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Il tredicesimo apostolo

Per Piemme è uscito recentemente (giugno 2008) in edizione economica Il Tredicesimo Apostolo di Michel Benoit. Il solito thriller o romanzo storico di materia cristiana verrebbe da pensare. Del genere cui ha dato la stura il fortunato (e malfamato) Codice da Vinci di Dan Brown. A leggerlo non è proprio così: la trama è nient’affatto scontata, gli argomenti non meno convincenti che seducenti e nel complesso il romanzo, non senza strizzare l’occhio al lettore americano, si inserisce al meglio nella più difficile scia dell’attuale romanzo storico europeo. Benoit ci si muove con notevole abilità, nonostante l’ambiziosa complessità della sua opera prima. Il romanzo è svolto su tre piani narrativi : quello attuale, dove il monaco francese padre Nil, protagostista del romanzo, affiancato dal prelato americano Rembert Leedman, fanno di tutto per scoprire la verità sulla Lettera del tredicesimo apostolo e cercare di nasconderla a Monsignor Calfo della Società San Pio V e al Cardinale Emil Reideger della Congregazione della Fede (fin troppo scoperta la sua identificazione con l’attuale pontefice), in un vortice di reticenze ed intercettazioni che coinvogono i servizi segreti del Mossad e di Hamas; il secondo è quello del I secolo dopo Cristo, dagli ultimi giorni dell’esistenza terrena di Gesù alla distruzione del tempio di Gerusalemme, che narra l’esilio volontario del tredicesimo apostolo e la missione affidata al fedele Iokhanan; il terzo comincia con l’Egira e il profeta Maometto, esule dai Qoraysh, per concludersi con la morte sul rogo di Giacomo de Molay, ultimo gran maestro del Tempio. Ve ne sarebbe un quarto, che apre il romanzo o e lo conclude, delineandolo come confessione di padre Nil, divenuto eremita, – ecco il terzo esule, quello cristiano – al narratore e che potrebbe apparire il classico stratagemma dell’autore di introdursi nella trama del romanzo. Ma è piuttosto l’ammissione di un alter ego. Père Nil c’est moi . Ex monaco benedettino, biologo, specialista delle origini del cristianesimo, Benoit si riversa completamente nella figura del monaco francese, ne segue appassionatamente le ricerche, ne condivide dubbi e sofferenze, e lo segue fin sulla soglia del suo eremitaggio. Che sembra quasi preludere ad una sua autoesclusione dal seno della Chiesa. Ne viene fuori un ritratto, a volte fin troppo crudo e impietoso, della Chiesa attuale, che tiene dietro a secoli di un colpevole oscurantismo, scontato a stento nella modernità. Benoit conosce benissimo la materia del suo romanzo e la dipana con grande abilità in una trama avvincente dal primo all’ultimo capitolo. Miglior scrittore, da questo punto di vista, di Dan Brown, diventato, suo malgrado, col suo Codice da Vinci stereotipo di parecchi, forse troppi, romanzi del genere. Diversamente da Dan Brown, poi, non si nasconde dietro la finzione romanzesca, anzi pospone al romanzo un’appendice, come è divenuta consuetudine di molti autori di romanzi storici, soprattutto europei. La quale, se si può, è ancora più autobiografica del romanzo. Davvero un bel libro. Speriamo che il suo autore non si disaffezioni al genere, quel romanzo storico che per molti scrittori è diventato ultimamente poco meno di una moda e poco più di una abitudine.

Michel Benoit

Il Tredicesimo Apostolo

Piemme- Edizione Economica

Pagg. 382 – Prezzo € 6,50

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