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Blue Note

Dall’antologia “Giovani Poeti Leggono… Carlo Antognini”, edita da peQuod, pubblichiamo due poesie di Andrea Mazzanti.

Andrea, presente anche nell’edizione scorsa, ha ‘sceverato’ da certe ‘pasticcionerie’ passate uno stile finalmente adeguato alla sua personalità poetica, e lo rivela una scrittura compatta pur nella differenziazione dei registri.
Mi sembra che Andrea sia andato sempre più approfondendo il volume, la varietà della sua voce. È indubbio che egli ama ascoltarsi mentre parla ad alta voce, ma poi, impadronitosi di lei, fa tutt’uno con la sua pronuncia. E al rumore si sostituisce il suono modulato, che resiste anche dopo la ‘messa in carta’. È quel che conta. Canta. Canta come deve e sa. Il tenore non è un baritono né un basso.
Scataglini vedeva il nesso profondo tra vita e scrittura, Antognini, parlando di Jacob, metteva in risalto come il gioco letterario si risolva nell’evento linguistico. E il contenuto? Lo sa bene Andrea, quando, nella dilagata misura, canta l’Eros universale impresso nel corpo quanto nel cosmo, ma anche quando vede nel Thanatos discrepato lo stato di ‘equilibrio precario’ o negli assalti di ‘lupi mannari’ alla fragile pelle dell’amata o dell’innocente o nella tristezza di un ‘blues’ che è anche il variabile canto dell’esistenza. Il ‘blues’ non è il rock, non è il ‘rap’.
(Fabio Maria Serpilli)

Trucco (un’introduzione)

E m’hai insegnato
che una nebulosità diffusa
è preferibile ad una visione chiara

a volte risulta
un ottimo fondotinta
per coprire gli errori…

The way you come

Pensieri non adatti
alla brontofobia
Esalazioni di vapore
nella tempesta
Le grida
condensano sui vetri

Improvviso come
un colpo di reni
– Ci si sente nudi –

Sotto la pioggia…
i miagolii
del gatto
a nove code

Una banderuola al vento.
Cerco parole nelle canzoni

È ancora troppo presto…
(strisce di carcerato)

Lascia che fuori pianga…

Lascia, lasciami ancora
la sferza della notte!

Basta –

è già tardi,
è già mattina.

– ©peQuod. Tutti i diritti riservati –

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