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Alle origini del fotografico

Alle origini del fotografico

Roberto Signorini
Alle origini del fotografico.

Lettura di The Pencil of Nature (1844-46) di William Henry Fox Talbot
(Bologna, CLUEB – Petite Plaisance, 2007)

Presentazione del libro
Giovedì 29 maggio, ore 18.00
Biblioteca San Giovanni
via Passeri, 102. Pesaro.

Intervengono
Marco Andreani (Università di Parma)
Marcello Sparaventi (fotografo e curatore)
Vincenzo Marzocchini (storico e critico della fotografia)

Traduttore e studioso di teoria del fotografico, dopo quattro anni di lavoro Roberto Signorini offre al lettore la prima traduzione italiana integrale di The pencil of nature (La matita della natura, 1844-46) dell’inglese William Henry Fox Talbot, uno dei padri fondatori della fotografia. Attraverso un’accurata ricostruzione storica dell’epoca in cui uscì il libro (considerato il primo testo a stampa corredato da immagini fotografiche) e alla luce delle moderne teorie del fotografico, Signorini ci accompagna nell’affascinante riscoperta di un classico la cui importanza nella storia della fotografia, come dice Beaumont Newhall, “è paragonabile a quella della Bibbia di Gutenberg per l’arte della stampa”.
La presentazione sarà accompagnata da una proiezione multimediale sull’opera fotografica di Talbot (realizzata da Cesare Colombo).


The Pencil of Nature (La matita della natura), pubblicato nel 1844-46 da uno dei padri della fotografia, l’inglese William Henry Fox Talbot, è considerato il primo libro corredato da fotografie, ma rappresenta anche la prima occasione di riflessione tecnica e teorica sulla fotografia, anticipando questioni che ancora toccano la nostra contemporaneità.
Roberto Signorini, docente e studioso di teoria della fotografia, si è cimentato nella prima traduzione integrale in lingua italiana di questo fondamentale testo, corredandola di un corposo saggio introduttivo ricco di spunti e suggerimenti. Oltre a contestualizzare storicamente il lavoro di Talbot ponendolo in relazione al quadro politico e sociale dell’Inghilterra della prima metà del XIX secolo e col complesso profilo culturale dell’autore, Signorini individua nell’opera dello studioso e fotografo inglese la prima origine di alcune questioni teoriche che hanno segnato il dibattito intorno al tema del “fotografico” in questi ultimi decenni.
Talbot è stato infatti tra i primi a riconoscere nei suoi testi la peculiarità del rapporto che la fotografia intrattiene con il suo referente oggettivo, anticipando così quella che sarà la concezione della fotografia come icona e come indice, mutuata dal filosofo statunitense Charles S. Pierce, e poi sviluppata negli scritti teorici di autori quali Susan Sontag, Roland Barthes e Rosalind Krauss.
E’ dunque alla luce di queste posizioni teoriche recenti, ben sintetizzate in un altro suo testo (Arte del fotografico, Pistoia, CRT, 2001) che Roberto Signorini ci invita a ripensare la figura di Talbot quale precursore della dialettica tra fotografia come raffigurazione e come impronta, ma anche quale testimone consapevole e avvertito della messa in crisi della stessa figura dell’autore in coincidenza con la messa a punto della prima immagine tecnologica.

Il libro di Roberto Signorini è presentato da Vincenzo Marzocchini, storico e critico della fotografia; Marco Andreani studioso di fotografia presso l’Università di Parma e da Marcello Sparaventi fotografo e curatore; giovedì 29 maggio ore 18.00 presso la Biblioteca San Giovanni a Pesaro in via Passeri 102.

In rete:
William Henry Fox Talbot su Wikipedia

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