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Dylan o’er my head

bob_dylan_1991Avrei dovuto scrivere un post su Bob Dylan. Il bardo dei bardi. Settant’anni. Ne ho la metà. Eppure non riuscirei a scrivere di Dylan senza scrivere di me. Cioè forse di chi conosco meglio fra i due. Che importa che io abbia visto Dylan quattordici anni fa, come milioni di persone? O magari prima, o dopo, come milioni di altre? Quel che importa è che un mattino di molti anni fa incontrai un vecchio che mi scrisse di ricordarmi che “essere giovani vuol dire tenere aperto l’oblò della speranza anche quando l’oceano è cattivo ed il cielo si è stancato di essere azzurro”. Un vecchio che mi scriveva in un messaggio le parole di uno dei più giovani poeti che conoscessi.  Quelle parole lo ho tenute dentro, assieme a tante altre delle sue meravigliose canzoni. Sono nato trentacinque anni fa, quando in tv davano Sandokan e Kabir Bedi stregava milioni di donne italiane, compresa mia madre, con i suoi occhi verdi di pirata. E Antonello Venditti scandalizzava i benpensanti con Lilly e Lo stambecco ferito. Chissà se l’America era poi così lontana. Quell’America dove solo un anno prima Robert Allen Zimmerman aveva pubblicato “Blood on the track”. Con questa canzone, If You See Her, Say Hello, che voglio regalarvi e regalarmi, oggi, in questo mese che per me significherà sempre amore.

If You See Her, Say Hello

If you see her, say hello, she might be in Tangier
She left here last early Spring, is livin’ there, I hear
Say for me that I’m all right though things get kind of slow
She might think that I’ve forgotten her, don’t tell her it isn’t so

We had a falling-out, like lovers often will
And to think of how she left that night, it still brings me a chill
And though our separation, it pierced me to the heart
She still lives inside of me, we’ve never been apart

If you get close to her, kiss her once for me
I always have respected her for busting out and gettin’ free
Oh, whatever makes her happy, I won’t stand in the way
Though the bitter taste still lingers on from the night I tried to make her stay

I see a lot of people as I make the rounds
And I hear her name here and there as I go from town to town
And I’ve never gotten used to it, I’ve just learned to turn it off
Either I’m too sensitive or else I’m gettin’ soft

Sundown, yellow moon, I replay the past
I know every scene by heart, they all went by so fast
If she’s passin’ back this way, I’m not that hard to find
Tell her she can look me up if she’s got the time.

Se la vedi, dille ciao

Se la vedi dille ciao, potrebbe essere a Tangeri,
Se n’è andata la scorsa primavera, ho sentito che vive lì ora
Dille da parte mia che sto bene sebbene le cose vadano così così
Potrebbe darsi che pensi che io l’abbia scordata, non dirle che non è così
Abbiamo avuto alti e bassi come succede spesso a chi si ama
Ed a pensare al modo in cui se n’è andata quella notte mi vengono ancora i brividi
E sebbene la nostra separazione mi abbia trafitto il cuore
Lei vive ancora dentro di me, non ci siamo mai lasciati davvero
Se le vai vicino dalle un bacio per me
L’ho sempre rispettata per la sua scelta di fuggire e ritornare libera
Oh, qualsiasi cosa la possa rendere felice non mi ci metterò di mezzo Nonostante l’amaro gusto che ancora provo da quella notte che ho crecato di trattenerla
Vedo un mucchio di gente durante i miei viaggi
E mi giunge all’orecchio il suo nome talvolta mentre vado di città in città
Ed ancora non mi ci sono abituato, ho solo imparato a spegnere l’interruttore Forse sono troppo sensibile o troppo tenero
Tramonto, luna gialla, rivivo il passato
Conosco ogni scena a memoria, sono trascorse troppo velocemente
Se dovesse passare da queste parti, non è così difficile trovarmi
Dille che può cercarmi se ne ha il tempo.

2 Risposte a “Dylan o’er my head”


  1. 1 matilde Giu 25th, 2011 at 11:00 am

    grazie Antonio, è tutto proprio bello… come sempre le tue parole…

    matilde

  2. 2 Antonio Maddamma Giu 26th, 2011 at 7:35 am

    Grazie a te delle tue, Matilde…

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