Newsletter

Inserisci il tuo indirizzo email:

Offerto da FeedBurner

LibriSenzaCarta su:

YouTube

Calendario

settembre: 2010
L M M G V S D
« Ago   Ott »
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930  

Archivio

Online



Amianto: una storia di morte

La ciminiera Italcementi

http://fotosenigallia.splinder.com

Comunicato Stampa dell’Associazione lotta all’amianto di Senigallia (ALA)

IL 1 OTTOBRE ALLA “PICCOLA FENICE”

LA PROIEZIONE DEL FILMATO

“AMIANTO: UNA STORIA DI MORTE”

Dopo un lungo lavoro preparatorio che ha impegnato per diverse settimane troupe di cameramen e giornalisti, l’ALA ha completato la realizzazione di un filmato che rappresenta una sorta di memoria storica ed una testimonianza di vita vissuta per ricordare tutti coloro che sono ingiustamente ed inconsapevolmente morti a causa dell’amianto.

Un “filmato verità” con interviste ad autorità e personaggi che nel corso del tempo hanno avuto direttamente o indirettamente a che fare con l’amianto che, solo a Senigallia, ha provocato e continua a provocare morte.

Il filmato, della durata di circa 60 minuti, porrà in primo piano il significato di avidità, egoismo, indifferenza e meschinità: alcune delle componenti che, nel corso degli anni, hanno provocato malattie, ma soprattutto hanno contribuito a uccidere. I cosiddetti responsabili sono tanti, ma il principale colpevole è uno: l’amianto !

Il filmato, della durata di circa 60 minuti, verrà proiettato il prossimo 1° ottobre alle ore 18 presso la sala della “Piccola Fenice” di Senigallia. Prima della visione, l’ALA ha organizzato una presentazione – dibattito nel corso della quale – oltre al sottoscritto Carlo Montanari, presidente dell’Associazione per la lotta all’amianto – sono previsti gli interventi del sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi, dell’assessore alla cultura Stefano Schiavoni, del dirigente dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale per le Marche Stefano Orilisi e del sindacalista Giordano Mancinelli.

Il filmato “Amianto: una storia di morte” è incentrato sulla fabbrica della morte Sacelit di Senigallia, inaugurata nel 1947 su iniziativa della Italcementi, una multinazionale di Bergamo. Produceva materiale per l`edilizia e l`idraulica: tutto in amianto-cemento. Molti degli operai ex dipendenti della Sacelit di Senigallia e morti negli ultimi anni, ci raccontavano che su quei sacchi di juta contenenti amianto e cemento ci si poteva persino mangiare. In poche parole, i responsabili dello stabilimento dicevano ai dipendenti che era sicuro, che non c’era nulla da temere.

Nel corso del filmato, si evidenza inoltre che, nel tempo, alla Sacelit di Senigallia hanno lavorato circa 900 persone. Nel 1970 si raggiunse la punta massima di occupazione con 380 unità di cui 14 impiegati e 90 operaie. Queste erano addette alla fabbricazione di prodotti detti “Pezzi Speciali” e riguardavano teste camino-braghe-gomiti e vari prodotti per l’edilizia di modeste dimensioni. Sino al 1975, questo tipo di lavoro veniva effettuato a mani libere senza alcuna prevenzione, tantoché la maggior parte delle donne si ammalavano di eczema alle mani ed avambracci.

Ma queste erano malattie minori, come emergerà dalle interviste raccolte con chi – per colpa dell’amianto- ha sofferto, visto soffrire e soprattutto morire familiari, amici e colleghi.

Numerose le interviste di ex lavoratori, ex lavoratrici Sacelit e di senigalliesi contenute nel filmato che conta anche interventi di autorità e personaggi che intendono fornire il loro contributo per continuare ad aiutare l’ALA nella sua battaglia e lotta contro l’amianto.

Tra questi la senatrice Silvana Amati, il sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi, l’assessore all’urbanistica (e all’ambiente nel periodo della bonifica alla Sacelit) Simone Ceresoni, il sindaco di Ostra e punto di riferimento per le problematiche legali dell’ALA Massimo Olivetti, i consiglieri comunali di Senigallia (sempre vicini all’ALA e sensibili alle problematiche dell’amianto) Roberto Mancini e Luigi Rebecchini, il medico specialista oncologo e consigliere comunale di Senigallia Massimo Marcellini, il responsabile del dipartimento di prevenzione dell’Asur 4 di Senigallia Giovanni Fiorenzuolo, il sindacalista Giordano Mancinelli, l’ambientalista Giorgio Sagrati, il commerciante Stefano Franceschini.

Tutta gente che sarà naturalmente presente il prossimo 1 ottobre alla Piccola Fenice per vedere la “prima” uscita di questa pellicola che, successivamente, troverà spazio in numerose altre sale marchigiane ed italiane, alla presenza di addetti ai lavori e personaggi del mondo della comunicazione.

Il programma completo della giornata del 1° ottobre – organizzato con il patrocinio del Comune di Senigallia e con il sostegno della Consulta del volontariato di Senigallia e del Centro servizi per il volontariato delle Marche – prevede:

ore 17.30 – 18.00 presentazione proiezione / dibattito

ore 18.00 – 19.00 proiezione filmato

ore 19.00 – 20.00 commenti

ore 20.00 – 21.30 pausa

ore 21.30 – 22.30 2° proiezione filmato

L’augurio è che la cittadinanza e gli organi di stampa partecipino numerosi all’evento affinché si rifletta sempre più seriamente su un problema che riguarderà sempre e comunque la città di Senigallia.

D’altra parte,

Noi che sappiamo cosa significa ammalarsi e soffrire per colpa dell’amianto vorremmo che la stessa cosa non accadesse ad altra gente, colpevole soltanto di non essere stata informata sui veri rischi della bonifica.

Noi, vorremmo che la tutela della salute dei cittadini fosse al primo posto delle priorità.

Noi, vorremmo che, proprio per questo, vengano rispettate normative e disposizioni di legge, sempre e comunque.

Noi, vorremmo non essere colpevolizzati di allarmismo solo perché informiamo la gente sui rischi dell’amianto.

Noi, vorremmo non essere taciuti ingiustamente.

Noi, vorremmo che, chi di dovere, dopo aver visto questo video, riflettesse e pensasse alla salute della gente.

Oggi e per sempre …

CARLO MONTANARI

ALA, associazione lotta all’amianto

Senigallia, 14 settembre 2010

0 Risposte a “Amianto: una storia di morte”


  1. Nessun commento

Lascia un commento