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Donne, un reading di Amàrantos

Nell’ambito delle iniziative dell’Assessorato Pari Opportunità del Comune di Senigallia per il mese di marzo 2017, “Donne tra le righe”, l’Associazione Interculturale Amàrantos Donne per la Pace organizza il reading musicale “Donne”, con brani tratti dall’omonima raccolta di racconti di Andrea Camilleri. L’evento è in programma per venerdì 31 marzo alle 21.00 all’Auditorium San Rocco di Senigallia, ad ingresso libero, e prevede un vero e proprio spettacolo di musica, letture, danza e fotografia.

Alle letture del gruppo Amàrantos, tratte dal libro di Camilleri, si affiancheranno quelle degli studenti della classe 3^B del Liceo Perticari indirizzo Scienze Umane, guidati dalla professoressa Patrizia Pasquali, che leggeranno poesie di Nazim Hikmet e liriche di Bob Dylan.

Il reading sarà accompagnato dai brani musicali eseguiti dal duo pianistico Miriam Cenerelli – Laura Pesaresi e dalla proiezione di fotografie realizzate sempre dagli studenti della classe 3^B del Liceo Perticari, nell’ambito del laboratorio “L’Occhio Magico” diretto da Vito Maria Carfì.

Tra letture e proiezioni ci sarà anche un momento dedicato alla danza, con l’espressione artistica di Alessia Verdini.

Leggeranno per Amàrantos: Valeria Bellagamba, Lalla Guxiang, Francesco Imparato, Rosaria Leonardi Cenerelli, Mara Marinelli, Lauretta Pelosi, Oriana Petrolati, Fatima Sy, Serafina Violini.

(… continua a leggere ‘Donne, un reading di Amàrantos’)

A proposito di “Le otto montagne” di Paolo Cognetti

“Le otto montagne”, di Paolo Cognetti (Einaudi 2016, pp. 288, € 18.50)

di Alessandro Cartoni

 

Più che una storia familiare o un romanzo di formazione o il percorso di un’amicizia – il modello decarliano di “Due di due” è esplicitamente dichiarato – “Le otto montagne” di Paolo Cognetti appare come la ‘narrazione di una percezione’, la storia del formarsi di una diversa e necessaria lettura del mondo. L’esile plot costituito dallo sviluppo di una amicizia dall’infanzia all’età adulta tra un ragazzino di città e un altro di montagna non deve far dimenticare che il cuore del testo è e rimane la montagna. Cosa appare tra le sue creste? E perché si decide di staccare col mondo che sta in basso? Che cosa si trova o si nasconde nella solitudine delle altezze? Sono queste le domande che il testo spinge a porsi e proprio in questa valenza si potrebbe parlare di romanzo mistico o a dimensione religiosa. Cognetti nel suo blog cita anche Hesse ed è come se da questo riferimento una intera prospettiva romantica sia di fatto attualizzata e riproposta.

Disse: – Non l’hanno mica scelta. Se uno va a stare in alto, è perché in basso non lo lasciano in pace.

– E chi c’è in basso?

– Padroni. Eserciti. Preti. Capireparto.

Tra le virtualità del romanzo c’è anche quella di saper fondere in modo soggettivo la scrittura di paesaggio con l’analisi interiore. Un elemento caratterizzante di questo paesaggio interno/esterno è il bosco, dove appaiono animali e alberi che sono le creature originarie, quelle che indicano all’uomo la via del comportamento e del cammino. Nel bosco, dice Cognetti, (… continua a leggere ‘A proposito di “Le otto montagne” di Paolo Cognetti’)

A proposito di “Voli separati” di Andrè Dubus

“Voli separati”, di Andre Dubus (Mattioli 1885, 2016; 281 pp., 16,90 euro)

di Roberto Sturm

“Voli separati”, che dà il titolo all’antologia, è il miglior racconto inedito presente. Ed è proprio la decisione di prendere due voli diversi quella dei coniugi Beth e Lee, per preservare la figlia Betty dalla possibilità di rimanere orfana di entrambi, che riempie di dubbi la donna riguardo al rapporto col marito. Di amori separati, comunque, parlano quasi tutti gli otto racconti. Sono tutti racconti d’amore, alla maniera di Andre Dubus: amore come peccato e redenzione, come malattia e cura. Uomini e donne che amano altri senza essere ricambiati, spesso disposti a giocarsi la vita e a umiliarsi pur di star loro accanto. Ma a volte non basta, e i protagonisti che escono con le ossa rotte da una relazione non fanno altro che cercarne un’altra: solo alcuni alla fine si arrendono e si rifugiano in un rapporto che non è d’amore ma almeno sembra riscaldarli da una desolante mancanza di sentimenti.
“Li penso come persone” ha detto Dubus dei suoi personaggi “mi fanno piangere quando fanno cose che non vorrei facessero”. Il coinvolgimento dello scrittore è evidente e non può che far scattare l’empatia del lettore all’inizio di ogni storia.
Vite quotidiane di personaggi solo all’apparenza semplici, in cui ritroveremo parte di noi stessi.
Probabilmente non ci troviamo di fronte al miglior Dubus: in questa antologia del 1972, la prima che ha pubblicato, a volte sembra soffermarsi troppo su alcuni passaggi, a volte l’uniformità della narrazione non è perfetta come quella a cui siamo abituati, ma senza dubbio ci troviamo di fronte a racconti di uno spessore unico. Fuoriclasse della narrativa breve, l’autore statunitense coinvolge il lettore nella storia con due o tre frasi, tratteggia i personaggi con poche parole, narra la provincia americana con una maestria che rende universali i suoi racconti. (… continua a leggere ‘A proposito di “Voli separati” di Andrè Dubus’)

Donne tra le righe a Senigallia

Senigallia celebra il mese delle donne con l’iniziativa “Donne tra le righe”, eventi culturali declinati al femminile dal 7 marzo al 7 aprile.

Anche quest’anno il Comune di Senigallia e le associazioni femminili del territorio promuovono un ricco calendario di iniziative dedicate alle donne in occasione della Giornata internazionale della Donna e del mese rosa. Il programma, intitolato “Donne tra le righe”, si svolgerà dal 7 marzo e al 7 aprile. Tanti gli eventi all’insegna della cultura, e soprattutto alla letteratura, che sarà il principale filo conduttore grazie a tante presentazioni di libri di donne che raccontano donne.

Il primo appuntamento è in programma martedì 7 marzo, alle ore 16,30 all’auditorium San Rocco, con la conferenza di Daniela Paolini su “Vittoria Colonna ed Isabella d’Este: l’anima sacra e l’anima profana del 500“, a cura dell’associazione “Il Salotto”.

Di seguito il programma completo

(… continua a leggere ‘Donne tra le righe a Senigallia’)

A proposito di “Works” di Vitaliano Trevisan

“Works” di Vitaliano Trevisan (Einaudi, 2016)

di Alessandro Cartoni

 Chi abbia letto i precedenti volumi di Vitaliano Trevisan caratterizzati da un ritmo bernhardiano e da un famelico rodimento interiore rimarrà un po’ spiazzato da questo ultimo “Works” che assume le fattezze di un memoir eterogeneo e particolarmente ‘militante’, dove il qualificativo è da intendersi, ovviamente, in senso assolutamente trevisaniano e radicalmente postideologico. In ogni caso dentro questa storia personale, l’autore fa emergere, come in un cartina di tornasole, l’autobiografia del Nord Est e anche quella dell’intero paese nel passaggio traumatico dalle illusioni degli anni ’70 agli anni Zero. Alimentato dalla necessità dell’acquisto di una ‘bicicletta da maschio’ che il magro stipendio del padre, il poliziotto Arturo, non può soddisfare, il lavoro incontra il giovanissimo Trevisan e Trevisan incontra il lavoro: da qui nasce un corpo a corpo che ci conduce per quasi settecento pagine fino alla scoperta della letteratura, sorta di exit strategy che non consola, ma se non altro permette una percezione obliqua delle cose.  Del resto se l’uomo lavora è perché tutta la vita nell’Occidente avanzato è intrisa di lavoro, è essa stessa lavoro, tant’è che per tollerarla la gente, soprattutto i Veneti, debbono contrastarla con una dieta alcolica.

Forse dovrei iniziare a bere, così per cercare di capire e magari sviluppare un po’ di empatia, ma l’alcol, che ritengo la peggiore, la più subdola e ipocrita delle droghe, non mi ha mai tentato. Nemmeno ora, che ho scelto di vivere isolato, in una contrada semiabbandonata di un piccolo e sconosciuto paese di montagna, dove, quando vado a fare la spesa e passo al bar per un caffè, mattino e pomeriggio che sia, ho sempre l’impressione di essere io, cioè l’unico a non avere alcol nel sangue, a vedere la realtà con occhio distorto.

Geometra per condanna, Trevisan incontra una miriade di mondi lavorativi più o meno leciti, quasi sempre privati delle più semplici tutele di sicurezza, dalla fabbricazione delle gabbie per uccelli, alle pericolose scorribande sui tetti dei lattonieri, attraverso la progettazione di cucine componibili fino alla fabbricazione del gelato, senza dimenticare la paradigmatica parentesi del portiere di notte. In questi contesti agiscono numerosi individui coi loro tic, abiti, portamenti, eloqui, popolando una commedia umana tipica, grottesca, ma sempre intrinsecamente attuale. Il passaggio dai traffici delle sostanze allo standard della Qualità Totale, fino alla precarizzazione delle attività e delle vite si fa qui autentico racconto, assume a volte i toni dell’epica, più spesso dell’elegia. Dunque come moderno dantesco viaggiatore Trevisan ci fa entrare nell’inferno e nel purgatorio del lavoro contemporaneo, ne sonda gli spessori, ne valuta il senso, ne sublima l’essenza, rincontrando persone oppure perdendole definitivamente, misura alla fine la propria capacità di reggere al mondo e quella del mondo di reggersi su di lui. In fondo quando tutto pare perduto, attraverso una passeggiata in palude, dentro gli scampoli di una pausa, arriva la scrittura, la voglia di raccontare e di percepire. La lettura diventa anch’essa una passione divorante, una sorsata di aria sempre più effervescente di cui non si può fare a meno. Poi alcune occasioni per uscire fuori dalla condanna degli “Works” con un piccolo romanzo, infine col teatro, nella convinzione che l’Italia non è altro che “un conglomerato di luoghi comuni” e che “prenderli a martellate” rimane uno dei compiti autentici della letteratura.

 

Ringraziamo l’amico Alessandro Cartoni per questa corrispondenza.

Lanfranco Bertolini, una vita controvento

Presentazione del libro “Una vita controvento – Pensieri di un’anima inquieta”, un omaggio alla figura e all’impegno di Lanfranco Bertolini, a cura di Marco Bertolini.

Il volume, edito da Venturaedizioni, sarà presentato al pubblico venerdì 3 marzo alle ore 21.00 all’Auditorium San Rocco di Senigallia. Sarà presente l’autore. Partecipano: Luana Angeloni, Chiara Michelon, Valeria Bellagamba.

“È da tanto tempo che sono in ansia per le mie città. Ho la valigia piena di esperienze, appunti, vecchi ricordi: verità incredibili, paradossi della politica, pezzi di storia, autorevoli affermazioni, persino gag divertenti…
Senigallia e Gubbio sono città ancora belle e solide, amate e trascurate…”

(Lanfranco Bertolini, Le città visibili)

Su “Un perfetto idiota” di Frank Iodice

“Ah, la cara vecchia Europa!” mi è venuto da esclamare, dopo aver finito di leggere il romanzo di Frank Iodice “Un perfetto idiota”, appena uscito per Il Foglio. L’autore, napoletano, scrittore e giornalista free lance, insegnante di italiano presso la Florida State University, si porta dietro le sue peregrinazioni nel vecchio continente e le restituisce in una storia, a metà tra il romanzo d’avventura e il giallo, che ha per protagonisti un uomo, una donna e una bambina.

Narratore del romanzo è il custode quarantenne di una villa che ospita una casa per minori. Di lui ignoriamo il nome, ma sappiamo che è di origine napoletana e che, reduce da un fallimentare matrimonio, si è trasferito da tempo a Marsiglia; ha un sogno nel cassetto e per realizzarlo ha finalmente trovato il coraggio di lasciare il suo lavoro presso la casa per minori, portandosi dietro però la stima di una giovane educatrice, Meli Montreux e l’affetto della piccola Odette, appena affidata a una famiglia adottiva. Lasceranno tutti la Francia per recarsi in Italia: il custode a Padova, dove incontrerà don Vito Palladino; Meli Montreux a Milano, in compagnia di due truffatori, Cedril Morel e Lucas Ciepela; Odette a Ventimiglia, accolta dall’ex prostituta Rosario Rossi. Fino al precipitare degli eventi e al disvelamento della realtà, insieme catastrofe e agnizione.

Frank Iodice, che nutre “Un perfetto idiota” con le letture della migliore tradizione europea, tesse un romanzo d’avventura, dove la trama del giallo, non senza ironia, si legge in filigrana; se da un lato tende la mano al suo protagonista, offrendogli la preziosa sponda di Meli Montreux e Odette e condividendo con lui il prezioso bagaglio dei libri, dall’altro, constatando la loro intrinseca fallacia, lo rende vittima inconsapevole degli altri personaggi. “Un perfetto idiota” è – ma quale romanzo non lo è ? – un atto d’amore per il libri nella misura in cui questi sono una figura del mondo. È il vecchio mondo? Sì, ma ha pur sempre qualcosa da dire.

CreAzioni a Senigallia

CreAzioni: Redazione Giornalistica Giovanile, tra web communication e creatività

L’Associazione di Promozione Sociale “Tra-mare culture” di Senigallia, in collaborazione con le associazioni Sena Nova, Lapsus, Librisenzacarta.it e Dialogos, avvierà un progetto dal nome “CreAzioni: redazione giornalistica giovanile” che si avvale del cofinanziamento della Regione Marche e del Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, finalizzato alla sperimentazione di nuove forme aggregative.

Il progetto, la cui partecipazione è totalmente gratuita, intende offrire nuove possibilità di socializzazione per favorire la crescita personale ed identitaria dei giovani valorizzando le modalità di incontro e di comunicazione.

Obiettivi ulteriori: la promozione dell’autogestione e la crescita umana e sociale, attraverso percorsi che utilizzino la cultura e la creatività come motore propulsore d’aggregazione.

L’idea progettuale che fa da sfondo integratore alle azioni proposte riguarda la possibilità di creare a Senigallia uno spazio aggregativo presso il quale i giovani, dopo averlo personalizzato e ripensato in base alle loro necessità, possano incontrarsi. In tale spazio potranno sviluppare alcuni percorsi culturali che aprano la strada all’esplorazione del mondo del lavoro creativo mediante esperienza e partecipazione diretta.

I giovani potranno sperimentare varie modalità di approcci attivi alla comunicazione linguistica, digitale e grafica (social network, instagram, facebook, piattaforme web, reportage fotografici, tecniche cinematografiche e fotografiche, stili linguistici come la scrittura creativa ecc.).

I giovani, inoltre, in base alle loro passioni, avranno modo di crescere in competenze trasformando le proprie capacità in esperienze di avvicinamento al mondo del lavoro creativo, grazie alla presenza di formatori, educatori e professionisti dei vari settori.

I partecipanti saranno protagonisti della creazione di una vera e propria redazione giornalistica che avrà come tema di fondo quello di favorire un clima di accoglienza e di integrazione.

A conclusione del percorso è prevista la creazione autonoma, da parte dei giovani, di un evento conclusivo che consentirà loro di mettere ulteriormente a frutto l’esperienza vissuta.

Gli organizzatori