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Presentazione del volume “Marche d’autore”

In questo fine settimana ricco di eventi per noi e per la libreria IoBook (ricordiamo venerdì 19 luglio l’incontro con Davide Sapienza introdotto da Valeria Bellagamba alle ore 19), si inserisce anche un nuovo appuntamento con la rassegna “Marche tra le righe”: sabato 20 luglio alle ore 21.30 sarà presentato il volume “Marche d’autore“, l’antologia di scrittori marchigiani impreziosita dalla copertina del premio Oscar Dante Ferretti e da 5 disegni di altrettanti maestri del nostro territorio come Enzo Cucchi, Tullio Pericoli, Eliseo Mattiacci, Ubaldo Bartolini e Silvio Craia.

“Marche d’Autore” è un’antologia che racconta le Marche attraverso le opere di 31 tra gli autori marchigiani più conosciuti e significativi, avvalendosi del dialogo tra le parole e le immagini realizzate da grandi artisti marchigiani.

Un libro di grande qualità che esalta la bellezza della nostra Regione

ha dichiarato Moreno Pieroni, assessore regionale alla cultura, alla presentazione al Salone del libro di Torino, dove le Marche erano quest’anno la regione ospite. In quell’occasione il maestro Silvio Craia ha deliziato il pubblico con un live painting.

Il progetto è stato concepito da Jonathan Arpetti e David Miliozzi ed è stato prodotto con la collaborazione della Confesercenti Macerata.

Questi i nomi degli autori: Christina B. Assouad, Andrea Bacianini, Luca Bellezze, Adrian N. Bravi, Valentina Capecci, Cesare Catà, Nuela Celli, Pierluigi Cuccitto, Eliana Enne, Valentino Eugeni, Alessandro Forlani, Matteo Gattafoni, Patrizia Geminiani, Franco Giacoia, Francesco Gradozzi, Roberto Livi, Marco Lombardozzi, Piero Massimo Macchini, Patrisha Mar, Mauro Mogliani, Alessandro Morbidelli, Paolo Pagnini, Alessia Racci Chini, Marco Ricci, Donatella Rosetti, Lucrezia Sarnari, Corinne Savarese, Lucia Tancredi, Alessia Tripaldi, Eleonora Vagnoni, Nicoletta Vallorani.

Insieme ad alcuni degli autori saranno presenti i curatori dell’antologia Jonathan Arpetti e David Miliozzi.

Davide Sapienza torna a Senigallia con Il Geopoeta

Il nostro amico scrittore Davide Sapienza torna a Senigallia per presentare il suo ultimo libro, uscito lo scorso marzo per Bolis Edizioni, “Il Geopoeta – Avventure nelle terre della percezione“. Il volume è il frutto di oltre 20 anni di andar selvatico e scrittura, incontro, riflessione, soprattutto confronto: auspicio al ricongiungimento con la “scrittura della Terra” – la geografia; della poesia che portiamo dentro come canone di comunicazione universale e del quale facciamo parte.

La presentazione si terrà alla libreria Iobook LiberiLibri di via Cavour 32 a Senigallia, venerdì 19 luglio alle ore 19.00. Introdurrà l’autore Valeria Bellagamba.

Prima di Senigallia, Davide Sapienza sarà a Smerillo per il festival Le Parole della Montagna, mercoledì 17 luglio alle 19.00.

In attesa dell’incontro i venerdì abbiamo intervistato Davide Sapienza, con qualche anticipazione sui temi della presentazione.

Davide Sapienza

Dove eravamo rimasti? Davide Sapienza, torna a Senigallia dopo 9 anni, l’ultima volta era stata per la rassegna Sognalibro del Comune di Senigallia, quando presentò l’originale “La strada era l’acqua”, il racconto di un viaggio in kayak dalle sorgenti del Danubio al Mar Nero. In questa occasione Davide torna con un nuovo libro in cui gli elementi della natura e il territorio continuano ad avere un ruolo fondamentale per la scrittura e l’ispirazione poetica. Chi è il Geopoeta?

Non so esattamente dire “chi” è Il Geopoeta, però posso affermare – visto che da alcuni mesi il libro sta girando bene tra lettrici e lettori – che molti hanno colto un messaggio di fondo: “il geopoeta, alla fine sei tu”. Il/la geopoeta/geopoetessa, è una persona che “pratica” con gioia e stupore la relazione con la vita. Vita che si esprime nel territorio di ogni giorno, nella geografia, la prima poesia che apprendiamo nella vita, osservando, percependo, imparando con la pratica dell’esistere come entrarci in relazione. La poiesis, come già scrisse Chatwin, è “creazione”. Noi abbiamo il privilegio di poterci creare da soli un territorio interiore, specchiandoci in quello esteriore. Ecco perché la percezione. E come disse Aldo Leopold, l’ecologia è un’educazione della percezione, atta a portarci sempre più vicini alla comprensione di quanto sia importante la natura con le sue forze universali, nelle quali siamo inclusi anche noi.

(… continua a leggere ‘Davide Sapienza torna a Senigallia con Il Geopoeta’)

Incontro con Adrian Bravi e “L’idioma di Casilda Moreira”.

Proseguono gli incontri della rassegna “Marche tra le righe” organizzata dalla libreria IoBook di Senigallia: venerdì 12 luglio alle ore 21.30 il gradito ospite sarà Adrian N. Bravi con il suo libro “L’idioma di Casilda Moreira” edito da Exorma.

Di seguito la presentazione editoriale del volume, segnalato dalla Giuria Tecnica del Premio Comisso 2019.

Il racconto, sospeso nella luce della sconfinata pianura argentina, prende la forma di un viaggio, ed è un viaggio verso una lingua più che verso un luogo, anche se il luogo c’è ed è lontanissimo.

Un professore di etnolinguistica, Giuseppe Montefiori, da qualche tempo ha un’ossessione che non lo lascia dormire. Racconta ai suoi allievi che in una zona remota tra la Patagonia e la pampa argentina vivono gli ultimi due parlanti di un’antica lingua che si credeva scomparsa (l’idioma degli indios günün a künä). I due custodi di quella lingua però, Bartolo e Casilda, non si rivolgono la parola da tanti anni, per via di una lite amorosa che hanno avuto da giovani. Da allora quella lingua se la tengono stretta nella testa. Come fare per impedire che si perda per sempre? Annibale, allievo del professor Montefiori, decide allora di raggiungere Kahualkan, un piccolo villaggio in mezzo alla pampa, alla ricerca dei due indios. Proverà a metterli insieme, registrare una loro conversazione e recuperare così quel che si può di quell’idioma magico e ancestrale.

Dialogherà con l’autore lo scrittore Daniele Garbuglia.

“Rovi” di Alma Spina

Rovi, Alma Spina (Eretica Edizioni, 2018)

di Frank Iodice

 

Rovi si apre con un incipit scandito dal verbo-chiave “ricordare”. “Mi ricordo” ripete l’autrice, “mi ricordo della casa in via Torino”, “della faccia della maestra”, “di quel giorno che andammo a castagne”, “del cavallino a dondolo”. Il ricordo rappresenterà la chiave di lettura per entrare nell’universo emozionale di queste eleganti e sontuose poesie.

Gli elementi che si alternano sono vari e di varia natura, ora religiosi, ora naturali, ora, ma un po’ meno, psicologici. Alma Spina crea una raccolta di poesie dal suono onomatopeico, che sembrano imitare o affrontare lo stesso nome dell’autrice, nemiche o figlie di chi le ha create: i rovi sono fatti di spine, la spina ha generato il rovo o ne è parte inscindibile. Se la stacchiamo dal suo cespuglio morirà, eppure da sola è capace di pungere, fare male. Come fare dunque ad avvicinarsi così tanto da sentire l’odore di quest’opera senza farsi almeno un po’ male? Come tutte le opere letterarie, Rovi deve far male per far stare bene, deve attingere ai ricordi di ognuno di noi per aiutarci a risolverli. La poesia serve a questo, non a intrattenere.

C’è un verso che invoca un amore “tremendo, tremendissimo” che si presenta a noi con “le mani bucate”, imitazione in terra di Cristo che rende immortali queste righe, le benedice o le disprezza dal luogo in cui si trova e in cui andiamo a stuzzicarlo, noi poeti, curiosi esseri multiformi che non sanno stare in un posto senza pensare ad un altro, “nemmeno per poco”. E questo accade perché apparteniamo a un’altra dimensione, eterea, celeste, parafrasando l’autrice, “noi non ci apparteniamo”.

E così che un essere umano, un essere amato talvolta, può assumere sembianze sacre e dissacranti, mentre la sua “bocca di biancospino” ci fa stare bene o ci fa soffrire, ci “porta in croce”. Per queste ragioni, io non so come definire la poesia di Alma Spina, non oso definirla perché sarebbe come metterle dei titoli, titoli che l’autrice bada bene a non usare: non si può incanalare un flusso così spirituale, forse finanche definirle “poesia” sarebbe eresia perché Cristo e la cristianità di noi tutti, quella della nostra cultura a prescindere dalla scelta di professarla o meno, sono così presenti e sviscerati in ogni riga, che si bastano, non hanno bisogno della nostra lettura, come bellissimi paesaggi che starebbero dove stanno anche senza la nostra auto che si ferma in folle lassù sulla collinetta dell’autostrada tentando di non far rumore per non disturbare.

Ringraziamo per la corrispondenza l’amico Frank Iodice

La Punta della Lingua 2019

Come all’incirca tutti gli anni dal 2006 a oggi guardiamo con molta attenzione al festival di poesia “La punta della lingua” e ci prepariamo a gustarlo con gli amici anconetani. Tra gli oltre 50 autori italiani e stranieri ospitati nei luoghi più caratteristici della città, ricordiamo almeno Carol Ann Duffy, Marco Paolini, Fabio Pusterla e Silvio Raffo con la sua pièce su Emily Dickinson, di cui è traduttore nell’edizione dei Meridiani Mondadori. Segnaliamo, inoltre, la presenza del nostro Antonio Maddamma tra i poeti neodialettali marchigiani giovedì 4 alle ore 18 presso l’anfiteatro romano.

Il programma inizia con un’anteprima online domenica 30 giugno e si svolgerà dal 1 al 7 luglio con le modalità che vi riportiamo.

 

30 giugno

Facebook Poetry XI edizione

30 Giugno ore 17:00
online

lunedi 1 luglio

Apertura Spazio Poesia MultiVerso

1 Luglio ore 17:00
Mole Vanvitelliana | MultiVerso Spazio Poesia

Intimi Ritratti
Inaugurazione mostra Dino Ignani

1 Luglio ore 17:00
Mole Vanvitelliana | MultiVerso Spazio Poesia

Fabio Orecchini in TerraeMotus

1 Luglio ore 18:0020:00
Mole Vanvitelliana | MultiVerso Spazio Poesia

Poe3D

1 Luglio ore 18:30
Mole Vanvitelliana | MultiVerso Spazio Poesia

Le “parole orrende” di Vincenzo Ostuni

1 Luglio ore 19:00
Mole Vanvitelliana | MultiVerso Spazio Poesia

Poesie elettroniche di Fabrizio Venerandi

1 Luglio ore 19:30
Mole Vanvitelliana | MultiVerso Spazio Poesia

Reading di Fabio Orecchini | Vincenzo Ostuni | Fabrizio Venerandi

1 Luglio ore 21:30
Mole Vanvitelliana | Lazzabaretto

Motopoiesis. Multimedia Performance by Orbìta (Lettonia)

1 Luglio ore 22:00
Mole Vanvitelliana | Lazzabaretto

(… continua a leggere ‘La Punta della Lingua 2019’)

Incontro con Marica Petrolati e “L’accolita dei contisani”

Domenica 30 giugno alle ore 21.30 presso la libreria IoBook di Senigallia avrà luogo il terzo incontro di “Marche tra le righe”: Marica Petrolati ci presenterà il suo ultimo romanzo “L’accolita dei contisani”.

La storia è ambientata nel 2011 a Contise, un luogo che non esiste nella realtà, ma che è il doppio letterario di Serra dei Conti paese dove la scrittrice vive. La sonnolenta quotidianità di Contise viene fracassata dal susseguirsi di episodi inquietanti che ruotano intorno a suor Angela Ranzi, una suora di clausura da poco venuta a mancare… Nel racconto è forte il legame della scrittrice con il suo territorio: insieme ai personaggi che il pubblico impara a conoscere sulla scena, è anche il contesto territoriale ad avere un ruolo chiave nello sviluppo della storia. La missione letteraria di Marica Petrolati , infatti, sembra i consistere nell’idea che la noiosa e anonima provincia non ha nulla da invidiare ai luoghi eccellenti delle città e che anche un territorio sottostimato piccolo , nell’entroterra marchigiano nasconde potenzialità narrative e fatti o eventi che vale la pena raccontare.

Dialogherà con l’autrice lo scrittore Luca Rachetta.

Incontro con Giulia Corsalini e “La lettrice di Čechov”

Secondo appuntamento con “le Marche tra le righe” sabato 22 giugno alle ore 21.30 presso la libreria IoBook: la docente e scrittrice Giulia Cosalini, già autrice di diversi saggi (“Il silenzio poetico leopardiano”, “La notte consumata indarno. Leopardi e i traduttori dell’Eneide”) presenterà il suo fortunato romanzo d’esordio “La lettrice di Čechov”, edito da nottetempo.

“La lettrice di Čechov” ha già vinto numerosi premi, tra cui la XXXV edizione del Premio Nazionale di Narrativa Bergamo e il Premio letterario internazionale Mondello, mentre è ancora in corsa per il Premio Viadana in cui è inserita nella cinquina finalista.

Così recita la bandella:

Nina ha quarant’anni e una figlia, è ucraina, ha studiato ma non ha soldi per mantenere la famiglia. Deve abbandonare il suo paese e il marito malato. Cosa può fare in Italia se non i lavori domestici? Ma Nina è anche una lettrice appassionata, e nel tempo libero frequenta la biblioteca dell’università della cittadina in cui si è trasferita. Una piccola svolta del destino, ed eccole aprirsi una possibilità insperata: collaborare col carismatico professore che dirige l’Istituto di Slavistica. Ma quale futuro le si offre? Ripartire, rimanere, recuperare un rapporto con la figlia, chiarire la sua relazione col professor Giulio De Felice, pensare prima agli altri o a sé? Alternative importanti in un’esistenza minima come quella di noi tutti, scelte che possono costare tutto quello che ha da dare: felicità, senso di sé, l’amore degli altri, l’amore per se stessa. Con passo discretamente cechoviano, Corsalini mette in scena una storia esemplare, un teatro privato fatto di passioni silenziose, di coraggio senza testimoni, dello stoicismo e della dignità senza pretese degli uomini e soprattutto delle donne che ogni giorno mandano avanti il mondo.

Con Giulia Corsalini dialogherà Andrea Bacianini.

‘le Marche tra le righe’ inizia con Giulia Ciarapica e il suo libro “Una volta è abbastanza”

Inizia con questo sabato di giugno una rassegna letteraria organizzata dalla libreria Iobook a cui abbiamo contribuito e contribuiremo in vario modo insieme a tanti amici: si tratta di ‘le Marche tra le righe’, una serie di presentazioni, incontri ed appuntamenti dedicato ad autori e a letteratura marchigiani o a storie ambientate nelle Marche. La rassegna si svolgerà con cadenza all’incirca settimanale durante l’estate, ma vorrebbe diventare un filo rosso degli appuntamenti  della libreria. Il primo è con la scrittrice e blogger culturale Giulia Ciarapica (collaboratrice dell’Huffington Post per la rubrica Food&Book, in cui abbina ad ogni libro una ricetta, e di diverse testate tra cui IlMessaggero e Il Foglio: qui il suo blog) che ci introdurrà al suo romanzo “Una volta è abbastanza” edito da Rizzoli.

Questa la bandella del libro:

L’Italia è appena uscita dalla guerra. A Casette d’Ete, un borgo sperduto dell’entroterra marchigiano, la vita è scandita da albe silenziose e da tramonti che nessuno vede perché a quell’ora sono tutti nei laboratori ad attaccare suole, togliere chiodi, passare il mastice. A cucire scarpe.

Annetta e Giuliana sono sorelle: tanto è eccentrica e spavalda la maggiore – capelli alla maschietta e rossetti vistosi, una che fiuta sempre l’occasione giusta – quanto è acerba e inesperta la minore, timorosa di uscire allo scoperto e allo stesso tempo inquieta come un cucciolo che scalpita nella tana, in attesa di scoprire il mondo. Nonostante siano così diverse, l’amore che le unisce è viscerale.

A metterlo a dura prova però è Valentino: non supera il metro e sessantacinque, ha profondi occhi scuri e non si lascia mai intimidire. Attirato dall’esplosività di Annetta, finisce per innamorarsi e sposare Giuliana. Insieme si lanciano nell’industria calzaturiera, dirigendo una fabbrica destinata ad avere sempre più successo. Dopo anni, nonostante la guerra silenziosa tra Annetta e Giuliana continui, le due sorelle non sono mai riuscite a mettere a tacere la forza del loro legame, che urla e aggredisce lo stomaco.

In queste pagine che scorrono veloci come solo nei migliori romanzi, Giulia Ciarapica ci apre le porte di una comunità della provincia profonda: tra quelle colline si combatte per il riscatto e tutti lottano per un futuro diverso. Non sanno dove li porterà, ma hanno bisogno di credere e di andare.

Con Giulia Ciarapica dialogherà Antonio Maddamma.

L’appuntamento è per sabato 15 giugno alle ore 21.30 presso la libreria IoBook.