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Tra i neri fusti

Mercoledì 7 gennaio è uscito in libreria Tra i neri fusti, prima antologia di poesie di Omar Epis, a cura di Maremmi Editore Firenze.

Di seguito pubblichiamo una presentazione dell’autore e alcune poesie tratte dall’antologia.

Sei libera di riprodurti.
Ecco, così sei.
Poesia. Carme autentico dell’anima

Tra i neri fusti

Non è sempre facile intuire il significato (se mai ce ne sia uno) di parole accozzate fra loro dai cosiddetti “Poeti” che facendone un bilancio finale, chiamano POESIE.

Tra i neri fusti non è “un libro di poesie”, è un tentativo di chiedere al lettore se quello che legge esiste o se sta cercando di esistere, è una richiesta di fiducia che sconfina nell’incredulità.

Qual è l’incipit poetico allora? Cosa mi ha spinto a scrivere della vita (ebbene è di questo che si scrive) in tale sofferente genere letterario che ancora in me non è ben identificato?

Non sono Sestine, né Ballate, neppure Sonetti.

Hanno forma perché CREDO l’abbiano, ma non un nome, una definizione.

Imprimo immagini d’innocenza e vulnerabilità, di vacuità e paure, timido sforzo di rendere eterno ciò che di terreno scompare. Voglio far sopravvivere l’arte alla sua pura essenza esistenziale.

Scrivere, “poetare”, è stato una sorta di rinvigorimento della mia curiosità che si è palesata in un’introspezione a volte limpida e gioiosa, a volte dolorosa e d’abbandono.

L’inchiostro sancisce l’esposizione dell’anima e solo allora ci si confronta con la propria presenza. Si coglie la fisicità, la volumetria del proprio corpo, fattosi oramai lettere, frasi, parole, puntini di sospensione. Fattosi vero al di fuori della propria e altrui percezione. È il tuo Io che, dall’esterno, lo vedi guardarsi.

Un’entità sconosciuta.

Montale diceva: “La poesia non è una merce. È un’entità di cui si sa assai poco. È un prodotto assolutamente inutile, ma quasi mai nocivo e questo gli conferisce nobilità”.

È un prodotto inutile, per certi versi sconosciuto, ma nobile. Nobile d’intenti; o meglio, dignitoso nel suo realizzarsi, perché fatto d’immagini senza copyright, di prodotti mentali che si imprimono nei nostri pensieri in maniera differente.

Queste immagini se le regala chiunque abbia l’ardire di volerle lasciar scorrere dentro il proprio mondo, chiunque abbia la forza di perderle ovunque esse, una volta chiuso il libro, abbiano la sfacciataggine di andare.

La risposta al mio iniziale interrogativo è ben riassunta da ciò che diceva Borges al suo amico Manguel: “non saprai mai quanto vale un poeta se non hai la minima idea di cosa si proponeva di fare”.

Rendere eterna un’immagine eterea , regalare Scorci di Pensiero. Regalare quindi la possibilità di giudicare quanto vale questo “poeta”, ecco il mio intento.

E ME NE STO SEDUTO

E me ne sto seduto
tra tempeste di voci
e brezze di sguardi,
e non vivo
e non respiro.
Poi tutto sembra cielo,
sembra vero.
Una fotografia
cade nei tuoi occhi,
lascia un velo,
come di zucchero nei capelli…
e mi sembra di volare.

E me ne sto seduto
tra tempeste di sguardi
e brezze di mani.

NEVE DI SACCHI PROFANI

Neve di sacchi profani
scaglie di suoni strani
veglia di nere donne,
specchi di vita
soffocata dal sale
arsa dal sole.

Cinque solchi di pelle
brucian nel cuore.
Indugia l’infinito
lì nella brezza
della tua esistenza.

Solo un destriero
urla ancora alla luna.

LA VERITA’

La verità
è spinta da mani sporche…
Penso a quel cielo
che scorge di lontano
nuvole cariche di pioggia.

NASCITA

In un tempo,
dove luce non era
e rumori
e suoni
e buio e notte.
Dove sangue scorreva
e mare amava
dove tutto era nero
e l’anime volteggiavano….
Anche tu nel silenzio.

3 Risposte a “Tra i neri fusti”


  1. 1 DARIO PETROLATI Gen 8th, 2009 at 6:54 am

    Ciao Valeria,
    sono preso tanto da stendere una relazione su Lezioni Americane,poi debbo prepararmi per un incontro a Rovigo con un gruppo di persone dalla puzza sotto il naso,commentano un libro ” La donna dalle mani di pioggia” che io ho appena scorso,c’è sempre Anna Menichetti sul terzo anello di radiotre che per fortuna mi solleva e deprime positivamente.
    Come vorrei anche tu avessi una voce particolare per la sensibilità e la educazione che si sente possiedi.
    Comunque tornando a Maremmi Editore, conosco di traverso,chè tempo fa mi fece proposte ed io lasciai cadere.
    Leggerò con calma le poesie che mi segnali,grazie ed auguri ragazza per un futuro sereno,
    un abbraccio di stima

    dario

  2. 2 davide sapienza Gen 8th, 2009 at 9:40 am

    conosco Omar e dunque sono “di parte”, si potrebbe pensare. Ma chi mi conosce – Valeria, e anche Omar – sa che la penso come Herzog: lui tutto al servizio del film, io tutto al servizio della scrittura al di là di simpatie e affetti. Detto questo, TRA I NERI FUSTI lo trovo molto penetrante perché ricordo quando frequentai qualche incontro poetico a milano – era il 1982, 1983 – e mi dissi, “se questa é poesia, io non voglio esserci”. Era tutto cervellotico, segaiolo, in definitiva, deleterio, altro che no.
    La poesia come ogni forma espressiva non può essere ricondotta a una definizione. Oggi le parole di Omar, domani un momento di luce tra i larici durante un’escursione nella neve. Un giorno, uno sguardo di una donna che cammina lungo una strada diretta chissà dove. E un altro giorno ancora, le impronte di una volpe all’alba nel bosco innevato. E così via. Per questo trovo la poesia di Omar, davvero poesia. Perché mi fa VEDERE anche quando c’é buio. dav

  3. 3 Valeria Bellagamba Gen 10th, 2009 at 2:54 pm

    grazie per i commenti

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