerelli, Mara Marinelli, Lauretta Pelosi, Oriana Petrolati, Fatima Sy, Serafina Violini.

(… continua a leggere ‘Donne, un reading di Amàrantos’)

A proposito di “Le otto montagne” di Paolo Cognetti

“Le otto montagne”, di Paolo Cognetti (Einaudi 2016, pp. 288, € 18.50)

di Alessandro Cartoni

 

Più che una storia familiare o un romanzo di formazione o il percorso di un’amicizia – il modello decarliano di “Due di due” è esplicitamente dichiarato – “Le otto montagne” di Paolo Cognetti appare come la ‘narrazione di una percezione’, la storia del formarsi di una diversa e necessaria lettura del mondo. L’esile plot costituito dallo sviluppo di una amicizia dall’infanzia all’età adulta tra un ragazzino di città e un altro di montagna non deve far dimenticare che il cuore del testo è e rimane la montagna. Cosa appare tra le sue creste? E perché si decide di staccare col mondo che sta in basso? Che cosa si trova o si nasconde nella solitudine delle altezze? Sono queste le domande che il testo spinge a porsi e proprio in questa valenza si potrebbe parlare di romanzo mistico o a dimensione religiosa. Cognetti nel suo blog cita anche Hesse ed è come se da questo riferimento una intera prospettiva romantica sia di fatto attualizzata e riproposta.

Disse: – Non l’hanno mica scelta. Se uno va a stare in alto, è perché in basso non lo lasciano in pace.

– E chi c’è in basso?

– Padroni. Eserciti. Preti. Capireparto.

Tra le virtualità del romanzo c’è anche quella di saper fondere in modo soggettivo la scrittura di paesaggio con l’analisi interiore. Un elemento caratterizzante di questo paesaggio interno/esterno è il bosco, dove appaiono animali e alberi che sono le creature originarie, quelle che indicano all’uomo la via del comportamento e del cammino. Nel bosco, dice Cognetti, (… continua a leggere ‘A proposito di “Le otto montagne” di Paolo Cognetti’)